Niente pubblicità per carne e attività collegate all’uso di combustibili fossili come industrie automobilistiche o compagnie aeree per combattere la crisi del clima. Ad Amsterdamj è infati in vigore la norma che vieta spazi pubblicitari alle attività riconosciute come maggiormente responsabili della crisi del clima. Sui cartelloni pubblicitari ci saranno invece musei, concerti, promozione culturale. Un’operazione che il Comune racconta come svolta “etica” per allineare la città all’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e spingere verso un dimezzamento del consumo di carne.
L’inchiesta
Nel comune che dice stop agli allevamenti intensivi
Il provvedimento, approvato a gennaio dopo anni di battaglie politiche guidate dai Verdi (GroenLinks) e dal Partito per gli Animali, prevede la messa al bando dei cartelloni pubblicitari di attività che usano il fossile, compresi i contratti delle compagnie elettriche che usano queste fonti, ma anche la carne. Secondo il consiglio comunale, non è infatti possibile ignorare l’impatto degli allevamenti intensivi sulle emissioni globali.
Lo studio
La crisi climatica ci costerà sempre di più
Infatti, secondo il Wwf, “in Italia circa il 75% delle emissioni di ammoniaca proviene dalla zootecnia intensiva: una sostanza che, una volta rilasciata in atmosfera, contribuisce alla formazione di PM2,5, le polveri sottili responsabili di circa 50.000 morti premature ogni anno. Non a caso gli allevamenti intensivi sono la seconda fonte di particolato fine nel nostro Paese (circa il 17% del totale), superando trasporti (14%) e industria (10%)”.
“La crisi climatica è urgentissima”, afferma Anneke Veenhoff del partito GreenLeft. “Voglio dire, se si vuole essere all’avanguardia nelle politiche climatiche e si affittano i propri spazi pubblici a chi fa esattamente il contrario, allora cosa si sta facendo? La maggior parte delle persone non capisce perché il comune dovrebbe guadagnare affittando i nostri spazi pubblici a qualcuno contro cui stiamo attivamente portando avanti delle politiche”.
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