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Scuole aperte, il governo ci crede: “Assenti per virus solo 6 prof su 100″

ROMA – La ripartenza è stata difficile, gravida di assenze e contestazioni, ma Mario Draghi spiega perché vale la pena difendere questa scuola in presenza che rischia di far amplificare Omicron: “L’istruzione è fondamentale per la democrazia, va tutelata, protetta, non abbandonata. Il governo ha come priorità che la scuola resti aperta. Basta vedere gli effetti tra gli studenti causati dalla Didattica a distanza per convincersi che questo sistema scolastico provoca diseguaglianze destinate a durare sul futuro della loro vita, lavorativa e salariale. Non ha senso chiudere la scuola”, dice il presidente del Consiglio, “quando poi, la sera, i ragazzi vanno in pizzeria”. Porta un esempio, paragonando l’Italia ai Paesi che hanno morti per Covid in numeri simili ai nostri: “Il nostro Paese ha chiuso 65 giorni in più”. Alcuni comuni hanno fatto, lo scorso anno scolastico, un mese e mezzo di lezioni in presenza in tutto. “Bisogna respingere il ricorso generalizzato alla Dad”.

Scuola, classi svuotate, molte assenze tra i docenti: “Ripartire è stato un errore”

di

Corrado Zunino

10 Gennaio 2022

Il ministro Patrizio Bianchi, Istruzione, ha presentato alcuni numeri per dire che la riapertura temuta, ieri, in fondo è andata bene. I docenti No Vax, spiega, dopo il varo dell’obbligo vaccinale sono diventati lo 0,72 per cento del totale, sette-ottomila cattedre vacanti quindi. Ma è una lettura parziale dire che solo il 3,07 per cento dei comuni ieri ha chiuso le scuole e che, di conseguenza, l’opposizione degli enti locali al decreto del 5 gennaio “non è dilagata”. In verità, come ha contato Repubblica, domenica scorsa erano 1.044 i comuni che avevano annunciato che non avrebbero aperto in presenza: 940 erano quelli della Campania e della Sicilia, coperti da ordinanze regionali. Il totale delle municipalità senza istituti scolastici aperti, quindi, alla fine sono stati oltre il 13 per cento.

Ancora, Bianchi, a proposito della scuola riaperta a singhiozzo, ha rivelato che i docenti rimasti a casa, positivi o in quarantena indiretta, sono stati il 6 per cento (altre 60.000 cattedre da trovare), bidelli e amministrativi il 6,7 per cento, gli studenti il 4,5 per cento. Anche qui, i dati che arrivano da altre fonti sovrastimano i buchi della scuola e le sue fatiche ad andare avanti in presenza. In Trentino la Provincia ha certificato assente il 7 per cento degli studenti e il 9 per cento degli insegnanti. A Firenze la Cgil ha indicato in uno su dieci i docenti rimasti a casa. In Liguria, e qui la fonte è il presidente Giovanni Toti, al 10 per cento degli insegnanti che non si sono presentati si affianca il doppio dei ragazzi in Dad. In molte classi italiane erano più i discenti in cameretta che quelli in aula. E, questa volta, è stato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, a far suo un lavoro di previsione a breve periodo: “Entro una settimana avremo la Dad per 200.000 classi del Paese”. Sarebbero più della metà del totale. Giannelli ha spiegato: “Quello che il governo non ha voluto fare lo farà la pandemia, sarebbe stato preferibile rinviare l’apertura di 3 settimane”.

La giornata di ripartenza, la riassume un altro storico preside romano, Mario Rusconi. “Classi a rango ridotto, mancanza diffusa di docenti, fragili e in quarantena. Sono mancati impiegati e bidelli. Molti genitori non hanno mandato i figli all’infanzia e alla primaria. Non si vedono le mascherine Ffp2 e nulla si sa dello screening ministeriale degli studenti”. Molti alunni, verificati i guai classe per classe, hanno proclamato scioperi immediati, a Roma, Napoli, Bari.

Zaia: “Non reggeremo. Sulla scuola faccio l’ultimo appello a Draghi: ascolti la scienza”

di

Ilaria Venturi

08 Gennaio 2022

In questa giornata difficile l’umore del ministro Bianchi è stato risollevato dalle decisioni del Tar della Campania, che ha respinto l’ordinanza del presidente Vincenzo De Luca sulla chiusura delle scuole del territorio dall’infanzia alle medie fino al 29 gennaio. Sono state accolte le istanze No Dad dei genitori e quella del governo, che rivendicava ogni decisione scolastica in zona bianca e gialla. Oggi in Campania si torna a scuola, anche se alcuni comuni potrebbero subentrare con ordinanze restrittive in proprio.

A Palazzo Chigi il professor Franco Locatelli ha voluto ribadire come il Cts abbia la stessa opinione del governo sugli effetti di deprivazione affettiva e culturale della Dad. E il ministero ha aperto alla possibilità, già praticata in Emilia Romagna, di poter tornare in classe con il solo tampone negativo, senza certificazione medica.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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