Simile alla petunia ma in versione mignon, la calibrachoa si distingue per il portamento ricadente e i piccoli fiori dai colori brillanti. Le sue meravigliose fioriture a cascata ammaliano e regalano vivacità a ogni spazio.
Perfetta per abbellire le aiuole del giardino, fiorisce a lungo ed è anche ideale in vasi appesi o cassette per davanzali e terrazzi. Facile da coltivare e dalla bassa manutenzione, la calibrachoa è perfetta anche per chi è alle prime armi. Vediamo quindi come coltivarla e prendersene cura con pochi accorgimenti mirati.
Calibrachoa: caratteristiche e fioritura
La calibrachoa è una sorta di petunia in miniatura, condividendo con lei la stessa famiglia, la Solanaceae: proprio per questo, viene anche chiamata petunia nana o million Bells. Originaria del sud America, si tratta di una pianta perenne i cui fiori sono a forma a campana, più piccoli rispetto a quelli della petunia e con uno sviluppo ricadente e più compatti.
Presente in diverse varietà, è colorata da sfumature variegate che vanno dal rosso, al viola, al giallo, al blu, fino al bianco. In alcuni casi i petali sono venati. Le foglie sono verdi brillanti, ovali e piccole, mentre il suo portamento è cespuglioso o semi prostrato.
La calibrachoa è nota in particolare per la sua scenografica fioritura a cascata, che è abbondante e molto prolungata, continuando ininterrottamente da aprile a ottobre.
L’esposizione ideale per la calibrachoa
Per ottenere fioriture abbondanti, la calibrachoa va collocata in un luogo soleggiato, con almeno 6 ore di raggi solari diretti, anche se tollera la mezz’ombra.
Versatile e robusta, sopporta caldo, venti e piogge, essendo meno delicata rispetto alla petunia. La temperatura ideale deve essere compresa tra 15 e 25 gradi e, pur essendo una pianta da esterno, il gelo è suo nemico, dovendo proteggerla durante l’inverno.
Essendo una pianta acidofila, preferisce un terreno acido, leggero, soffice, umido e ben drenato. In presenza di un suolo eccessivamente calcareo si può manifestare la clorosi, causata da una carenza di ferro e che comporta ingiallimento delle foglie. Il terriccio può essere arricchito con sostanze nutritive, torba e sabbia in modo da favorire il drenaggio.
Come si coltiva in giardino e in vaso la calibrachoa
Con i suoi cuscini di fiori brillanti, la calibrachoa impreziosisce giardini e aiuole, dove infonde colore e vivacità grazie alla sua splendida e lunga fioritura.
Per quanto riguarda la semina, si procede appoggiando semplicemente i semi sulla superficie premendoli, visto che sono molto piccoli. Se coltivata in piena terra, tra i semi è necessario lasciare una distanza di 25-30 centimetri.
La calibrachoa si presta molto anche alla coltivazione in vaso soprattutto in cesti appesi e fioriere rettangolari, decorando terrazzi, balconi, davanzali e gazebi. Il contenitore scelto deve essere piuttosto ampio, tenendo conto che le radici richiedono spazio per espandersi. I semi vanno posti sulla superficie del terreno, potendo coltivare fino a 4 esemplari se si ricorre a una fioriera larga 60 centimetri.
La pianta può essere moltiplicata tramite talea, metodo semplice ed efficace. Si procede prelevando un rametto sano e non fiorito, lungo circa 8-10 centimetri, tagliandolo appena sotto un nodo. Successivamente si inserisce in un substrato leggero e ben drenante: il terreno va mantenuto umido e la talea collocata in un luogo luminoso, evitando il sole diretto. Dopo circa 3 settimane inizieranno a formarsi le radici e nel momento in cui la piantina si è sviluppata si può trapiantare in un vaso più grande o direttamente in giardino.
Cura della calibrachoa
La calibrachoa richiede una bassa manutenzione, essendo ideale anche per chi non è avvezzo al pollice verde. Per farla crescere rigogliosa bisogna tuttavia avere alcuni accorgimenti mirati. L’irrigazione è importante, dovendo essere costante, ma mai esagerata, visto che la pianta soffre sia in caso di eccessi idrici, che di siccità protratta.
Il terreno va mantenuto umido, ma mai eccessivamente bagnato, dovendo dare da bere meglio al mattino. In estate le irrigazioni possono essere giornaliere, diradandole invece in primavera e autunno. Prima di procedere con le annaffiature, è sempre bene verificare che il terreno sia asciutto. La pianta preferisce l’acqua priva di calcare e per questo quella piovana è molto adatta.
Nell’acqua di irrigazione si può aggiungere del fertilizzante liquido per piante da fiore ogni 10-15 giorni. La concimazione mantiene la pianta vigorosa: per stimolare la crescita di nuovi boccioli si può ricorrere a un fertilizzante con alto contenuto di potassio.
Un altro intervento che fa la differenza è la potatura, che dona alla pianta un aspetto più pulito e ordinato. I rami vanno accorciati e i fiori appassiti rimossi in modo da evitare muffe e stimolare nuove germogli.
Malattie e parassiti
Nella manutenzione della calibratura si possono presentare alcune problematiche, come ad esempio le malattie fungine. La pianta può essere colpita da muffa grigia, oidio e marciume radicale: in ottica di prevenzione è necessario evitare irrigazioni troppo abbondanti, acqua accumulata nel sottovaso, annaffiare direttamente le foglie e uno scarso ricambio d’aria.
Pur essendo robusta e non incline agli attacchi dei parassiti, la calibrachoa può essere colpita dagli afidi, che ne succhiano la linfa vitale, ragnetto rosso, che provoca ragnatele sottili, e mosca bianca, che si insedia sotto le foglie. Le parti colpite dai parassiti vanno eliminate, ed è possibile intervenire consoluzioni naturali, come trattamenti a base di sapone di Marsiglia diluito in acqua oppure olio di neem. In caso di infestazioni gravi bisogna intervenire con pesticidi specifici.
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