10 Novembre 2022

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    Contrasto, la mostra al Festival di Green&Blue: viaggio nell'Italia che cambia

    Il cambiamento climatico è ormai entrato nelle nostre vite, nelle nostre case e sta trasformando il paesaggio. Lo dicono i dati degli scienziati, mentre le statistiche dimostrano un aumento delle temperature costante in tutto il mondo dall’era industriale a oggi. Gli effetti si vedono ovunque. Nella siccità che avanza imponendosi sull’agricoltura, nei fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti a ogni latitudine, nelle ondate di calore che ci obbligano a fare i conti con le risorse cui stiamo dando fondo, dall’acqua all’energia. È una trasformazione profonda in atto già da tempo, che ci chiama a cercare nuove soluzioni. In fretta. 

    LE FOTO DEI LETTORI  Nei vostri scatti c’è il nostro futuroSette fotografi di Contrasto interpretano altrettanti temi che documentano lo stato attuale della crisi climatica in Italia, dai suoi effetti alla ricerca di soluzioni, guidandoci in un viaggio per immagini sulle tracce dell’Italia che cambia. LEGGI TUTTO

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    Alla Cop27 la protesta silenziosa delle donne: “Non c'è giustizia climatica senza diritti umani”

    SHARM El SHEIKH – La bocca tappata da un fazzoletto bianco per rimarcare l’impossibilità di parlare imposta dal governo egiziano. Il pugno alzato, i vestiti bianchi e gli striscioni: “Non c’è giustizia climatica senza diritti umani”. La prima protesta forte e corposa, autorizzata all’interno della Cop27 (che è spazio Onu a differenza dell’esterno gestito dal […] LEGGI TUTTO

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    Scuola, in Italia è record di giorni passati in classe ma il rendimento è tra i più bassi d'Europa

    Troppi giorni di scuola in Italia? Per gli alunni del Belpaese è record di permanenza in classe. A certificarlo una recente pubblicazione di Eurydice, il portale che per conto della Commissione europea si occupa dei sistemi scolastici e di formazione dei paesi del Vecchio continente. Secondo il dossier, scolari e studenti italiani frequentano le scuole per il maggior numero di giorni in Europa: 200 o qualcuno di più. Ma, stando ai dati dei test internazionali sulle competenze fondamentali per orientarsi nel complesso mondo di oggi (Lettura, Matematica e Scienze), l’anno scolastico più lungo d’Europa non aiuta gli iscritti a ottenere risultati brillanti. Anzi. E si torna a parlare di settimana corta, di ingresso posticipato alle 10 del mattino e di settimana scolastica di soli quattro giorni e della lunghissima pausa scolastica estiva tutta italiana. 

    Il dossier

    L’organizzazione del tempo scuola in Europa (The Organisation of School Time in Europe) varia da paese a paese. L’Italia con 200 giorni di lezione è la nazione europea dove si studia di più. O meglio, dove gli alunni restano a scuola più a lungo. In metà dei paesi l’anno scolastico oscilla dai 170 ai 180 giorni e il 13 paesi tra i 181 e i 190 giorni. Le nazioni europee (Estonia, Irlanda, Finlandia, Polonia) che emergono nei test internazionali sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze (Ocse-Pisa) svolgono rispettivamente 175, 183, 188 e 187 giorni di lezione. E godono di un maggior numero di giorni di vacanza concentrate in quattro momenti, ormai istituzionalizzate. Soltanto in Danimarca l’anno scolastico dura 200 giorni. In Italia, con i calendari scolastici appannaggio delle Regioni, le scuole devono ritagliarsi momenti di pausa e ponti al massimo di qualche giorno. Sembra quindi che concentrare le attività didattiche in un minore numero di giorni, magari allungando la giornata scolastica anche nei pomeriggi, faccia bene alle performance degli alunni.

    Le vacanze

    Oltre a quelle natalizie, in quasi tutti i paesi europei gli alunni possono godere di quattro momenti di vacanza prolungata. “La distribuzione e la durata delle vacanze durante l’anno scolastico – si legge nel dossier – varia tra i paesi ad eccezione della pausa natalizia. Oltre a quella estiva, ci sono altri quattro periodi principali di vacanze scolastiche in tutta Europa: le vacanze autunnali, quelle natalizie col capodanno, le vacanze invernali col carnevale e quelle primaverili con la Pasqua. In più, tutti i paesi offrono giorni di ferie aggiuntivi per occasioni pubbliche o religiose”. In 16 paesi, gli alunni staccano la spina per una settimana: le vacanze autunnali. A Natale, quasi tutti i paesi offrono due settimane di ferie. E per Carnevale, in circa 17 paesi, gli alunni hanno una settimana di vacanze, che diventano due in Francia, Polonia e Turchia. Le vacanze pasquali durano in genale di più: una o due settimane nella maggior parte dei paesi. In Italia, le vacanze di pasqua non si prolungano per più di una settimana. Non sono previste lunghe pause per Carnevale, al massimo due/tre giorni che i singoli istituti si ritagliano all’interno del calendario scolastico regionale, e le vacanze autunnali si riducono a quelle per la commemorazione dei defunti e alla festa di Ognissanti. Di conseguenza, la pausa estiva italiana è tra le più lunghe a livello europeo. Ma gli esami di maturità riducono le ferie estive dei docenti delle scuole superiori al mese di agosto e a parte del mese di luglio: 6/7 settimane. Discorso simile per i prof delle medie che a metà giugno iniziano gli esami conclusivi del primo ciclo.

    I risultati degli studenti

    Un anno scolastico così prolungato, come quello italiano, contribuisce a migliorare le competenze degli alunni? Non sembra proprio. Se nei test internazionali sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze l’Italia arranca ormai da anni. Anche se c’è da aggiungere che, contrariamente a quanto avviene all’estero, in Italia le lezioni alla media e al superiore quasi mai si prolungano nel pomeriggio. Nelle prove Ocse Pisa 2018, le ultime di cui si conoscono gli esiti, in Lettura l’Italia si piazza dopo la media Ocse, pari a 487 punti, e lontanissima dai migliori paesi europei. Con uno score di 476 punti siamo oltre la metà della classifica, appaiati a Ungheria e Lituania. Le performance dei quindicenni italiani sono addirittura peggiorate rispetto alle ultime tre tornate dell’indagine: quelle relative al 2009, al 2012 e al 2015. E va ancora peggio in Scienze, dove gli adolescenti italiani collezionano il peggiore punteggio, 469 punti, dal 2006. Le cose vanno un po’ meglio in Matematica, 487 punti, dove però peggioriamo rispetto al 2015. E nazioni come Estonia (520 punti), Paesi Bassi (512 punti) e Polonia (504 punti) ci surclassano.

    Il dibattito

    Sulla scansione della giornata scolastica, da qualche tempo, si è aperto un dibattito che prova a scardinare le rigide regole italiane. L’ultima uscita in ordine di tempo è quella del critico d’arte, Vittorio Sgarbi, che sui social ha proposto l’ingresso a scuola degli alunni non prima delle 10 e vacanze estive fino a ottobre. Una eventualità che farebbe posticipare l’uscita nel pomeriggio e richiederebbe edifici scolastici attrezzati per la refezione. Ma, in occasione della crisi energetica determinata dalla guerra tra Russia e Ucraina, si parla di imporre la settimana corta per risparmiare sui costi di illuminazione e riscaldamento. Negli Stati Uniti si va invece oltre: in un numero ancora ridotto di scuole la settimana si articola su quattro giornate, con ingresso alle 7 del mattino. Mentre nel nostro paese la discussione non va oltre la polemica sui “tre mesi” di vacanze estive di cui godrebbero i docenti.

    I costi del sistema d’istruzione

    In Italia, così per com’è articolato l’anno scolastico, il costo del sistema di istruzione e formazione incide sul bilancio dello stato per oltre 47 miliardi di euro all’anno. Tra spese per gli stipendi di insegnanti, dirigenti scolastici e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). Il costo medio di ogni alunno varia dai 6mila euro all’anno per la scuola dell’infanzia statale ai 7mila e 500 per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. In più, ad aggravare i costi di un sistema di istruzione tra i più complessi e articolati al mondo, una dispersione scolastica, in termini di abbandoni, di insuccessi scolastici e di diplomati con scarse competenze, che pesa sul bilancio per alcuni miliardi l’anno. LEGGI TUTTO

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    Valditara: “Docenti tutor per aiutare gli studenti. Ma sull'antifascismo non accetto lezioni”

    Insegnanti “consiglieri delle famiglie” per aiutare i genitori ad orientarsi nella scelta delle superiori e nel sostenere i figli negli studi. E docenti tutor per seguire meglio i ragazzi in difficoltà e i geni. Il ministro Giuseppe Valditara parte da qui nell’annunciare un “piano strategico sull’orientamento”. Mentre scoppia la polemica sulla sua lettera agli studenti sulla caduta del Muro di Berlino.

    Ministro, l’accelerazione sull’orientamento risponde al richiamo della premier Meloni a centrare le riforme del Pnrr?”Nonostante i ritardi del governo precedente, faremo il provvedimento legato al Pnrr nei tempi. Io proporrò un cambio di paradigma. Cito due dati drammatici. Secondo una indagine di Bankitalia in Italia l’ascensore sociale si è bloccato dal ’75 e oggi siamo ai livelli del 2000. Unioncamere rileva poi 1,2 milioni di posti di lavoro non coperti per mancanza di figure professionali adeguate e che il 45% delle imprese non trovano le competenze di cui hanno bisogno”.

    Quindi immagina una scuola sul modello anglosassone che ha il lavoro come fine prioritario?”No, la scuola deve formare innanzitutto la persona e consentire a ogni studente di realizzarsi nella vita che si tratti di studi liceali o tecnico-professionali. Il lavoro è un mezzo per la formazione della persona. L’istruzione tecnica e professionale deve offrire profili che corrispondano sempre più alle propensioni dei ragazzi e alle richieste delle imprese. Qui la sinistra non ha mai avuto la lucidità nel prendere atto che non siamo tutti uguali. Avevo un amico che andava male in matematica, ma sapeva costruire fioriere bellissime con gli pneumatici. I bravi professori formati adeguatamente sanno fare in modo che il ragazzo sia valorizzato quando non ha la capacità di un ragionamento astratto, ma una grande intelligenza concreta”.

    Intanto ministro è scoppiata la polemica sulla sua lettera sui danni del comunismo: il 9 novembre è anche la giornata contro il fascismo.”Ci sono tante giornate e in ciascuna si celebra un evento di particolare rilievo: il 27 gennaio la liberazione del campo concentramento di Auschwitz dal mostro dell’antisemitismo, il 25 aprile la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e il 9 novembre la liberazione dell’Europa dal comunismo. Non vedo il problema, sono figlio di un partigiano della Brigata Garibaldi, non accetto lezioni da chi non ha mai rischiato la vita per combattere il nazismo. C’è chi è amico di Israele e chi è amico di Hamas. Io sono amico di Israele”.

    Torniamo alla nuova riforma dei tecnici e professionali che ha annunciato: come si tradurrà?”Gli istituti tecnici e professionali non devono essere brutte copie del liceo. Per avere pari dignità oltre a laboratori moderni e attenzione alla realtà produttive, con la possibilità per i presidi di chiamare anche professionisti del mondo dell’impresa, devono poter offrire una carriera di studio importante. Penso a una filiera che colleghi formazione tecnico professionale e gli Its, un canale che l’Europa ci chiede di costruire, parificato al sistema universitario”.

    In cosa consisterà il piano sull’orientamento?”Costruiremo una piattaforma nazionale per orientare le famiglie e gli studenti. Scriverò a breve a chi ha figli in terza media indicando i dati che devono conoscere per poter fare scelte consapevoli per non bruciare possibilità di successo lavorativo dei figli. Darò loro informazioni concrete sui fabbisogni del territorio in cui vivono, sulle prospettive occupazionali e retributive che ogni indirizzo scolastico offre. Per esempio, devono sapere che chi va al liceo e poi non finisce l’università avrà potenzialità occupazionali e retributive inferiori a chi esce da un tecnico e professionale. E poi insisterò sulla formazione dei docenti all’orientamento affinché diventino consiglieri delle famiglie. Tocca loro tirar fuori il meglio da ogni studente: fissate le competenze minime, la loro realizzazione nella vita dipende dalla valorizzazione dei loro talenti che si può perseguire con una didattica personalizzata. Per potenziarla dobbiamo riflettere sulla opportunità di introdurre in ogni istituto la figura di docente tutor”.

    Cosa farà il docente tutor?”Seguire più da vicino i ragazzi in difficoltà e valorizzare chi è molto bravo e sta stretto nel programma, anche al di fuori dell’orario di lezione durante l’anno e nei periodi di sospensione delle lezioni. Adesso sono le famiglie più abbienti a pagare le lezioni private o corsi aggiuntivi. È compito dello Stato farlo”.

    I prof sono demotivati ed esasperati dalle aggressioni, l’ultimo episodio in un istituto a Gallarate.”Interverremo a 360 gradi: la severità è importante ma non ci si può limitare solo a sospendere e basta altrimenti si regala un giovane alla devianza. Il problema vero è come recuperarli e quindi sanzioni che siano lavori socialmente utili, il dialogo con la famiglia, l’intervento dello psicologo. Va ripristinata l’autorevolezza dell’insegnante, pretendere che nelle scuole ritorni un clima di serenità e di dialogo”.

    Valorizzare i docenti passa anche dallo stipendio.”Per Natale il mio impegno è a far avere gli aumenti e gli arretrati contrattuali”. 

    E la Maturità: torneranno gli scritti a livello nazionale e con la doppia materia?”Prematuro. Ho chiesto un contributo a personalità della cultura per ripristinare un esame di Stato che non sia più una Maturità dell’emergenza”.

    Gli studenti manifesteranno il 18: aprirà al dialogo?”Un dovere farlo e lo farò sui problemi concreti”. LEGGI TUTTO