12 Gennaio 2023

Daily Archives

consigliato per te

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    La leader dei popoli indigeni Sonia Guajajara si insedia come ministro

     La leader indigena, Sonia Guajajara, si è insediata come ministro dei Popoli indigeni in una cerimonia presieduta dal neo presidente del Brasile, Luiz Inazio Lula da Silva. “Il futuro del pianeta è ancestrale” ed è necessario lottare per la “giustizia ambientale”, ha detto Guajajara, attivista critica delle politiche ambientali dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Ex capo […] LEGGI TUTTO

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    Scoperto in Svezia il più grande giacimento di terre rare d'Europa

    È una delle più importanti scoperte minerarie degli ultimi decenni in Europa: la Svezia ha annunciato di aver trovato nella regione settentrionale di Kiruna un maxi giacimento da oltre un milione di tonnellate di terre rare, ovvero i 17 metalli essenziali alla produzione di un’ampia gamma di componenti elettronici e microchip, da quelli che fanno funzionare tv e cellulari fino alle turbine eoliche, ai pannelli fotovoltaici e alle auto elettriche. Si tratta del maggior giacimento del genere mai scoperto nel Vecchio continente.La scoperta è stata fatta dal gruppo minerario svedese Lkab, di proprietà pubblica. “Questo è il più grande giacimento di terre rare conosciuto nella nostra parte del mondo e potrebbe diventare un importante tassello per la produzione di materie prime critiche, assolutamente cruciali per la transizione verde”, ha dichiarato in un comunicato l’amministratore delegato del gruppo Jan Moström. “È una buona notizia non solo per la Lkab, la regione e il popolo svedese, ma anche per l’Europa e il clima”, ha aggiunto. La dicitura terre rare indica un gruppo di 17 elementi chimici, ovvero cerio (Ce), disprosio (Dy), erbio (Er), europio (Eu), gadolinio (Gd), olmio (Ho), lantanio (La), lutezio (Lu), neodimio (Nd), praseodimio (Pr), promezio (Pm), samario (Sm), scandio (Sc), terbio (Tb), tulio (Tm), itterbio (Yb) e ittrio (Y).

    Lo studio

    L’Europa avrà bisogno di molti più metalli e terre rare per la transizione energetica

    di Anna Lisa Bonfranceschi

    28 Aprile 2022

    Tra le loro numerose proprietà ci sono quelle magnetiche e conduttive, che hanno consentito, ad esempio, la riduzione delle dimensioni di molti dispositivi elettronici. Le riserve mondiali di terre rare si trovano in tutto il mondo, ma sono particolarmente diffuse in Cina, Brasile e Russia. La Cina è il principale produttore e a Baotou si trova il suo più grande giacimento.

    Energia

    Terre rare recuperate dai rifiuti (non solo elettronici), il riciclo che evita l’import

    Simone Valesini

    10 Febbraio 2022

    Tra gli anni ’50 e ’80 del Novecento gli Usa erano il leader mondiale dell’estrazione e dell’utilizzo delle terre rare: ma l’elevato impatto sull’ambiente derivante dall’attività estrattiva portò a leggi restrittive che di fatto ne limitarono sia l’estrazione che la raffinazione. All’inizio degli anni ’90 si iniziò ad affermare – in parallelo con l’aumento esponenziale dell’uso delle terre rare nelle tecnologie – l’egemonia cinese, un dominio che oggi Europa, Stati Uniti, Canada ed Australia cercano di contrastare guardando soprattutto all’Africa: Sudafrica, Angola, Namibia e Madagascar sono i Paesi con i maggiori giacimenti, per sfruttare i quali servono però investimenti ingenti. LEGGI TUTTO

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    Mai così poca neve sulle Alpi negli ultimi 600 anni

    La neve sta diventando sempre più effimera nelle nostre Alpi. Nonostante la tipica variabilità che conosciamo bene tra un inverno e il successivo, quello che stiamo sperimentando negli ultimi decenni è qualcosa che non si era mai riscontrato da prima della scoperta delle Americhe. In pratica, nell’ultimo secolo la durata del manto nevoso si è accorciata di oltre un mese.

    L’intervista

    “La neve ha un valore immenso, non pensiamo soltanto allo sci”

    di Cristina Nadotti

    13 Dicembre 2022

    Questo quanto emerge dall’articolo “Recent waning snowpack in the Alps is unprecedented in the last six centuries” appena pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, frutto della collaborazione di un team di ricercatori dell’Università di Padova e dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna coordinato dal professor Marco Carrer del Dipartimento Territorio e Sistemi AgroForestali di Padova.

    “Abbiamo scoperto che un arbusto estremamente diffuso, il ginepro comune, quando si trova in alta quota ha un portamento strisciante sul terreno, ovvero cresce orizzontalmente molto vicino al suolo, ed è in grado di registrare nei suoi anelli di accrescimento la durata della copertura nevosa – dice il prof Marco Carrer, ecologo forestale dell’Università di Padova e primo autore dello studio -. Infatti, essendo alto poche decine di centimetri, la sua stagione di crescita dipende fortemente da quanto precocemente riesce ad emergere dalla coltre bianca che lo ricopre.”

    Ambiente

    Le previsioni alla base del Piano di adattamento climatico

    28 Dicembre 2022

    “Per lo studio dei cambiamenti climatici è necessario disporre di un’ampia prospettiva temporale. Purtroppo le informazioni riguardanti il manto nevoso vengono generalmente raccolte solamente da pochi decenni – spiega il dottor Michele Brunetti del Cnr-Isac -. Da qui la necessità di guardare oltre l’orizzonte fornito dai dati strumentali e trovare altre fonti che ci permettano di estendere a ritroso nel tempo le informazioni climatiche necessarie.”

     “Incrociando le misure degli anelli di accrescimento del ginepro, che può raggiungere età considerevoli (oltre 400 anni), con un modello di permanenza del manto nevoso elaborato ad hoc, siamo riusciti a ricostruire le condizioni di innevamento negli ultimi sei secoli. Ciò ci ha permesso di comprendere che quello che stiamo vivendo negli ultimi anni è qualcosa che non si era mai presentato precedentemente” concludono i due ricercatori.

    Clima

    L’assenza di neve in quota vuol dire siccità nei mesi estivi

    di Giacomo Talignani

    05 Gennaio 2023

    È la prima volta che si riescono ad ottenere informazioni su un così lungo orizzonte temporale per questa variabile meteorologica estremamente importante. La neve ha infatti un ruolo chiave nel bilancio energetico terrestre, ma è anche fondamentale per i sistemi naturali, sociali ed economici della regione alpina che si sostengono grazie alla sua disponibilità. Dovremmo, infatti, acquisire maggiore consapevolezza delle nuove sfide dettate dai mutamenti in atto e futuri per una regione i cui equilibri si sono mostrati fortemente sensibili ai cambiamenti climatici. LEGGI TUTTO

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    Gli italiani amano la natura ma non conoscono le leggi per difenderla

    Conoscono i parchi nazionali e pensano che il nostro Paese non stia facendo abbastanza per salvaguardare il suo patrimonio naturale, ma ignorano la strategia dell’Ue per arrivare al 30% di protezione della biodiversità in Europa e non sanno che la nostra Costituzione è stata modificata per includere la tutela dell’ambiente. La fotografia delle conoscenze degli italiani in materia di aree protette e delle politiche per la loro gestione e salvaguardia è scattata da un sondaggio realizzato da EMG per il centro Studi del WWF Italia. I dati sono stati presentati oggi a Roma nell’incontro  “Valore Natura”, organizzato da Marevivo e WWF, durante il quale le associazioni hanno invitato le istituzioni e chiesto di illustrare cosa si sta facendo per la protezione della Natura.

    Clima

    Nel Pnacc le 361 misure per preparare l’Italia a temperature sempre più alte

    di Luca Fraioli

    31 Dicembre 2022

    Il 90% degli italiani non conosce la strategia Ue 30/30 per la biodiversità

    Nonostante sia un importante provvedimento dell’Europa e uno dei target fondamentali su cui i governi europei dovranno lavorare per raggiungere l’obiettivo del 30% di territorio protetto entro il 2030, la Strategia europea per la Biodiversità è sconosciuta alla maggior parte dell’opinione pubblica italiana. Nel sondaggio EMG, infatti, il 90% dei cittadini non sa che l’Ue ha varato una strategia per arrivare entro il 2030 al 30% di territorio e mare protetto in tutta Europa. Inoltre, l’86% dei cittadini dice di non essere a conoscenza della riforma costituzionale del 2022, che ha modificato gli articoli 9 e 41 della nostra Costituzione inserendo all’interno dei principi generali della Carta.

    Il convegno

    Pichetto Fratin: “Verrà istituita una Commissione per la revisione del codice per l’ambiente”

    di Cristina Nadotti

    12 Gennaio 2023

    Il 45% dei cittadini pensa però che il nostro Paese non stia facendo abbastanza per raggiungere questo obiettivo europeo e gli intervistati pensano che lo Stato (47% citazioni) e le Regioni (24% citazioni) dovrebbero essere i soggetti in prima linea per centrarlo. La percezione dell’opinione pubblica è che non si stia facendo abbastanza per la tutela dei processi naturali e delle aree protette (54% poco o per nulla) e il 77% degli intervistati è molto o abbastanza favorevole a destinare maggiori risorse alla difesa della Natura. Il 75% (8 italiani su 10) pensa che lo Stato dovrebbe impiegare maggiori risorse rispetto a quanto ha fatto fino ad oggi sulla tutela delle Aree protette e della natura in generale. 

    Dalla ricerca emerge poi che, nonostante una buona conoscenza di parchi nazionali e regionali, (l’86% dice di conoscerli, percentuali che scendono al 56% per le aree della Rete Natura 2000) sono pochi gli italiani che li frequentano: solo l’8% sostiene, infatti, di aver visitato nel 2022 un parco nazionale; stessa percentuale per coloro i quali hanno visitato un parco regionale. Gli italiani hanno inoltre le idee chiare su quali siano gli scopi delle aree naturali protette, poiché per il 50% del campione devono tutelare e valorizzare la natura, per il 20% sono importanti per proteggere gli animali che vivono nell’area protetta e per l’8% educano e sensibilizzano i cittadini sui temi ambientali. 

    Nonostante l’espressione “servizi ecosistemici” non sia ancora penetrata nell’opinione pubblica, il 73% dei cittadini pensa che acqua, aria e cibo dipendono dai sistemi naturali. Infine, per i cittadini, tutelare il territorio e il mare è molto importante per il nostro benessere (82% molto o abbastanza) e per ridurre gli effetti del cambiamento climatico (67% molto o abbastanza).

    Il commento delle associazioni

    “L’obiettivo di porre sotto tutela almeno il 30% della superficie terrestre e marina entro il 2030 è possibile ma molto difficile se non si aumenta la consapevolezza dell’importanza della conservazione della natura e se non si rendono più efficienti ed efficaci le attuali aree protette, sia terrestre che marine, istituendo anche quelle già previste per legge”, ha dichiarato il presidente del WWF Italia Luciano Di Tizio che aggiunge: “Il 2030, scadenza prevista dall’unione Europea è tra sette anni: di questo passo non riusciremo a centrare un obiettivo indispensabile a proteggere la nostra Natura, il nostro mare e il nostro benessere. Serve un impegno straordinario, che i cittadini chiedono e che deve vedere protagoniste – sin da subito – le istituzioni”.

    Le idee

    Natura è cultura e la lista del patrimonio culturale immateriale Unesco deve tenerne conto

    di Alessio Martinoli, Filippo Zibordi

    11 Gennaio 2023

    WWF e Marevivo, anche con un documento presentato nel corso dell’incontro, hanno sottolineato come l’attuale sistema veda le Aree Protette relegate ad una sorta di Serie B, con strumenti e ruolo per diversi rispetto a quelli garantiti alle aree protette terrestri.”Le aree marine protette in Italia sono 29, più 2 parchi sommersi, ma in pochi conoscono la loro importanza” ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo, che aggiunge: “Pur trattandosi di un numero significativo, la percentuale di acque territoriali protette in modo efficace è lontana da quella prefissata al 2030, che prevede un’estensione del 30% rispetto a quella attuali. Considerando che il mare protetto ad oggi ricopre solo il 13,4% e che di queste solo lo 0,01% risulta con livello di protezione integrale e che i fondi stanziati per le AMP sono pari a 7.000.000 di euro annui, corrispondenti a un decimo di quelli garantiti ai parchi terrestri, Marevivo chiede interventi concreti per migliorare la gestione e la tutela del nostro immenso patrimonio marino.Tra le azioni necessarie: ricondurre la discipline delle AMP a quella dei Parchi Marini mediante la riforma della Legge 394, istituire al Ministero dell’Ambiente, oggi MASE, una cabina di regia agile e fortemente operativa per individuare in tempi rapidi criticità e soluzioni, realizzare un sistema nazionale delle aree marine protette che consenta lo scambio e favorisca programmi pluriennali comuni, intervenire sulla loro governance e realizzare un inventario della biodiversità nelle AMP affinché diventino i termometri dello stato del capitale naturale delle nostre acque”.

    Clima

    Gli oceani continuano a scaldarsi: infranto il nuovo record nel 2022

    di Fiammetta Cupellaro

    11 Gennaio 2023

    Le Associazioni, quindi, hanno presentato una serie di punti ritenuti essenziali per rafforzare la tutela a mare: l’adozione di criteri di valutazione che permettano di misurare l’efficacia di gestione di ogni singola area marina protetta, l’insufficienza degli stanziamenti e del personale a queste preposto, il rafforzamento della sorveglianza, l’estensione delle superfici protette attraverso riperimetrazioni, nuove istituzioni anche off shore, l’annessione ai parchi costieri di aree a mare. Il sistema Aree Marine Protette ha evidenziato secondo le Associazioni evidenti limiti di gestione ed è per questo che viene richiesto coraggio per immaginare anche nuove forme di governance sia come coordinamento ed omogeneità dei criteri di gestione sia come istituzione di veri e propri Parchi Marini per le realtà più estese. 

    La sessione dedicata alle aree protette terrestri ha evidenziato come concetti quali “sistema” (il sistema delle aree protette) o come “rete” (Rete Natura 2000) imporrebbero una visione d’insieme ed una gestione più coerente, coordinata e sinergica. Considerare le aree sottoposte a vincoli ambientali come ‘isole’ è un errore noto e ad oggi tutt’altro che risolto. 

    Pur in un contesto generale di risultati positivi comunque raggiunti, esistono una serie di problematiche che si trascinano sino dalle prime applicazioni della Legge Quadro sulle aree protette (che risale al 91), altre sono poi subentrate con modifiche a questa apportate. Anche in questo caso WWF e Marevivo indicano una serie di punti caldi: la classificazione delle aree protette è stata incoerente e disomogenea, la previsione di parco ancora inapplicata per alcune importanti aree prioritarie di pregio, le procedure di pianificazione sono troppo lunghe e lente, la frammentazione di gestione tra Enti Parco e Carabinieri Forestali riguardo aree demaniali e riserve naturali dello Stato, difficoltà d’istituzione delle aree contigue.  Le Associazioni poi segnalano come rispetto all’impostazione originaria della norma ci sia state modifiche della governance dei Parchi Nazionali che hanno portato le aree protette sotto una maggiore influenza degli enti locali indebolendo il ruolo e le competenze inderogabili e quindi obbligatorie dello Stato in materia di conservazione della Natura.All’incontro hanno preso parte il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del mare Nello Musumeci e il Presidente della Commissione Agricoltura e Turismo del Senato Luca De Carlo (questi ultimi due protagonisti di una sessione moderata dal direttore di Green&Blue di Repubblica Riccardo Luna, il Presidente dell’ISPRA Stefano Laporta, il Comandante Generale delle Capitanerie di Porto Nicola Carlone, Il Generale dei Carabinieri Forestali Raffaele Manicone, il Presidente di Federpachi Giampiero Sammuri e molti Direttori di Aree Marine Protette, tecnici di WWF e Marevivo, oltre a scienziati e ricercatori. LEGGI TUTTO

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    “Ci hanno sgomberato da Lützerath ma continuiamo a lottare per dire stop al carbone”

    Quando ha saputo dello sgombero di Lützerath, ex villaggio della Germania occidentale oggi teatro di una battaglia tra ambientalisti e governo federale che vuole espandere in quell’area l’estrazione del carbone, Daniele Tarantini, attivista italiano di 27 anni, è subito partito. Nel momento in cui l’11 gennaio la polizia ha iniziato le operazioni di recinzioni e […] LEGGI TUTTO

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    Pichetto Fratin: “Verrà istituita una Commissione per la revisione del codice per l'ambiente”

    “Occorre un riordino delle norme sull’ambiente, perché la situazione è cambiata e dobbiamo adeguarci”. Il ministro Pichetto Fratin annuncia la costituzione di “una commissione ministeriale per il riordino del codice sull’ambiente” durante il convegno “Valore Natura – II ruolo delle aree protette per la tutela e la valorizzazione dell’Italia”, promosso da Wwf e Marevivo, che […] LEGGI TUTTO

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    Scuola, obbligo di rotazione per i presidi: a rischio 4 poltrone su 10. Ma è polemica

    I dirigenti scolastici cambieranno scuola dopo un certo numero di incarichi triennali. A rischio più di quattro poltrone su dieci. Ma i presidi non ci stanno. Con un comunicato dello scorso 9 gennaio l’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) detta le regole per la “Rotazione dei presidi nelle scuole”. Che le associazioni professionali dei capi d’istituto considerano […] LEGGI TUTTO