5 Gennaio 2023

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    Nel gennaio più caldo degli ultimi decenni calano i consumi energetici

    L’Europa sta affrontando quello che probabilmente sarà il mese di gennaio più caldo degli ultimi decenni. Una situazione che se allarma dal punto di vista climatico, sta allentando la crisi energetica. La conferma arriva dal centro di ricerca Maxar Technologies Inc, la società statunitense specializzata in tecnologia spaziale. Secondo i ricercatori, dalle informazioni che arrivano dai satelliti le condizioni miti probabilmente persisteranno su tutta l’Europa fino alla fine del mese, con un forte sistema meteorologico polare che inibisce le incursioni fredde.Per l’Europa, “la prima metà del mese potrebbe essere tra le più calde mai registrate negli ultimi decenni se le cose andranno come previsto,” ha affermato Matthew Dross, meteorologo di Maxar. Preoccupati gli scienziati per questo gennaio 2023, meno gli economisti e gli operatori il mercato finanziario. Secondo un’analisi condotta da Bloomberg, che ha dedicato sul suo sito una lunga inchiesta a questo tema, le nuove condizioni meteo rappresentano indubbiamente un vantaggio per le nazioni che sono alle prese con una schiacciante crisi (il costo del gas ha aumento le bollette energetiche delle famiglie e l’inflazione) facendo calare la domanda di riscaldamento in Europa al di sotto della media di 10 anni.

    Le stime

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    Il 4 gennaio i prezzi dell’energia elettrica sono diminuiti drasticamente. La situazione poi potrebbe migliorare ulteriormente: i ricercatori della Maxar prevedono infatti che il vento intenso che sta interessando l’Europa continentale continuerà fino a metà gennaio. Aumentando anche la produzione di energia eolica e, a sua volta, ridurrà l’uso di gas, spiegano a sua volta da Bloomberg.

    Temperature sopra la media in Francia, Germania e Regno Unito

    Così la situazione in Francia e Germania dove le temperature, secondo gli studi degli ingegneri e i metereologi della Maxar dovrebbero variare tra 2°C e 5°C sopra la media almeno fino al 17 gennaio, facendo calare la domanda di riscaldamento. Mentre per il Met Office, il servizio meteorologico inglese nel Regno Unito – che ha già registrato il suo anno più caldo nel 2022 con una temperatura di oltre 10º mai registrata prima – è probabile che le condizioni miti persistano per tutto il mese. 

    Rinnovabili

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    Inversione di tendenza

    Per l’Europa è una brusca inversione di tendenza rispetto alle temperature gelide di inizio dicembre che avevano sollevato preoccupazioni per le riserve di gas naturale che si stavano esaurendo rapidamente. Governi e consumatori hanno infatti trascorso gran parte di questi mesi nel timore di dovere affrontare blackout a causa dei forti tagli alla fornitura di gas della Russia a seguito della guerra in Ucraina. Ora invece cresce la fiducia che l’Europa possa superare indenne questo inverno. Inoltre, sottolinea Bloomberg, le scorte elevate alla fine della stagione fredda renderanno più facile rifornire i siti di stoccaggio in tempo per il prossimo inverno.
    Tuttavia, i governi continuano ad esortare i cittadini a risparmiare energia perché i rischi comunue permangono. Ad esempio, un’ondata di freddo nei prossimi giorni potrebbe spingere le temperature in Finlandia, Svezia settentrionale e Norvegia, Bielorussia e Stati baltici da 3°C a 5°C al di sotto della media, secondo Olivia Birch, meteorologa di The Weather Company.

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    11 Dicembre 2022

    Continuano ad essere preoccupati anche gli scienziati davanti a queste temperature a causa del cambiamento climatico. Non solo. Si sta aggravando anche il problema delle emissioni: la crisi energetica ha infatti costretto alcuni governi a invertire le politiche sulle emissioni. “Anche se non significa che ogni anno sarà il più caldo mai registrato, il cambiamento climatico continua ad aumentare le possibilità di anni sempre più caldi nei prossimi decenni,” ha affermato Mark McCarthy, a capo del National Climate Information Center del Met Office.  LEGGI TUTTO

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    Il coltivatore che ha recuperato il raro mais nero per fare biscotti, pane e birra a km 0

    Una storia tramandata con affetto da una nonna a un nipote può trasformarsi in un lavoro svolto con passione: nasce così la coltivazione di mais nero di Luca Tarquini. Nel 2015 lascia il suo lavoro, tecnico degli elettrodomestici, per lavorare a tempo pieno nella produzione di mais nero nella sua azienda agricola “Dietro il monte” […] LEGGI TUTTO