Con le sue sorprendenti infiorescenze a forma di scovolino, la callistemon conquista già al primo sguardo, portando vivacità ovunque si trovi. Proprio i suoi fiori bizzarri, unici e colorati le hanno valso il nome di pianta scovolino, spazzola per bottiglie, spazzolino da denti e bottlebrush.
Oltre che per il fascino magnetico, l’arbusto si distingue per la notevole resistenza e l’adattabilità a condizioni atmosferiche differenti e substrati diversi. Scopriamo di seguito come coltivare in giardino e in vaso la callistemon e gli interventi fondamentali per mantenerla sana e vigorosa.
Callistemon: le caratteristiche
Originaria dell’Australia, la callistemon è nota per le sue fioriture spettacolari, che durano dalla primavera all’estate. Di solito, la fioritura va damaggio a luglio, ma in condizioni ottimali può avvenire anche una seconda volta in autunno.
La pianta appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, è parente alla lontana del mirto e presenta fiori vistosi, molto lunghi e arricchiti da ciuffi colorati -simili a degli scovolini – posti agli apici dei rami. La loro nuance principale è il rosso intenso, ma esistono varietà gialle, arancioni, bianche e rosa.
Le foglie sono strette, piccole, lanceolate, verdi scure e da giovani possono avere anche tonalità ramate. In seguito alla fioritura, la pianta produce frutti secchi a forma di capsula con alll’interno numerosi semi.
Crescendo l’arbusto può arrivare fino a 4 metri di altezza se coltivato in giardino, mantenendo dimensioni più contenute se si trova invece in vaso. Questa pianta ornamentale è estremamente affascinante e si presta perfettamente per decorare giardini, bordure aiuole, potendo essere impiegata come pianta da siepe oppure come alberello e per la coltivazione in vaso.
Dove collocare la callistemon
La callistemon è resistente e in grado di adattarsi a diverse condizioni climatiche. Ama i climi secchi e il caldo, mentre teme il gelo: alcune varietà resistono fino a -5 gradi, ma in generale soffre quando le temperature scendono sotto zero.
Per ottenere una fioritura rigogliosa bisogna collocarla in un luogo luminoso e areato, con almeno sei ore di luce solare diretta al giorno. Questa pianta arbustiva e sempreverde tollera la siccità e si presta a essere coltivata in diverse tipologie di suolo, purché il terreno sia ben drenato.
Come coltivare la callistemon in giardino e vaso
La callistemon può essere coltivata sia in giardino che in vaso. Il periodo migliore per procedere è la primavera, evitando così il rischio di gelate. La germinazione tramite seme è possibile, ma necessita di pazienza e tempi più lunghi. Essendo i semi della callistemon molto piccoli, questi vanno posti solo sulla superficie del terreno premendoli leggermente sul substrato, che deve essere mantenuto costantemente umido.
Un metodo più immediato è quello della talea, con cui ottenere esemplari simili alla pianta madre. Si procede prelevando una porzione di ramo semi-legnoso senza foglie e fiori, eseguendo un taglio netto, munendosi di attrezzi disinfettati. La talea va inserita in modo stabile in un vaso con terreno ben drenato, mantenendo il substrato umido ed evitando le correnti d’aria.
Una volta sviluppata, la pianta può essere spostata in giardino, scavando una buca di profondità e dimensione doppie rispetto al vaso da cui proviene. Sul fondo della buca si può aggiungere un concime granulare a lenta cessione. Se si piantano più esemplari tra ogni buca bisogna lasciare circa un metro.
Per quanto riguarda la coltivazione in vaso, il recipiente scelto deve essere abbastanza capiente, tenendo conto che la pianta cresce in modo veloce. Il contenitore va riempito con un terriccio per piante acidofile, evitando quelli troppo calcarei. Il rinvaso va eseguito ogni due anni, ricorrendo a un contenitore più grande, operazione da effettuare durante la primavera.
Callistemon e la sua cura
Oltre che scenografica, la callistemon è molto resistente e non richiede cure complesse. La sua manutenzione è bassa, includendo alcuni interventi mirati, che comprendono l’irrigazione, dovendo eseguire annaffiature regolari, soprattutto durante il periodo di messa a dimora, aumentandole in caso di siccità. Prima di procedere con le annaffiature bisogna sempre verificare che il substrato sia totalmente asciutto. I ristagni idrici vanno sempre evitati, essendo causa di danni alle radici.
Altra operazione importante è la potatura, da effettuare dopo la fioritura per stimolare la crescita e mantenere la forma della pianta. È sufficiente eliminare i rami secchi, troppo lunghi o danneggiati e i fiori appassiti. La pianta può essere modellata come piccolo alberello o cespuglio compatto.
Nella cura della pianta scovolino bisogna anche dedicarsi alla concimazione, ricorrendo a un fertilizzante liquido per piante acidofile da aggiungere nell’acqua di irrigazione. La concimazione va eseguita una volta al mese in inverno e ogni due settimane dalla primavera all’estate.
Malattie e parassiti
La callistemon è una pianta generalmente resistente, ma può essere soggetta ad alcuni parassiti. Tra i più comuni ci sono gli afidi, che si possono contrastare efficacemente con soluzioni naturali, come il sapone molle. Nei casi di gravi infestazioni è invece consigliabile ricorrere a insetticidi mirati.
Più raramente, la pianta può essere colpita da cocciniglia, che attacca rami e foglie e si manifesta con macchie bianche. In questi casi è possibile intervenire rimuovendo manualmente il parassita oppure eseguendo lavaggi di acqua e sapone o applicare prodotti specifici.
Un’altra possibile problematica è la clorosi dovuta a carenza di ferro e causa di ingiallimento delle foglie: per prevenirla o risolverla è consigliabile utilizzare un fertilizzante con ferro.
Mantenere la callistemon sana e vigorosa passa da buone pratiche come irrigazioni moderate (evitando di bagnare direttamente le foglie), potature regolari, circolazione dell’aria corretta, controlli periodici sullo stato della pianta e concimazioni adeguate.
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