Ha comprato tubi di acciaio in un negozio di ferramenta sotto casa e utilizzato bottiglie di plastica riciclate. Così Jia Mingxuan, 14 anni, originario della Mongolia interna (in Cina settentrionale) ha costruito un dispositivo artigianale che ha vinto la 77esima edizione dell’Esposizione internazionale delle invenzioni di Norimberga (iENA), tra i più importanti saloni globali dedicati alle giovani scoperte. Si tratta di uno strumento, molto semplice, progettato per aiutare gli alberi appena piantati a sopravvivere al forte vento e alla siccità, tipici della sua città natale, la Cina rurale. Un sistema che sfrutta la naturale differenza di temperatura tra superficie e sottosuolo per catturare l’umidità dell’aria e trasformarla in acqua disponibile per le radici. Uno dispositivo fatto di plastica e metallo, nato quasi per caso, è diventato un prezioso alleato degli alberi che faticano a sopravvivere nelle zone aride. Grazie alla tenacia di un giovane studente.
La storia Jia Mingxuan
Timido e riservato, quando Jia Mingxuan è arrivato a Norimberga per partecipare alla competizione – e ha visto più di cinquecento invenzioni di giovani studenti della sua età provenienti da tutto il mondo che spaziavano da robot chirurgici a dispositivi di interfaccia cervello-computer – ha subito pensato che il suo prototipo del tutto artigianale non avesse alcuna possibilità di vincere. Mai si sarebbe immaginato che il suo primo viaggio all’estero lo avrebbe portato a salire sul gradino più alto del podio, aggiudicandosi la medaglia d’oro della gara. “Quando sono stati assegnati i premi di bronzo e d’argento, ho pensato che fosse finita – ha raccontato Mingxuan ai media -. Poi ho sentito pronunciare il mio nome, dal presidente della giuria, come vincitore assoluto della competizione iENA, sono rimasto a bocca aperta per lo stupore. Mai mi sarei aspettato questo risultato”.
Oliver Mayer, presidente della giuria, ha dichiarato di essere rimasto colpito da un doppio aspetto valoriale: l’attaccamento alla terra del giovane studente e la semplicità dell’invenzione: “La giuria ha premiato Jia per aver applicato soluzioni pratiche a livello locale per una delle sfide ambientali più difficili per l’umanità: il problema della siccità. Il suo progetto utilizza principi fisici di base per risolvere un problema del mondo reale e riflette sia l’ingegno che il potenziale di un giovane talento”.
L’invenzione per salvale la sua terra dalla siccità
L’idea di Jia Mingxuan è nata dalla sua esperienza d’infanzia a Chifeng, un’area chiave del Programma forestale cinese Three-North Shelterbelt (TSFP), il più grande progetto di rimboschimento al mondo. Oggi, il cortile in cui vive Jia è circondato da fitti filari di alberi piantati da suo nonno decenni fa, ma l’anziano gli racconta spesso che negli anni Sessanta, Aohan Banner (la loro contea) era quasi sterile, a causa di una pioggia scarsissima, la sabbia un tempo ricopriva più di tre quarti del territorio locale. Il TSFP ha cambiato il paesaggio. Oggi, circa il 41% della contea è ricoperta da foreste, con una superficie di circa 373.000 ettari. Negli ultimi anni, i progetti fotovoltaici sono stati abbinati a interventi di controllo della sabbia, creando nuove sinergie tra energia pulita e ripristino ecologico.
Nel corso della sua infanzia, Jia ha osservato spesso i minuti alberi appena piantati lottare per sopravvivere. L’idea di progettare qualcosa che potesse aiutare le piante a mettere radici solide, è sempre stata un suo pensiero. L’occasione si è presentata a marzo di quest’anno, quando l’insegnante di scienze delle scuole medie di Jia ha assegnato alla classe il compito di proporre delle invenzioni. La scintilla per Jia è arrivata in un luogo insolito: la cucina di casa. Una sera, notò il vapore condensarsi in goccioline sulla parete di piastrelle. Una lezione di fisica gli tornò in mente e si chiese: “Potrei usare lo stesso principio per raccogliere l’acqua e far crescere i miei alberelli?”. Tornato da scuola, Jia iniziò a disegnare un congegno che cattura la condensa dall’aria e la convoglia direttamente nella zona delle radici dell’albero. L’invenzione sfrutta il principio della formazione della rugiada: una calotta antivento sulla sommità del tubo d’acciaio funge da fonte di energia, e consente all’aria di circolare al suo interno. Senza alcun collegamento a fonti idriche esterne, la differenza di temperatura tra la superficie del terreno e l’ambiente sotterraneo permette al vapore acqueo presente nell’aria di condensarsi in piccole goccioline, che finiscono per penetrare nella zona delle radici dell’albero.
Per controllare il suo prototipo piantato due metri sottoterra, il ragazzo ha percorso, ogni giorno, circa 30 km a piedi. Spesso svegliandosi alle 4 del mattino, correndo da casa ai campi per controllare i valori di umidità, prima di andare a scuola. A colpire positivamente i membri della giuria internazionale è stata proprio la tenacia con cui il giovane appassionato della sua terra ha portato avanti l’opera d’ingegno. “Siamo stati letteralmente rapiti dallo sguardo vivace di un adolescente di appena 14 anni che, invece di abituarsi a vedere gli alberi morire, decide di provare a salvarli”. Per Jia Mingxuan la medaglia è solo l’inizio di un percorso virtuoso. “Questo premio è per me un punto di partenza – ha detto emozionato -. Devo studiare di più. Solo con solide basi posso inventare cose che salveranno il Pianeta da siccità e cambiamento climatico”. Il giovane studente oggi collabora con un gruppo di ricercatori di Shanghai, per perfezionare il suo dispositivo. L’obiettivo è chiaro, trasformare un’idea nata nella cucina di casa in uno strumento utile nella lotta contro la desertificazione della sua terra, e non solo.
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