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Scuola, classi pollaio. La lettera di Marco Lilla, studente di 16 anni, al ministro Bianchi: “Noi studenti come scatolette di tonno da ricollocare negli scaffali”

La sua classe, la seconda B del liceo scientifico Serpieri a Rimini, sarà soppressa. Nel passaggio in terza gli studenti saranno divisi nelle altre sezioni e addio compagni. Eppure è un classe modello, orgoglio dell’istituto e della città quando vinse, sia nella gara individuale che di gruppo, le Olimpiadi nazionali di Statistica. Anche per questo non va giù a Marco Lilla, 16 anni da compiere, la decisione presa sulla sua classe. Ha preso carta e penna e, a titolo personale, ha scritto al ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi: “Volevo chiederVi quale differenza ci dovrebbe essere tra gli studenti e le scatolette di tonno o di pelati da ricollocare negli scaffali del supermercato. In tutta sincerità a noi sembra nessuna: siamo trattati a tutti gli effetti come numeri e non come persone legate tra loro e legate alla classe formata in questi ultimi due anni difficili”.

Il ragionamento è cristallino, logico. Incomprensibile agli occhi di un ragazzo invece la soluzione dovuta alla scarsità di organico docente di smembrare le classi meno numerose per accorparle ad altre (che così si gonfiano a 28-30 e più alunni in un’aula). “So che forse in questo momento ci sono problemi più seri, ma per noi il problema è che ci è stata eliminata la classe – scrive Marco Lilla – Con una e-mail, il Preside ci comunica che ha deciso di sopprimere la nostra classe, per rispettare i numeri imposti dal Provveditorato (Ufficio Scolastico). La scuola avrebbe utilizzato il criterio del minor numero di iscritti e sembrerebbe che la nostra classe abbia un iscritto in meno delle altre. Noi studenti siamo in totale disaccordo. Arriviamo da una pandemia con conseguenze molto pesanti dal punto di vista relazionale. Nonostante le lezioni a distanza dell’anno scolastico 2020/21, quest’anno siamo riusciti a stringere i rapporti di amicizia e a costruire un gruppo unito e piacevole sia per noi studenti che per i nostri insegnanti. La nostra è una classe che ha mostrato sempre un ottimo comportamento, è sempre stata coesa, solidale e inclusiva, soprattutto nell’accompagnare, quando ce n’era bisogno, chi era più indietro o in difficoltà. Tutto questo non lo diciamo solamente noi ma lo hanno detto e scritto più volte i professori”.

Marco Lilla ricorda poi i successi alle Olimpiadi di Statistica. E conclude: “La scuola non mette in atto nessuna valutazione di merito sulle classi candidate alla soppressione. Per cui il nostro futuro non dipende da come andiamo, da come ci siamo comportati e dai giudizi dei Professori, ma da un ipotetico iscritto in meno. Andiamo a scuola per imparare: se dobbiamo trarre un insegnamento da questa vicenda, abbiamo imparato che possiamo comportarci bene o male e impegnarci come e quanto vogliamo, tanto è la stessa cosa. Concludo con una proposta provocatoria: perché, signor ministro, non propone di sostituire tutta la dirigenza con un software? Si otterrebbero gli stessi risultati, ma più tempestivi e con costi molto inferiori.

Quegli studenti che persono i compagni di classe

Nel salto dalla terza alla quarta perdono la classe. Vengono divisi, cinque in una sezione, altri otto in un’altra. Succede al liceo Copernico, ed è protesta delle famiglie. Un caso non isolato. Mancano i professori, e così l’ufficio scolastico procede con gli accorpamenti. Accade ogni anno alle superiori, ma quest’anno è anche peggio perché a Bologna licei e istituti partiranno a settembre con 1.300 studenti in più. E non è stato concesso l’organico adeguato. Risultato? Classi imbottite sino a 29- 30 alunni. Insomma classi-pollaio e problema di spazi e di cattedre che mancano: dopo due anni di pandemia, nulla è risolto. Un disagio, quello degli accorpamenti di classi, che è in quasi tutti gli istituti superiori in Emilia-Romagna.

Al Copernico soppressa la terza E

L’ultimo caso che fa infuriare i genitori e disperare i ragazzi riguarda la terza E in Scienze applicate del liceo in via Garavaglia. Lunedì primo agosto è arrivata la mail: “Non sarà attivata la classe quarta E dell’anno 2022- 23 in quanto composta da 21 studenti. La classe terza E sarà accorpata nelle altre tre classi quarte “. Una doccia fredda in piena estate. “Un danno per i ragazzi della classe e per gli altri, possibile che sia solo una questione di numeri e mai di contesto educativo da garantire? ” osserva Adriana Locascio, presidente del quartiere San Donato-San Vitale. “Uno scandalo, dopo due anni di Covid e di tutto quello che i ragazzi hanno dovuto subire si aggiunge una tragedia personale ed educativa: smembrare classi il primo di agosto mettendo in secondo piano amicizie, gruppi di studio e il lavoro fatto non si può accettare” afferma Marco Lubelli, segretario Circolo Pd Scuola. Le mamme parlano di ” ragazzi che piangono e di professori che saranno di nuovo cambiati, di un torto fatto alle famiglie anche con una comunicazione arrivata due giorni fa e che da tempo di indicare preferenze solo fino al 7 agosto “.

La preside Fernanda Vaccari allarga le braccia,  certo che ho chiesto che la terza E fosse mantenuta, ma non mi hanno dato le risorse per farlo e quelle che abbiamo sono servite per risolvere criticità maggiori. Se ne parla già da oltre un mese e la decisione è stata approvata dal consiglio di istituto dove ci sono i rappresentanti dei genitori. Ma comprendo il dispiacere, faremo il possibile nel considerare le amicizie, ma non ho altri strumenti. Abbiamo molte altre classi da 29 alunni”. Al Copernico escono 8 quinte ed entrano 14-15 classi prime. Un rebus tenerli tutti, anche perché doveva essere pronto il nuovo edificio di fronte alla scuola e invece non lo sarà. Il cantiere è ancora aperto. Così in tutta fretta la Città metropolitana sta allestendo dei moduli per aule provvisorie nel cortile accanto alla palestra del liceo.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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