9 Gennaio 2023

Daily Archives

consigliato per te

  • in

    Anche la neve artificiale non è una garanzia. Mentre lo sci alpino diventerà sempre più uno sport di lusso

    Gli impatti per il turismo del secondo anno scarso di neve sono enormi anche a nord delle Alpi. Il cantone dei Grigioni ha chiuso per giorni il grande comprensorio Splügen-Tambo: troppo caldo anche per i cannoni. Perfino il “tradizionale” Festival Mondiale della Neve di Grindelwald è stato cancellato. Anche la più ferrea tradizione capitola di fronte alle temperature che crescono.La dipendenza di abitudini ed economie montane dalla temperatura dell’aria è più che evidente. Nei prossimi decenni il turista invernale in scarponi e tuta da sci, dovrà munirsi di ombrello: si stima infatti un lieve aumento delle precipitazioni invernali, ma cadrà più pioggia e meno neve. Secondo l’ufficio del turismo nazionale il numero di sciatori giornalieri, alla fine del 2022, è diminuito dell’8%, “a causa della pioggia, delle temperature quasi primaverili e della mancanza di neve a bassa quota”.

    Il caso elvetico

    Ora, dunque, vengono messe in discussione alcune scelte del passato e l’intera prospettiva futura dei colossali comprensori elvetici. In uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Basilea, in Svizzera, gli esperti si chiedono se gli investimenti di diversi milioni di franchi svizzeri per ampliare la stazione sciistica di Andermatt-Sedrun-Disentis sia stata “una decisione miope, di cui ci si pentirà in futuro”.

    L’intervista

    “La neve artificiale non può essere la soluzione alla crisi climatica”

    di Cristina Nadotti

    16 Dicembre 2022

    Secondo loro l’innevamento artificiale potrebbe garantire una stagione sciistica di 100 giorni (una misura della profittabilità di un resort invernale) nelle zone più alte del comprensorio, a più di 1800 metri sul livello del mare almeno fino al 2100. In una certa misura si potrebbe compensare la situazione con nuovi cannoni da neve, ma solo in parte, scrivono i ricercatori. E comunque non a Natale: ormai fa spesso troppo caldo. I risultati sono pubblicati sull’International Journal of Biometeorology.”Molti non si rendono conto che per l’innevamento servono anche determinate condizioni meteorologiche”, spiega Erika Hiltbrunner, della Università di Basilea. “Non deve essere troppo caldo o troppo umido, altrimenti non ci sarà un raffreddamento sufficiente per l’evaporazione dell’acqua spruzzata, che congelerà nell’aria e scenderà come neve”. L’aria calda assorbe più umidità e quindi, man mano che gli inverni diventano più caldi, diventa sempre più difficile o impossibile produrre neve. In altre parole: “In questo caso, le leggi della fisica pongono chiari limiti all’innevamento”. L’utilizzo di nuovi sistemi di produzione di neve artificiale, che consentono temperature poco sopra lo zero termico aiuteranno poco, e costeranno molto.

    L’intervista

    “La neve ha un valore immenso, non pensiamo soltanto allo sci”

    di Cristina Nadotti

    13 Dicembre 2022

    Anche il costo è un problema. L’innevamento tecnico sarà sempre più caro: nei prossimi 80 anni nel comprensorio il consumo di acqua per l’innevamento aumenterà di circa l’80%. In un inverno medio presto servirebbero circa 540 milioni di litri d’acqua, rispetto agli attuali 300 milioni. LEGGI TUTTO

  • in

    Scuola, dal 9 gennaio al via le iscrizioni online alle prime classi. Ecco come fare

    Da lunedì 9 gennaio si aprono le iscrizioni online per gli alunni che frequenteranno, nell’anno scolastico 2023/2024, tutte le classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Per la scuola dell’infanzia le iscrizioni non possono essere effettuate online ma solo depositando la richiesta presso la segreteria dell’istituto scelto. Quando fare la […] LEGGI TUTTO

  • in

    Auto a diesel e benzina: l'Italia pronta allo stop. L'indagine SWG

    “Il Futuro dell’Auto” è il titolo della nuova ricerca SWG. Uno studio dal quale emergono diversi fattori preoccupanti. Il primo è quello che in Italia ci sono troppe automobili rispetto al numero di abitanti. Il secondo è che mancano infrastrutture per la mobilità elettrica. Ci sono però anche aspetti positivi: la necessità di puntare sullo […] LEGGI TUTTO