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Re Rebaudengo, Elettricità Futura: “Entro il 2030, 85 Gigawatt di rinnovabili in più. Valgono 470 mila occupati”

PACE fatta con il ministro Cingolani? “Sì, d’ora in poi lavoreremo insieme al piano che abbiamo appena reso pubblico”. Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, associazione che, all’interno di Confindustria, raccoglie oltre il 70% delle imprese elettriche italiane, pone fine così a una polemica durata settimane. Tutto era nato quando a fine febbraio Elettricità Futura aveva lanciato la sua proposta shock: “Siamo pronti a installare 60 gigawatt di elettricità da fonti rinnovabili nei prossimi tre anni”. Il ministro era stato preso in contropiede, il suo piano, all’interno del Pnrr, prevedeva infatti 70 gigawatt entro il 2030, e aveva bocciato come impraticabile il progetto degli industriali. Arrivando a evocare la “lobby dei rinnovabilisti”. La riconciliazione è andata in scena ieri nel corso dell’assemblea pubblica dell’associazione.

Presidente Re Rebaudengo come si è passati da una polemica anche molto accesa nei toni alla sintonia delle ultime ore?“Per fortuna ha prevalso il desiderio di lavorare per il Paese, spazzando via le incomprensioni che c’erano state. Tutti abbiamo capito che non c’era più spazio per dibattiti e polemiche, ma che occorreva trovare un progetto per mettere l’Italia al sicuro”.

In cosa consiste questo vostro nuovo progetto?“Per raggiungere gli obiettivi del RepowerEu, quindi l’ultimo dei provvedimenti energia-clima in Europa e che è una ulteriore evoluzione del Fit for 55 alla luce dei recenti fatti in Ucraina, in Italia dobbiamo fare 85 gigawatt di nuovi impianti rinnovabili. Questo ci permetterà di passare dall’attuale 44% di elettricità prodotta con le rinnovabili all’84% del 2030”.

La vostra proposta precedente prevedeva 60 gigawatt in tre anni. Ora immaginate un crescita molto più graduale: 5 gigawatt nel 2022, 6 nel 2023, 8 nel 2024, e poi 10, 11 o 12 per ciascun anno successivo fino al 2030. E’ questo approccio che ha convinto il ministro?“E’ vero, questo lavoro ha una visione leggermente diversa rispetto al precedente: ci siamo chiesti qual è lo scenario che centra gli obiettivi europei e al tempo stesso favorisce maggiormente la filiera industriale italiana, e quindi i posti di lavoro? Il nuovo piano, se saremo bravi a realizzarlo, potrebbe creare 470mila posti di lavoro, intercettare investimenti per oltre 300 miliardi, e generare benefici economici complessivi per 345 miliardi. Sarebbe una transizione che darebbe grandissime opportunità al Paese”.

Il dibattito

Il nuovo piano per le rinnovabili mette d’accordo Cingolani e Confindustria

di

Luca Fraioli

21 Giugno 2022

Il ministro Cingolani lo ha definito un piano molto credibile, sottolineando che anche il Mite ha dato il suo contributo.“Confermo: abbiamo lavorato in sintonia con il ministero. Ma mi ha fa piacere anche il consenso trasversale che la nostra proposta ha ricevuto da tutte le forze politiche. Hanno detto che, indipendentemente dalle battaglie che ingaggeranno da gennaio in poi per il voto, questo di Elettricità Futura deve rimanere un piano industriale per il Paese dei prossimi anni. Speriamo che sia così”.

C’è l’ok del ministro e delle forze politiche. Ma ora cosa manca per trasformare in realtà questi 85 gigawatt di eolico e fotovoltaico?“Qualche semplificazione è stata effettivamente fatta e cominciamo a vedere una accelerazione nelle autorizzazioni. Ma ora dobbiamo assolutamente lavorare con il ministero della Cultura per definire regole d’ingaggio che permettano di salvaguardare il patrimonio culturale e il passaggio, ma anche la necessità di energia. Altrimenti finiremo per tutelare un paesaggio desertico e non quello dell’Italia che conosciamo. L’altro passaggio fondamentale sarà agire sulle Regioni, che entro la fine di quest’anno dovranno presentare l’elenco delle aree idonee agli impianti rinnovabili. E che da subito dovrebbero riorganizzare i loro uffici energia: nei prossimi mesi saranno chiamati a esaminare migliaia di progetti e a rilasciare i relativi permessi. Se non li si adegua immediatamente, con l’attuale forza lavoro disponibile per queste pratiche non ce la faremo mai”. 

Bollette: “Sbloccare subito 85 miliardi di progetti rinnovabili, per diminuire del 20% le importazioni di gas”

Luca Pagni

25 Febbraio 2022

Avremo un’Italia ricoperta di pannelli fotovoltaici?“Il nostro piano ha bisogno dello 0,3% del territorio nazionale. In Germania hanno appena varato un decreto legge che per il solo eolico destina il 2% del suolo, su un territorio che è di poco più grande del nostro”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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