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8 marzo, una rete di donne per le foreste: “In un bosco nessun albero è solo”


Qual è il valore aggiunto che le donne oggi portano nella protezione delle foreste? Maria Rita Gallozzi ne ha fatto un mestiere e ora c’è anche un premio a sancirlo. Maria Rita Gallozzi, “la signora del legno etico” come ama farsi chiamare, è tra i quattro premiati dell’edizione 2026 del “Premio La Ghiandaia – Custodi degli alberi”, candidata dalla Rete Donne Foreste nella categoria “Tecnici Agro-Forestali”.

Dal 2023 Maria Rita Gallozzi è alla guida del Comitato Esecutivo di FSC Italia, Forest Stewardship Council, l’ong che da 25 anni rilascia la certificazione sulla gestione forestale e relativa filiera del legno in nome della sostenibilità. Gallozzi è anche tra le fondatrici della “Rete donne foreste”, un coordinamento di donne forestali italiane nato per offrire condivisione delle professionalità formazione, consulenze e appoggio reciproco.

Biodiversità

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“In un bosco nessun albero è davvero solo: la forza della foresta nasce dalle relazioni tra tutti gli alberi”, ha detto commentando il riconoscimento che le è stato assegnato. “Ricevere questo premio per me – fa sapere la presidente di FSC Italia – è una grande emozione. In questi anni ho avuto il privilegio di lavorare per la certificazione forestale e per promuovere una gestione responsabile delle foreste, in Italia e anche in diversi contesti internazionali. Ho sempre cercato di farlo portando con me una convinzione: che il nostro settore cresca valorizzando sempre di più competenze, collaborazione e il contributo delle donne.”

Un contributo che purtroppo ancora soffre di una disparità di genere in concreto, se si pensa solo che su circa 20mila iscritti all’Ordine dei tecnici agro-forestali solo 860 sono donne, come ha ricordato la stessa Maria Rita Gallozzi ospite di una puntata di “Geo”, su Rai Tre. Eppure, accanto a un lavoro che evoca la fatica fisica del taglialegna, tradizionalmente associata all’uomo, oggi ci sono tante professionalità richieste per la gestione e la conservazione delle foreste, che si possono racchiudere nel concetto di pianificazione. Strategie, conoscenze ecologiche, controlli.

“Premio La Ghiandaia – Custodi degli alberi 2026” a Rete Donne Foreste 

Le motivazioni del premio spiegano in quale misura, nel caso di Maria Rita Gallozzi: “La sua vita professionale è dedicata alla gestione sostenibile delle foreste e all’uso responsabile dei prodotti forestali, in Italia, in Europa e in Africa. Ha promosso impianti forestali, certificazioni FSC e PEFC e formazione sul commercio legale del legname, diffondendo cultura di legalità e attenzione al territorio. (…) Guida progetti che coniugano la gestione tecnica, sviluppo economico e tutela ambientale, con particolare attenzione alle lavoratrici e al gender balance”.

La Rete Donne Foreste è nata proprio per questo, come spazio d’incontro tra donne con ruoli e professionalità diverse che convergono nell’unico obiettivo di conservare il patrimonio verde del pianeta. Maria Rita Gallozzi va e viene dall’Africa per verificare che la gestione delle foreste da parte delle aziende risponda ai criteri della sostenibilità e rispetti i diritti delle popolazioni indigene, lavoratori e lavoratrici. Non è una missione facile, anche laddove sembra scontato il rispetto del patrimonio naturale. Per capirlo bisogna cambiare prospettiva, ad esempio nel caso del Gabon, un paese coperto per l’80% da alberi dove gli elefanti girano indisturbati tra frutteti e piantagioni, con conseguenze che alimentano il conflitto tra uomo e fauna selvatica. Poi c’è l’inclusività, che interessa le donne da vicino, parte attiva in Africa come nel resto del mondo, anche per la conservazione delle foreste.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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