18 Gennaio 2023

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    Groenlandia: gli anni 2001-2011 sono stati i più caldi degli ultimi mille

    Una ricostruzione dell’evoluzione della temperatura derivata dal carotaggio di blocchi di ghiaccio degli ultimi 1.000 anni rivela che il riscaldamento di oggi nella Groenlandia centro-settentrionale è sorprendentemente pronunciato. Il decennio 2001-2011 più recente, esaminato nello studio dei ricercatori guidati dall’Istituto Alfred Wegener (AWI), è stato il più caldo degli ultimi 1.000 anni, e la regione è ora più calda di 1,5 gradi Celsius rispetto al XX secolo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

    La calotta glaciale della Groenlandia svolge un ruolo fondamentale nel sistema climatico globale. Con enormi quantità di acqua immagazzinata nel ghiaccio (circa 3 milioni di chilometri cubi), lo scioglimento e il conseguente innalzamento del livello del mare sono considerati un potenziale punto di non ritorno. Ai tassi di emissioni globali attuali, si prevede che la calotta glaciale contribuirà fino a 50 centimetri al livello medio globale del mare entro il 2100. Le stazioni meteorologiche lungo la costa hanno registrato temperature in aumento per molti anni.

    Lo studio

    I ghiacciai si sciolgono, virus e batteri ibernati si riattivano e aumenta il rischio di pandemie

    di Giacomo Talignani

    19 Ottobre 2022

    Ma l’influenza del riscaldamento globale sulle parti elevate fino a 3.000 metri della calotta glaciale è rimasta poco chiara a causa della mancanza di osservazioni a lungo termine. Nello studio gli esperti dell’Alfred Wegener Institute presentano prove evidenti che gli effetti del riscaldamento globale hanno raggiunto anche le aree ad alta quota della Groenlandia centro-settentrionale. “La serie temporale che abbiamo recuperato dal carotaggio copre ora più di 1.000 anni senza interruzioni, dall’anno 1000 al 2011.Questi dati mostrano che il riscaldamento nel periodo 2001-2011 differisce chiaramente dalle variazioni naturali degli ultimi 1.000 anni”, afferma la studiosa AWI Maria Horhold, autrice principale dello studio. Le temperature sono state ricostruite utilizzando costantemente un unico metodo per l’intera registrazione in laboratorio: misurare le concentrazioni di isotopi di ossigeno stabili all’interno del ghiaccio, che variano con le temperature prevalenti nei momenti di formazione del ghiaccio. Oltre alla temperatura, il team ha ricostruito i ritmi di fusione della calotta glaciale. Lo scioglimento è aumentato notevolmente in Groenlandia dagli anni 2000 e ora contribuisce in modo significativo all’innalzamento globale del livello del mare.

    Le idee

    Microplastiche in Antartide, caldo record nell’Artico. Cosa resta di incontaminato?

    di Marco Tedesco

    20 Giugno 2022

    “Siamo rimasti sorpresi nel vedere quanto strettamente le temperature siano collegate al drenaggio dell’acqua di fusione in tutta la Groenlandia – che, dopo tutto, si verifica in aree a bassa quota lungo il bordo della calotta glaciale vicino alla costa”, afferma Maria Horhold. Al fine di quantificare questa connessione tra la temperatura nelle parti ad alta quota e lo scioglimento lungo i bordi della calotta glaciale, gli autori hanno utilizzato i dati di un modello climatico regionale per gli anni dal 1871 al 2011 e le osservazioni satellitari dei cambiamenti della massa di ghiaccio per gli anni dal 2002 al 2021. Ciò ha permesso loro di convertire le variazioni di temperatura identificate nelle carote di ghiaccio in tassi di fusione e fornire stime per gli ultimi 1.000 anni. Ciò rappresenta un importante set di dati per la ricerca sul clima: una migliore comprensione della dinamica di scioglimento della calotta glaciale in passato migliora le proiezioni del relativo futuro innalzamento del livello del mare.Un’altra scoperta interessante dello studio: il clima della calotta glaciale della Groenlandia è in gran parte disaccoppiato dal resto dell’Artico. Ciò potrebbe essere dimostrato rispetto alla ricostruzione della temperatura in tutto l’Artico “Arctic 2k”. Sebbene “Arctic 2k” sia una rappresentazione accurata della regione circumpolare, non riflette le condizioni della Groenlandia centrale. “La nostra ricostruzione offre ora una rappresentazione affidabile dell’evoluzione della temperatura nella Groenlandia centrale, che ha dimostrato di avere una dinamica propria”, afferma il prof. Thomas Laepple, ricercatore sul clima AWI e co-autore dello studio. “In realtà, ci aspettavamo che le serie temporali covariassero fortemente con il riscaldamento della regione artica”, riferisce Laepple. Ma gli autori hanno una spiegazione per queste differenze: la calotta glaciale è spessa diversi chilometri; a causa della sua altezza, la Groenlandia è più influenzata dai modelli di circolazione atmosferica rispetto ad altre parti dell’Artico. Sono necessarie serie temporali sull’Artico con risoluzione regionale, afferma Laepple, al fine di descrivere in modo affidabile i cambiamenti climatici nell’Artico. LEGGI TUTTO

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    Scuola: 10 proposte per superare l'emergenza

    Nel 2021 il 30,6% degli edifici scolastici necessita ancora di interventi di manutenzione straordinaria, un dato che sale al Sud (36,8%) e nelle Isole (53,8%). Solo il 4,2% delle scuole risulta in classe energetica A, mentre il 74,8% è fermo nelle tre ultime classi energetiche. Sono questi alcuni dei dati della XXII edizione di Ecosistema […] LEGGI TUTTO

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    Intelligenza artificiale. Valentina Petri: “La tecnologia deve essere tra noi anche in classe”

    ROMA – “L’altro giorno ho buttato l’argomento intelligenza artificiale in mezzo ai miei ragazzi, studenti di Meccanica a un professionale di Vercelli. Mi hanno mostrato la lavagna che utilizziamo con i pennarelli, la tapparella che non sale. Mi hanno detto: ‘Prof, come si fa a parlare di ChatGpt qui dentro?’”. Valentina Petri, 45 anni, insegna […] LEGGI TUTTO

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    Livinallongo, il paese che non vuole la skiarea Cortina-Arabba

    Unire le valli dolomitiche con impianti sciistici per svuotare le strade dal traffico in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. È una delle idee illustrate dal governatore del Veneto, Luca Zaia che nel Piano Regionale di Ripresa e Resilienza ha inserito opere per 639 milioni di euro legate ai Giochi. Uno di questi progetti riguarda un possibile collegamento sciistico tra Cortina e Arabba ai piedi del Passo Pordoi che allarma la comunità locale del paese di Livinallongo, in prima fila contro il Piano conosciuto come il “Grande Carosello”.Le ragioni di questa resistenza sono molteplici e non solo di tutela ambientale del proprio territorio. Qui c’è il Col di Lana. “In vetta qui al Col di Lana in ricordo di 8 mila uomini, italiani e austriaci, che persero la vita durante la Grande Guerra c’è un santuario a cielo aperto. Lo abbiamo costruito con i fondi europei e il sentiero parte proprio da Livanallongo. Ora in questo luogo considerato sacro, dove c’era la linea del fronte, vogliono far passare piste, alzare piloni, costruire rifugi, nuove stazioni a monte e a valle? Non se ne parla”.

    Il comitato del no

    Leandro Grosner è il sindaco di questo paese veneto, in provincia di Belluno. Piccolo, ma molto determinato, Livanallongo. Qui praticamente quasi tutti i 1.384 abitanti hanno aderito ad un comitato per bocciare un progetto per la creazione di nuovi impianti di risalita sul loro territorio. Un piano da 40-45 milioni di euro che fa parte dell’offerta olimpica 2026 nel capitolo “Dolomiti no car”. Ma qui a Livanallongo Col di Lana non c’è nessun spopolamento della montagna. Anzi, è il contrario.Proprio grazie allo sci la disoccupazione è pari a zero. Qui gli sport invernali rappresentano la vita economica e sociale di quest’area – spiega ancora il sindaco – la nostra valle ha fatto la sua fortuna con lo sci, confiniamo con Cortina, Canazei, Corvara e San Cassiano. E dall’altra parte abbiamo la Marmolada. Perché allora ci opponiamo al progetto? Non vediamo il bisogno di riempire un’altra valle con un’altra funivia piuttosto pensiamo a soluzioni meno impattanti. E poi nessuno fino adesso aveva mai toccato la cima del Col di Lana, un luogo di alto valore paesaggistico e storico”.

    Il report

    Vogliamo costruire 150 nuovi impianti sciistici, ma ce ne sono oltre 230 dismessi

    di Giacomo Talignani

    14 Marzo 2022

    Quella di creare gli hub di collegamento tra una skiarea e l’altra è una tendenza ormai di moda un po’ ovunque, non solo in Italia. Cavalca il desiderio degli sciatori soprattutto i più esperti di non percorrere durante la giornata la stessa pista, ma di fare un percorso con gli sci ad anello. Meglio se si parte con gli sci ai piedi già fuori dell’albergo. Così si vedono in montagna, sempre più spesso, sciatori trainati da cavalli, trasportati da una seggiovia all’altra da tapis roulant sulla neve, tunnel trasparenti di raccordo da una pista all’altra.

    Olimpiadi invernali

    La nuova pista da bob di Cortina per i Giochi del 2026 che fa infuriare gli ambientalisti

    di Fiammetta Cupellaro

    16 Gennaio 2023

    Tutto nasce dal fatto che a Cortina, nonostante ci siano piste magnifiche, si scia su comprensori non collegati. Per questo si cerca il collegamento con i nostri hub, verso Arabba per sciare sulla Marmolada o in Val Badia”, spiega ancora il sindaco di Livanallongo.Secondo il piano, chi partirà da Cortina con gli sci ai piedi dopo aver raggiunto il passo Falzarego, potrebbe salire su un impianto senza pista che arriverebbe prima al comprensorio di Passo Campolongo poi in Alta Badia e qui significa sciare a Corvara, Colfosco, La Villa, San Cassiano. Insomma, il paradiso dello sci.

    Montagna sostenibile

    A Cortina il rifugio Dibona dice basta alle motoslitte

    di Fiammetta Cupellaro

    04 Gennaio 2023

    C’è pero un problema: bisogna passare per il Col di Lana. Dal punto di vista di chi scia questo punto non vale molto, perché si tratta di un terreno acquitrinoso, un percorso di saliscendi, ma di grande prestigio paesaggistico e storico”, ribatte il sindaco Grosner. Ma Zaia dice che gli sciatori verrebbero a vedere le Olimpiadi con gli sci ai piedi invece che con l’auto? “Nessuno verrà da San Cassiano o da Corvara utilizzando solo gli impianti di risalita per vedere le gare. Troppo faticoso, ci sono dislivelli da percorrere a piedi tra un pianto e l’altro e con un costo ambientale ed economico da sostenere illogico. Sa cosa succederà? Verranno con i bus organizzati dai fan club”.

    Le alternative

    Troviamo un’alternativa per arrivare in Val Badia, dicono gli abitanti di Livanallongo che hanno proposto un nuovo tracciato, che secondo loro sarebbe meno impattante: sempre partendo dal Passo Falzarego (dunque da Cortina) il tracciato potrebbe seguire verso Agordo e la Valparola. “Da lì creando un solo impianto sarebbe possibile mettere in comunicazione Cortina con la Val Badia, senza passare per il Col di Lana”. Zaia accetterà il suggerimento?Sempre il sindaco Grosner invita comunque alla prudenza. “Soprattutto confrontandoci con i problemi dovuto al cambiamento climatico ci domandiamo tutti se abbia senso costruire ancora nuovi impianti. – racconta – Anche noi che abbiamo voluto destinare la vita della nostra comunità allo sport invernale vogliamo non spingerci oltre un certo limite. Certo si può migliorare l’esistente, trasformare gli impianti di risaliti e farli sostenibili ed efficienti, pensiamo alle rinnovabili, a sotterrare i binari dove è possibile, ma sono i numeri a suggerirci di lavorare con molto prudenza”. Un esempio. “Qui siamo a 1.600 metri di altezza e per la prima volta da decenni, abbiamo visto la pioggia, non la neve, cadere per diversi giorni di seguito. La pioggia d’inverno da noi è un’anomalia. Ora speriamo nelle nevicate”.   LEGGI TUTTO

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    Comunità energetiche: incentivi e bonus per l'autoconsumo collettivo

    Energia pulita a km zero e autoconsumo incentivato al massimo grazie semplificazione e razionalizzazione delle regole previste nel nuovo Testo integrato sull’autoconsumo diffuso per edifici, condomini e comunità energetiche (Tiad) che ha appena avuto il via libera dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Il provvedimento completa il quadro relativo alle configurazioni in […] LEGGI TUTTO