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Tu lo butti, lei lo reinventa. Il mondo di Daniela Ducato

Un piccolo centro nella Sardegna sud occidentale dove si riorganizzano gli spazi pubblici per promuovere la cultura del lavoro agile. Un parco con olivi e lecci trasformato in coworking a cielo aperto, con tavoli che abbracciano gli alberi e wi-fi gratuito. Le strade di Guspini parlano un linguaggio nuovo. È nata qui la prima zona industriale al mondo con cinquanta strade con intitolazioni al femminile e una donna, Daniela Ducato, è tra le cittadine più attive nella ricerca di un nuovo sguardo sul mondo.

Daniela Ducato ha 62 anni, è nata a Cagliari, ma Guspini è il posto in cui vive ed il fulcro del suo attivismo. Madre di due figli di 24 e 27 anni, è stata un’insegnante di musica e oggi è un’icona della circolarità, un’innovatrice visionaria, una poliedrica attivatrice di soluzioni sostenibili. Definirla è complesso: non ha imprese, né quote societarie. Si dichiara una imprenditrice senza impresa fisica. “Un’impresa è stata realizzare Edizero – dice – un protocollo di regole di sostenibilità di base per realizzare scambi di competenze e collaborazioni tra industrie, territori, enti di ricerca, per realizzare servizi, progetti e nuovi prodotti ad esempio dagli scarti di sughero, marmo o dell’olivicoltura. Così sono nati biomateriali come isolanti, pitture, detergenti, a km corto”. Daniela Ducato è piuttosto una catalizzatrice, esperta soprattutto di “economia delle relazioni, una competenza basata sulla mia esperienza con la Banca del tempo, vissuta prima a Guspini e poi a livello nazionale e internazionale con le “Reti di saperi” – spiega – da mamma senza una famiglia di appoggio avevo bisogno di trovare un senso di comunità per i miei figli che non fosse solo la nostra famiglia e diventasse un modo di osservare il paese in cui si vive”.

I dati

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di

Jaime D’Alessandro

25 Luglio 2022

Questa mente brillante, che ha ottenuto riconoscimenti di ogni tipo, tra cui il premio come miglior innovatrice europea nel settore eco-friendly, quello di miglior innovatrice italiana e l’onorificenza del Presidente della Repubblica Mattarella di Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti ambientali ed è stata scelta come presidente di WWF Italia (ma si è dovuta dimettere per motivi personali), nel raccontarsi spesso riferisce le sue difficoltà e le sue gioie di madre: “Nel 1998 ero incinta del secondo figlio e Jacopo, che allora aveva tre anni e oggi fa l’architetto in Svizzera, notando un terreno abbandonato vicino a casa nostra a Guspini mi disse: “Mamma, adesso arriva il fratellino e noi lo accogliamo con questa immondizia?”. Non serviva che noi avessimo una bella casa con il giardino, lui mi fece vedere il mondo con i suoi occhi, mi fece assumere la mia responsabilità di adulta e dal giorno dopo andammo a pulire quel terreno. Fu incredibile vedere come tutte le persone che passavano lì davanti per andare a scuola iniziarono ad aiutarci. È successo tutto in fretta, ma si è creata subito questa comunità incredibile, che è arrivata a coinvolgere più di mille persone nel paese, con un recupero del paesaggio e di tante aree in abbandono, tra cui un luogo in mano allo spaccio, perché Guspini in quegli anni era famosa come paese della droga. Prendendoci cura dei luoghi ci si prende cura di sé, così dallo scambio di dosi di droga si è passati allo scambio di amicizie. È stata un’esperienza fondamentale per capire il valore delle relazioni e della loro qualità. Da quel momento mi impegnai tanto che il sindaco poco dopo mi affidò il compito di redigere un progetto per il premio delle città sostenibili per i bambini e le bambine da presentare al ministero dell’Ambiente”.

Rifiuti

Ricicliamo sempre più carta e i Comuni ci guadagnano

di

Cristina Nadotti

14 Luglio 2022

Il territorio, la comunità, mettere in rete le competenze e i saperi. Dopo l’esperienza di Edizero, la convinzione di Daniela Ducato che le relazioni siano essenziali per scardinare un’economia che schiaccia le persone invece di valorizzarle si arricchisce di un altro elemento, la regola degli zeri. “Per me ogni filiera di produzione ha una regola granitica e semplice, gli zeri. Qualsiasi prodotto deve avere zero contenuti di derivati petrolchimici, zero inquinanti e composti organici volatili, zero sottrazione di agricoltura, per cui dalla terra vanno prese solo le eccedenze e non si deve usare quel che serve per il sostentamento come cibo e acqua, zero sottrazione dagli oceani e zero diseguaglianze, con attenzione particolare alla situazione delle donne, che vengono pagate fino a venti, trenta volte di meno nel mondo”.

Oggi Daniela Ducato ha trovato in Fondazione Territorio Italia il settore ideale per sviluppare le sue economia delle relazioni e regola degli zeri. Il progetto di energia pulita per salvare le api in atto a Macchiareddu è un esempio. L’area di 200 ettari abbandonata nella zona industriale di Cagliari è recuperata in agri-fotovoltaico per produrre l’energia che soddisfa il fabbisogno di circa 50.000 famiglie medie e la terra sotto i pannelli solari ha ricevuto la prima azione per una riconversione in biologico. L’accordo con gli apicoltori locali ha poi gettato le basi per la costruzione di un santuario delle api.

Economia circolare

“Servono mille nuovi impianti di riciclo per raggiungere l’obiettivo di zero rifiuti”

05 Luglio 2022

“Grazie all’intervento della Fondazione, oggi quest’area produce energia pulita e suolo pulito, a differenza dell’80% dei siti di produzione di energia solare in cui l’uso di diserbanti e pesticidi è ammessa per migliorare la captazione solare – sottolinea Ducato – abbiamo dimostrato che per produrre energia pulita non occorre impoverire la terra, ma è possibile ripopolare questi luoghi di insetti, permettendo la crescita delle specie vegetali di cui si nutrono, avviando la produzione di miele biologico. Tante altre zone inquinate e abbandonate in Italia potrebbero essere riconvertite alla salute. Il nostro progetto ha aperto una piccola attenzione su un problema gigantesco, offrendo per la prima volta la possibilità di agire in modo diverso”. L’attenzione alle donne e alle disuguaglianze sociali è centrale nei progetti dei laboratori di design di rinascita, tra i quali spicca la realizzazione del “filo di mare”, nato da una tecnica innovativa per la lavorazione dello scarto dei filamenti delle cozze, secondo un’antica tradizione tarantina. 

Ancora, il progetto di green conservation, con cui Fondazione Territorio Italia ha valorizzato i due siti simbolo del nostro Paese quali la Valle dei Templi di Agrigento e Piazza dei Miracoli a Pisa si basano su un intervento di agro-ingegneria per l’eliminazione delle erbe infestanti, con un brevetto totalmente rispettoso dell’ambiente. Daniela Ducato potrebbe elencare idee e progetti per ore, compreso concentrandosi anche su “la parola chiave è biodiversità, perché da lì dipende tutto, acqua, medicinali, farmaci. È una parola che sembra affine solo alla poesia – sottolinea con quello sguardo che punta sempre lontano – ma ci dice che se non ci prendiamo cura e moltiplichiamo i servizi ecosistemici non ci prendiamo cura di noi stessi”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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