3 Novembre 2022

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    Maestri di strada, la denuncia di Cesare Moreno: “Il ministero dell'Istruzione non ci dà i fondi dovuti e non riusciamo più a pagare gli stipendi”

    Maestri di strada a rischio. Il grido di allarme è di Cesare Moreno: 50 operatori si sono già visti decurtare del 20% lo stipendio a ottobre. E a novembre i soldi per pagarli non ci sono. “Non so come fare”, allarga le braccia il fondatore dell’associazione di educatori e professionisti che lavora coi ragazzini nei […] LEGGI TUTTO

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    Diritti negati e sfiducia nei big alla Cop27: perché Greta Thunberg e altri attivisti non andranno in Egitto

    Proteste e pressione sì, ma a distanza. L’onda verde dei giovani italiani che si battono contro l’inazione dei politici per fermare emissioni e crisi del clima promette di fare “rumore” nei prossimi giorni, ma non sarà presente alla Cop27. Non andranno infatti nell’Egitto dei “diritti civili negati” la maggior parte delle ragazze e i ragazzi italiani di Fridays For Future, Extinction Rebellion, Scientist Rebellion, Ultima Generazione e gli altri movimenti abituati a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza climatica attraverso scioperi, cortei o azioni radicali.

    La conferenza delle Nazioni Unite

    Clima, si riparte da Sharm el-Sheikh ma alla Cop27 l’accordo è in salita

    di Luca Fraioli

    03 Novembre 2022

    I motivi sono in parte gli stessi che ha dichiarato Greta Thunberg nell’annunciare che non parteciperà alla Cop27 di Sharm el-Sheikh: da una parte la contrarietà a manifestare in un Egitto che tiene rinchiusi 60mila prigionieri politici, tra cui attivisti per i diritti umani e ambientalisti, dall’altra una forma di protesta nei confronti di una Conferenza delle Parti sul clima che secondo la giovane svedese è ormai “usata dalle persone al potere come opportunità per ottenere attenzione con tanti diversi tipi di greenwashing”.Quella che inizierà il 6 novembre in Mar Rosso si prospetta dunque come una Cop diversa da Glasgow 2021 in cui migliaia di giovani manifestarono per fare pressione sui leader a trovare accordi immediati e concreti per il clima. Soltanto nelle ultime ore la Commissione egiziana per i diritti e le libertà ha denunciato quasi 70 arresti di attivisti in Egitto che stavano rilanciando e promuovendo, anche sui social, una mobilitazione in occasione del vertice sul clima. Tra la paura di nuovi fermi e possibili misure di repressione, le uniche forme di possibili proteste “sicure” ad oggi sembrano quelle all’interno di un’area designata dall’organizzazione della Cop27, uno spazio ai confini del deserto estremamente controllato e che risulta però lontano dal centro in cui si terranno i negoziati. Una formula che ha disincentivato in molti a partire.

    L’intervista

    Perché uno scienziato arriva a digiunare per la crisi climatica

    di Luca Fraioli

    05 Ottobre 2022

    Nel movimento Fridays For Future Italia, spiega ad esempio una dei portavoce, Laura Vallaro, hanno fatto un ragionamento preciso: “Visti i molti accordi non rispettati dopo Glasgow, anche per questa Cop c’è poca fiducia. Tra diritti civili negati in Egitto e difficoltà logistiche, noi abbiamo scelto di non partecipare per lasciare spazio a delegati o rappresentanti dei paesi Mapa, i più colpiti dalla crisi climatica. A loro abbiamo dato, come a un ragazzo di Tuvalu, i pochi badge d’accesso che siamo riusciti a trovare e abbiamo lanciato campagne di crowdfunding per aiutarli economicamente. Crediamo sia doveroso, dato che in questa Conferenza sarà centrale la questione della finanza climatica e dei finanziamenti “perdite e danni” per i paesi più poveri, che siano loro ad essere presenti”.Insomma, si spera che con l’assenza di Greta e degli altri volti dell’ambientalismo europeo l’attenzione sarà finalmente “rivolta ai rappresentanti delle comunità che pagano il conto più salato della crisi”, come l’ugandese Vanessa Nakate. Si attendono manifestazioni con attivisti internazionali (soprattutto africani) per il 10 novembre. Seppur lontani, i giovani italiani dell’onda verde non rinunceranno comunque a farsi sentire: il 12 novembre cortei e azioni “per sottolineare il legame sempre più stretto fra diritti civili, crisi climatica e disuguaglianze sociali” sono previsti in diverse piazze della Penisola e in luoghi simbolici come sedi delle multinazionali legate ai combustibili fossili o ambasciata e consolato egiziano. LEGGI TUTTO

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    Clima, si riparte da Sharm el-Sheikh ma alla Cop27 l'accordo è in salita

    L’allarme dell’Unep, il Programma Onu per l’Ambiente è di pochi giorni fa: entro la fine del secolo la temperatura media della Terra potrebbe salire tra i 2,4 e i 2,8 gradi. Altro che gli 1,5 previsti come limite invalicabile dagli Accordi di Parigi del 2015: per stare in quella traiettoria bisognerebbe mettere in atto strategie ben più stringenti di quelle attuali. Ci si proverà, per l’ennesima volta, alla 27esima Conferenza delle parti (Cop27) sul clima che tra poco meno di una settimana prenderà il via a Sharm el-Sheikh. Nel polo vacanziero egiziano sul Mar Rosso confluiranno 35mila delegati in rappresentanza di 197 nazioni, oltre a scienziati, giornalisti e rappresentati di ong.

    Gli ambientalisti

    Diritti negati e sfiducia nei big alla Cop27: perché Greta Thunberg e altri attivisti non andranno in Egitto

    di Giacomo Talignani

    03 Novembre 2022

    Il 7 e l’8 novembre l’inaugurazione dei lavori, alla presenza di 100 capi di Stato e di governo, tra i quali Joe Biden, il britannico Sunak (è di ieri la notizia della sua partecipazione, dopo un tira e molla iniziato con la precedente premier Liz Truss) e Giorgia Meloni. Ma sarà quando i leader avranno lasciato Sharm che si inizierà a fare sul serio: due settimane durante le quali gli sherpa, i capi delegazione e i funzionari delle Nazioni unite cercheranno un accordo per salvare il Pianeta.Le premesse non sono delle migliori. Da una parte la guerra in Ucraina che ha innescato una crisi energetica e una corsa ai combustibili fossili. Dall’altra le tensioni tra Washington e Pechino su Taiwan che hanno indotto la Cina a interrompere la collaborazione climatica con gli Usa. Infine, il 2022 annus horribilis per il clima: il Pakistan in ginocchio per le alluvioni, il Corno d’Africa sulla soglia di una carestia, l’emisfero Nord per mesi nella morsa di un caldo anomalo. Come se non bastasse ieri l’Organizzazione meteorologica mondiale ha fatto sapere che le temperature in Europa sono aumentate di oltre il doppio della media globale negli ultimi 30 anni. Tutte prove di un’emergenza che non ammette rinvii. Eppure anche quest’anno, come era successo nel 2021 alla Cop26 di Glasgow, si rischia un nulla di fatto.

    Fact checking

    Ritardi e promesse non mantenute: che cosa è rimasto della Cop26 di Glasgow

    di Laura Loguercio (Pagella Politica)

    02 Novembre 2022

    Nella capitale scozzese, la montagna diplomatica aveva partorito tre topolini. Le nazioni si erano impegnate ad “aggiornare” e “rivedere”gli impegni di riduzione delle emissioni per mantenere vivo l’obiettivo del riscaldamento di 1,5 gradi entro il 2100. I Paesi ricchi si erano poi impegnati a raggiungere i 100 miliardi l’anno di aiuti ai Paesi in via di sviluppo per il periodo 2020-2025. Infine era stata avviata una trattativa, che si sarebbe dovuta concludere nel 2023, su un capitolo spinosissimo e ora cruciale a Cop27: il cosiddetto Loss and damage, perdite e danni, vale a dire gli aiuti economici alla ricostruzione per quei Paesi che sono stati colpiti da catastrofi climatiche.Usa e Ue hanno in effetti rivisto i loro target di tagli alle emissioni di CO2. L’Europa, per esempio, è salita al 55% di tagli entro il 2030. Ma l’aggravarsi della situazione climatica fa dire agli scienziati che per esserein linea con gli 1,5 gradi di Parigi, l’Europa dovrebbe ridurre del 65% le proprie emissioni nei prossimi otto anni. Si accumulano ritardi anche sulla finanza climatica: dei famosi 100 miliardi l’anno di aiuti, per il 2020 ne sono stati messi sul tavolo poco più di 80 e di questi il 73% è rappresentato da prestiti.

    Lo studio

    Roma come Antalya e Milano come Austin: così cambierà il clima nelle nostre città

    di Jaime D’Alessandro

    18 Agosto 2022

    Ma è sul Loss and damage che si giocherà la partita di Sharm. La Cina e il G77, organizzazione formata da 134 Paesi, in via di sviluppo, hanno insistito perché fosse al centro delle trattative. E così sugli aiuti alla ricostruzione dei danni provocati da eventi meteo estremi (difficili da identificare e quantificare, secondo i Paesi ricchi) si decideranno le sorti del vertice. A una via d’uscita sta lavorando la Germania, presidente diturno del G7: proporre, in accordo con il V20, gruppo che riunisce i Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, ilGlobal shield against climate risks ,uno “scudo” finanziario per i rischi, una sorta di fondo internazionale con cui attivare “assicurazioni” da attivare in caso di catastrofe.”Cop27 sarà un successo”, dice uno sherpa italiano che da anni partecipa alle trattative internazionali, “se si verificheranno tre condizioni: il via a tagli alle emissioni davvero capaci di centrare gli 1,5 gradi, il mantenimento della promessa dei 100 miliardi, la risoluzione dello scontro sul Loss and damage”. LEGGI TUTTO

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    Tre Comuni uniti contro il carobollette: così cresce la comunità energetica

    Sarà un inverno difficile per tutti, e per qualcuno sarà difficilissimo. Le attività commerciali, le botteghe, i bar e i ristoranti dovranno far fronte a bollette che non potranno riversare sui clienti. I paesi che vivono di turismo sono i più esposti. Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua, ne sa qualcosa: “Dobbiamo dare un aiuto alle nostre aziende e attività commerciali, ma anche ai nostri edifici pubblici, come la scuola e la casa di riposo”.

    Rinnovabili

    L’Italia sta aspettando una mappa per far crescere le comunità energetiche

    di Luca Fraioli

    06 Ottobre 2022

    Borgo alle spalle di Ventimiglia, celebre per il suo centro storico arroccato ai piedi del castello medievale, per il ponte romano e per il vino Rossese, Dolceacqua sta per entrare in una grande comunità energetica. Con i Comuni piemontesi di Magliano Alpi e Carrù installerà pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di 4 megawatt, un’opera finanziata dal Pnrr e co-finanziata dalla Compagnia di San Paolo.”Nel solo comune di Dolceacqua pensiamo di arrivare a 1 megawatt. Una parte importante sarà installata sui futuri cinque edifici della nuova scuola in costruzione”, dice Gazzola. La legge che consente la creazione di grandi comunità energetiche come questa è nuovissima, e ancora mancano i suoi decreti attuativi, ma per Sergio Olivero “è questo il momento di gettare le basi: i decreti attuativi arriveranno entro fine anno e dobbiamo farci trovare pronti”. Olivero è un ingegnere elettronico con un passato nelle aziende e un presente all’Energy Center del Politecnico di Torino. Del progetto Macado, dalle iniziali dei tre Comuni Magliano, Carrù e Dolceacqua, è il responsabile scientifico. “Per prima cosa dobbiamo decidere dove mettere i pannelli. Poi stabilire qual è la potenza massima installabile e stabilire chi ha più bisogno di energia”.

    La storia

    La rivoluzione virtuosa della comunità energetica di Melpignano: “In cooperativa per risparmiare su sole e acqua”

    di Giacomo Talignani

    11 Ottobre 2022

    Ogni comunità ha le sue caratteristiche specifiche, ma tutte sono accomunate dallo stesso obiettivo: autoprodurre e fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili ai propri membri. “A Dolceacqua il centro storico è vincolato e in quella parte del paese non è possibile installare pannelli fotovoltaici. Ma la costituzione di una CER aiuterà anche chi non sarà in grado di installarli sulla propria abitazione”, spiega il sindaco.Al progetto Macado collaborano, oltre alle tre amministrazioni e all’Energy Center del Politecnico di Torino: il Joint Research Center, centro di ricerca scientifica della Ue con base a Ispra, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore; l’Rse, che è l’ente pubblico di ricerca del Gse; il Gocer, gruppo di Magliano che mette insieme progettisti, installatori e manutentori di impianti fotovoltaici; e l’Enea che qui ha il compito di sviluppare le piattaforme digitali per la gestione della CER, gli strumenti di simulazione e i sistemi di blockchain per proteggere i dati dei consumi energetici.

    Rinnovabili

    L’Italia sta aspettando una mappa per far crescere le comunità energetiche

    di Luca Fraioli

    06 Ottobre 2022

    “Per una volta i piccoli Comuni sono all’avanguardia. Hanno colto il cambiamento prima delle grandi città. La comunità energetica Macado potrà essere d’esempio al resto d’Italia”, dice Olivero. Lo è già per il resto d’Europa: un progetto finanziato dalla Ue con 2,5 milioni di euro l’ha individuata tra le best practice da esportare. LEGGI TUTTO