20 Gennaio 2023

Daily Archives

consigliato per te

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    Intelligenza artificiale: la scuola assediata da ChatGpt, il software che fa i compiti al posto degli studenti. Ostacolo o opportunità?

    ROMA – Nella scuola precaria e post-Covid del Paese, sottopagata e in ritardo su molte partite (Pnrr, edilizia scolastica, finanziamento all’infanzia), l’ultimo scossone arriva da un software lanciato negli Stati Uniti a novembre da un’organizzazione no profit che vuole diffondere l’intelligenza artificiale a fin di bene. Si chiama ChatGpt e, nella sua estensione, significa Generative […] LEGGI TUTTO

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    L'Italia aspetta un nuovo Inviato speciale per il clima

    “Tempo qualche settimana e l’Italia avrà un nuovo Inviato speciale per il clima”. Dal ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica arriva la rassicurazione: il governo ha intenzione di mantenere in vita la figura istituita nella scorsa legislatura per guidare le delegazioni italiane impegnate nelle trattative internazionali sui cambiamenti climatici. Il dubbio che il ruolo […] LEGGI TUTTO

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    Deforestazione record in Amazzonia, persi quasi 3mila campi di calcio al giorno

    L’Amazzonia in una anno ha perso l’equivalente di 3mila campi di calcio al giorno. L’immagine della distruzione del polmone verde del mondo viene fuori da un report dell’Istituto Imazon che dal 2008 si dedica alla conservazione della foresta pluviale, bastao essenzialmente sulle immagini satellitari. Secondo l’organizzazione il 2022 è stato un anno record, il peggiore […] LEGGI TUTTO

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    Crisi climatica, la mitigazione è possibile: le soluzioni per tagliare il 71% di emissioni

    “Si può fare”, come avrebbero detto Barack Obama o il dottor Frederick Frankenstein. È questo l’incoraggiante messaggio che arriva da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della McGill University insieme ai colleghi della Carnegie Mellon, Johns Hopkins, University of Texas at Austin e University of Maryland: gli scienziati hanno infatti stimato che, con opportune misure di mitigazione, sarebbe possibile ridurre del 71% le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione dei gas naturali per la produzione di energia elettrica, che attualmente ammontano a circa 3,6 miliardi di tonnellate l’anno.Niente male, se si tiene conto che circa un quarto dell’elettricità prodotta globalmente viene dalla combustione dei gas naturali, e che questo processo contribuisce per il 10% alle emissioni di gas serra legate alla produzione di energia e quindi, di conseguenza, ai cambiamenti climatici in atto. Lo studio, in cui sono stati analizzati i dati delle emissioni relativi a 108 diversi Paesi del mondo, è stato pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

    Clima

    Gli oceani continuano a scaldarsi: infranto il nuovo record nel 2022

    di Fiammetta Cupellaro

    11 Gennaio 2023

    “Noi stessi”, spiega Sarah Jordaan, professoressa associata al Department of Civil Engineering e al Trottier Institute in Sustainability in Engineering and Design della McGill University, e prima autrice del lavoro, “ci siamo stupiti dalla quantità di emissioni che sarebbe possibile ridurre entro il 2050, o addirittura entro il 2030. Se nel prossimo futuro il gas naturale continuerà a essere uno dei combustibili usati per la produzione di elettricità, sarà necessario migliorare l’efficienza delle centrali per ridurre le emissioni di metano e per ‘ricatturare’ e immagazzinare l’anidride carbonica”.

    Clima

    Gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi della storia

    di Giacomo Talignani

    10 Gennaio 2023

    Sostanzialmente, gli scienziati hanno cercato di stimare l’impatto di diversi approcci di riduzione delle emissioni, osservando che nella tecnologia attualmente usata dalle attuali centrali elettriche a gas c’è ancora ampio spazio di manovra per miglioramenti dal punto di vista dell’efficienza, e che combinando questi miglioramenti con l’utilizzo di tecnologie per la cattura dell’anidride carbonica – le cosiddette Ccus, la cui diffusione è però ancora troppo limitata rispetto alle esigenze – si potrebbero ottenere riduzioni molto significative.

    Il report Germanwatch

    Clima, nessun Paese sta rispettando i target per 1,5 gradi e l’Italia sta messa peggio degli altri

    di Luca Fraioli

    14 Novembre 2022

    Non solo. Il team ha calcolato che il “potenziale di mitigazione” più alto, poco sorprendentemente, è quello relativo ai Paesi che sono i più grandi consumatori e produttori di gas naturale al mondo, ossia Stati Uniti, Russia, Iran, Arabia Saudita e Giappone.”Il cambiamento climatico – ha spiegato Arvind Ravikumar, professore associato al Department of Petroleum and Geosystems Engineering della University of Texas – è una sfida globale, e per ottenere un sistema di produzione dell’energia a bassa emissione di anidride carbonica è necessario ridurre le emissioni in tutte le fasi della filiera produttiva, dall’approvvigionamento del gas alla sua combustione. La nostra analisi dimostra che è necessario mettere in campo sforzi significativi per ridurre i livelli delle emissioni, a anche che identificare quali sono le fasi cruciali può aiutare i governi a prendere le decisioni migliori”. Insomma, si può fare. Basta volerlo. LEGGI TUTTO

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    Via libera alla pista di bob a Cortina: costerà 93 milioni di euro

    La pista da bob per i Giochi olimpici e paralimpici invernali 2026 si farà a Cortina d’Ampezzo e si farà velocemente: tra due settimane comincerà la demolizione “selettiva” per smantellare la vecchia pista Eugenio Monti. Costerà 93 milioni di euro. Bocciata l’ipotesi di utilizzare la pista di Igls, vicino Innsbruck, in Austria. Luigi Valerio Sant’Andrea, commissario di governo e amministratore delegato della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, il 18 gennaio ha presieduto la conferenza dei servizi che si è tenuta proprio nel capoluogo ampezzano e sulla proposta di Innsbruck non ha usato mezzi termini: “Non è percorribile”.

    Olimpiadi invernali

    La nuova pista da bob di Cortina per i Giochi del 2026 che fa infuriare gli ambientalisti

    di Fiammetta Cupellaro

    16 Gennaio 2023

    Dunque Cortina avrà la sua nuova pista di bob nello stesso punto dove nel 2008 è stata chiusa quella vecchia, dedicata al campione “Eugenio Monti”. Costruita nel 1928 è stata utilizzata per le Olimpiadi del 1956, oltre che come set cinematografico di uno dei film di James Bond. Dal 2008 è stata definitivamente chiusa e in stato di degrado. La vecchia pista ora verrà smantellata e l’area bonificata prima dell’apertura del nuovo cantiere. I tempi sono stretti e i costi sono lievitati. E tra le modifiche apportate al progetto iniziale, il “caro” materiali, le richieste del Comune sulla viabilità, la riqualificazione ambientale sui sette ettari della zona del bosco di Ronco: da 60 milioni di euro circa si è arrivati al conto di 93 milioni. Erano 85, ma alla presentazione del progetto definitivo, i cittadini di Cortina hanno saputo che ne mancavano altri 22 di milioni.

    Milano-Cortina 2026

    Livinallongo, il paese che non vuole la skiarea Cortina-Arabba

    di Fiammetta Cupellaro

    18 Gennaio 2023

    Tempi stretti

    “Le demolizioni partiranno già tra poche settimane” ha assicurato il commissario Sant’Andrea che ha annunciato anche il piano dei lavori. Si procederà per lotti e da subito: “Entro il 27 gennaio acquisiremo gli ultimi pareri per procedere subito con il decreto che autorizza la realizzazione dell’opera. Abbiamo già appaltato l’intervento del primo lotto, lo strip out, la demolizione controllata della vecchia pista, quindi significa che siamo pronti ad aprire il cantiere, in una quindicina di giorni. Siamo esattamente nelle scadenze”. Il secondo lotto prevede l’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto entro luglio. “Nel dicembre 2024 dovremo consegnare il campo gara, per il test event, le gare che anticiperanno di un anno i Giochi olimpici e paralimpici – ha spiegato ancora il commissario – completeremo tutte le aree in tempo per le gare. Il programma è quindi serrato”.

    La proposta

    La Marmolada ha parlato: rinunciamo alle Olimpiadi

    di Enrico Deluchi*

    05 Luglio 2022

    Alla conferenza, nel municipio di Cortina, c’erano tutti: amministrazioni ed enti locali interessati alla realizzazione dell’opera, tra cui il Comune con il sindaco Gianluca Lorenzi in testa e chi, invece, ha cercato di opporsi al progetto, un comitato dei cittadini e alcune associazioni ambientaliste convinti che costruire una pista da bob a Cortina sia spesa esorbitante per uno sport che in Italia conta pochi appassionati.”Perfino la squadra nazionale è composta da meno di 20 atleti e in Federazione gli iscritti sono 37 tra bob, slittino e skeleton, sia maschile che femminile. Dubito che una struttura ex novo favorisca lo sviluppo di questa disciplina” ha cercato di spiegare Roberta De Zan è la consigliera comunale di Cortina Bene Comune – sarà un impianto che verrà utilizzato per pochi giorni e poi passeremo anni a chiedere cosa ne faremo”.

    Persone

    Le Olimpiadi green di Deborah Compagnoni: “Credo nello sci che ama la natura”

    di Luca Fraioli

    28 Maggio 2022

    Il caso Torino

    Soprattutto vedendo cosa è accaduto alla pista di Torino a Pariol costruita per le Olimpiadi 2006 e costata 110 milioni di euro. Anche in quel caso, le associazioni ambientaliste si opposero proponendo di spostare le gare di bob e slittino a La Plagne, a 90 chilometri dalla val di Susa, ancora funzionante. Legambiente aveva ricostruito la vicenda: “L’impianto doveva sorgere sul territorio italiano perché, secondo il Coni, l’Italia non poteva non avere un impianto di bob e slittino. Considerando anche che quello di Cortina sarebbe stato chiuso a breve”.Come poi è avvenuto due anni dopo. La pista di Torino è rimasta aperta per sei anni, ospitando dopo le Olimpiadi due soli eventi internazionali importanti: la Coppa del mondo di bob nel 2009 e i mondiali di slittino nel 2011. Nel 2012 la chiusura definitiva. Ma ormai indietro non si torna. Tra pochi giorni apre il cantiere. E a chi protesta perché il progetto non ha i requisiti di sostenibilità visto che sono pevisti allargamenti verso il bosco di Ronco, il commissario Sant’Andrea risponde: “Ci sono tutte le condizioni per un intervento con tutti i requisiti previsti, di sostenibilità economica, sociale e ambientale, richiesti per un’opera così importante”.E poi c’è un memoriale. “Abbiamo inoltre introdotto un aspetto culturale, che si unisce alla destinazione sportiva di questo impianto: infatti l’area di Ronco sarà integrata con un memoriale, che ricorderà i riti e i miti di Cortina, degli ultimi cento anni, legando le Olimpiadi 1956 alle prossime, di Milano Cortina 2026”. Sperando che sulla futura pista di bob, nascano nuovi campioni della nazionale azzurra. LEGGI TUTTO