22 Settembre 2022

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    Con il riciclo degli imballaggi in plastica 800mila tonnellate di CO2 in meno

    Oltre 1 milione di tonnellate di imballaggi in plastica riciclati, risparmiate 520.000 tonnellate di materia prima vergine e 10.867 GWh di energia primaria ricavata da fonti fossili (il 2,5% della produzione annua di energia primaria in Italia), per un totale di 879 mila tonnellate di CO2 in meno. Sono i numeri del Rapporto 2021 sulla sostenibilità del packaging curato da Corepla. Solo nel 2021 il consorzio per il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, ne raccolte 1.475.747 tonnellate, con un aumento del 3% rispetto al 2020, per un riciclo complessivo di oltre 1.020.000 tonnellate, di cui 314.964 destinate al recupero energetico e il restante 14,2% presso termovalorizzatori efficienti. 

    Ma oggi è possibile fare acquisti davvero green? Le certificazioni ambientali possono aiutare i consumatori a riconoscere più facilmente il prodotto da scegliere? Una fase del processo produttivo su cui molte aziende stanno rivolgendo la propria attenzione per diminuire l’impatto ambientale è sul packaging. Vasetti e flaconi, ma anche scatole e imballaggi di plastica, il passaggio al materiale riciclabile sarà obbligatorio nel 2030, come impone la normativa europea. Nasce per questo motivo un laboratorio dove i ricercatori saranno in grado di valutare la reale riciclabilità dei diversi materiali plastici utilizzati per la confezione di un prodotto e, eventualmente, rilasciare un certificato ambientale, oppure fornire una strategia su come migliorare l’economia circolare del proprio prodotto.

    Il progetto 

    Il progetto è di Corepla, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica, e di CSI, la società del Gruppo IMQ, l’organismo di valutazione della conformità su prodotti, materiali, processi, servizi e impianti. Quest’ultimo offrirà un servizio di certificazione di riciclabilità, ossia verificherà che l’imballaggio plastico sia davvero trasformabile in materia prima-secondaria, mentre i ricercatori di Corepla analizzeranno l’intera filiera del confezionamento. Il laboratorio sarà aperto a tutte le aziende che vorranno verificare l’effettiva riciclabilità del proprio packaging prima di immetterlo sul mercato. 

    Le priorità ambientali

    La trappola del greenwashing è dunque sempre presente, così come fa fatica a scomparire nella confenzioni e imballaggi la plastica usa e getta. Spesso sostituita dalle alternative biodegradabili che non sono comunque da considerare a impatto zero. “L’obiettivo è infatti di alzare l’efficienza dei sistemi di riciclo dei prodotti in plastica, con la costruzione di una strategia sempre più raffinata di controllo e certificazione di tutti i passaggi che contraddistinguono il ciclo di vita degli imballaggi – ha spiegato Giorgio Quagliuolo, presidente di Corepla – tutto questo a vantaggio del contenimento dei possibili impatti ambientali”. Una volta appurate dove sono le tossicità della filiera, si proporranno soluzioni più sostenibili. Perché ormai nessuno sta fermo a guardare: né le aziende e tantomeno il consumatore che cerca di capire come districarsi tra i prodotti per scegliere quelli che possono garantire un reale impegno nella tutela ambientale e la sostenibilità.

    Per Lucio Luciotti, Ceo di CS quella con il consorzio Corepla è una collaborazione importante: “Mettiamo a disposizione tutto il nostro know-how nei settori del testing e della certificazione, e guidare quindi le aziende verso imballaggi sempre più riciclabili e sostenibili”.    LEGGI TUTTO

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    Quella di Pietro è la barca ecologica migliore del mondo

    La migliore imbarcazione al mondo che rispetta di più l’ambiente è Cargo 31, ideata e realizzata dal comandante marittimo Pietro Tosi. “Mi sono emozionato quando ho saputo del riconoscimento” ha detto Tosi, 77 anni, fondatore di Laguna Trasporti e della società di ricerca Ccm Paea. “In quinta elementare ho chiesto come regalo un fuoribordo elettrico, […] LEGGI TUTTO

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    “Cosa chiediamo noi giovani alla politica? Partecipare per cambiare il mondo”

    “Noi giovani vogliamo sederci ai tavoli decisionali per essere sicuri che le nostre idee vengano prese in considerazione”. Non c’è esitazione nella voce di Aurora Audino, poco dopo la chiusura dei lavori della Youth4Climate. Ingegnera ambientale torinese di 27 anni, è una delle sole due italiane tra i 150 under 30 che hanno preso parte all’assemblea dei giovani sul clima a New York, proprio in concomitanza con l’apertura della 77esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.L’iniziativa, co-organizzata dal ministero della Transizione ecologia (Mite) e dal programma per lo Sviluppo dell’Onu (Undp), è nata a Milano nel 2021, durante la Pre-Cop 26, per includere in modo più incisivo i giovani nei processi decisionali dei governi per fare fronte alla crisi climatica. E come aveva promesso il titolare del Mite Roberto Cingolani, non si è conclusa lì. “Anzi – ci tiene a sottolineare Audino – il ministro ha assicurato sarà per sempre. Il governo si è preso un bell’impegno e speriamo che venga portato avanti”.

    Verso Cop26

    Il documento dei giovani del clima per i ministri: “Transizione ecologica entro il 2030 non sarà derogabile”.

    di

    Giacomo Talignani

    30 Settembre 2021

    Da sempre appassionata di protezione ambientale e delle risorse naturali, Audino ha unito volontariato e studio per contribuire alla tutela del Pianeta. A Torino e a Stoccolma ha studiato Ingegneria ambientale poi si è trasferita a Bruxelles per un tirocinio nell’ufficio che implementa la sostenibilità del Parlamento europeo, dalla riduzione di sprechi, rifiuti ed emissioni alla sensibilizzazione di tutto il personale. “Per provare a portare avanti i cambiamenti che poi chiedevano per legge. Altrimenti che credibilità avrebbe come istituzione?”. LEGGI TUTTO

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    Italia prima per l'economia circolare, ma ancora indietro nella transizione ecologica

     “L’Italia é primatista europea in economia circolare, consumiamo meno materia  e ricicliamo di più rispetto al resto d’Europa. Ma da anni perdiamo colpi, gli altri corrono più veloci di noi”. È invece “buio pesto nella transizione energetica, ferma da un decennio: non crescono le rinnovabili, boicottate dalla burocrazia e da qualche sedicente ecologista, stallo anche […] LEGGI TUTTO

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    Domani lo sciopero globale per il clima dei Fridays for Future: “Mandiamo un messaggio alla politica”

    Non un altro sciopero qualunque del venerdì, ma un mezzo unico per mandare un messaggio alla politica e agli elettori a soli due giorni dalle urne: “Date priorità al clima, date priorità alle persone” dicono i Fridays For Future. Domani, venerdì 23 settembre, in oltre 70 città italiane studenti, lavoratori, associazioni e cittadini preoccupati per l’emergenza climatica torneranno nelle strade e le piazze per l’appuntamento italiano del Global Strike, lo sciopero globale che si terrà nelle metropoli di tutto il mondo per rimarcare l’esigenza di affrontare subito la fine climatica, a partire dalla decarbonizzazione e un taglio netto alle emissioni.

    In Italia gli otto portavoce di Fridays For Future in un comunicato hanno ribadito l’importanza della manifestazione ricordando che “molte persone tra di noi non potranno neppure votare, ma vogliamo che il discorso sulla crisi climatica sia centrale, cosa che al momento non è neanche lontanamente. E spingiamo ogni candidat* a considerare e proporre i punti proposti nella nostra Agenda Climatica, che sono solo alcune delle azioni necessarie ora per proteggere il clima”. 

    Dal trasporto pubblico all’abbandono delle fonti fossili attraverso l’ampliamento delle rinnovabili, dai maggiori diritti sociali sino a puntare il dito contro gli extra profitti delle multinazionali del petrolio, i giovani del movimento dell’onda verde hanno scritto e diffuso un programma chiaro su come affrontare la crisi del clima, ma pochissimi partiti lo hanno accolto. Nonostante una campagna elettorale in cui di clima poco si è parlato, diversi politici e associazioni hanno espresso solidarietà nei confronti di FFF Italia e venerdì sciopereranno insieme a ragazze e ragazzi. Fra questi, Alleanza Verdi e Sinistra Italiana e Unione Popolare, ma anche Cgil, reti sindacali e associazioni varie.

    Come racconta a Green&Blue Giorgio Brizio di Torino, uno degli attivisti di Fridays For Future più attivi e tra gli organizzatori del grande meeting europeo di luglio, “questo sciopero è importante e servirà anche per far riflettere le persone in vista delle elezioni. Nelle piazze e nei cortei manifesteremo con lo scopo di parlare anche di temi che troppo spesso vengono ignorati, come ad esempio la questione siccità: proprio di recente a Torino abbiamo appeso uno striscione lungo il Po per rimarcare l’inazione legata alla crisi idrica. Ma parleremo anche della nostra Agenda climatica, del caro bollette, dell’emergenza energetica e di temi sociali, dalle disuguaglianze sino ad argomenti a noi cari come stage e alternanza scuola-lavoro”. 

    Tra le richieste che i giovani del clima intendono avanzare ancora una volta ai leader politici, soprattutto in vista della Cop27 di novembre in Egitto, c’è quella di una maggiore attenzione per le voci dei Paesi MAPA (Most Affected People and Areas) e soprattutto di “garantire i finanziamenti necessari contro le perdite e danni subite dalle comunità più colpite dalla crisi climatica”.

    Verso il voto

    Clima, le domande dell’Italia: ecco cosa rispondono i leader

    a cura di

    Luca Fraioli

    31 Agosto 2022

    Richieste che però sembrano sempre finire nel vuoto. Come spiega Alice Quattrocchi di FFF Catania, finalmente “dopo quattro anni di scioperi, le persone si stanno svegliando, ma i responsabili politici sono ancora fermi. Oggi abbiamo davanti nuove elezioni, ma la crisi climatica è ancora assente dal dibattito. Più noi parliamo di clima, più i principali partiti sembrano fare a gara per prenderci in giro con belle parole a favore dell’ambiente, senza nessun piano completo, ma anzi chiedendo nuovi rigassificatori o altre misure che  accelerano la catastrofe climatica”.

    L’intervista

    “La riapertura delle centrali a carbone? Una ‘non soluzione’ per chi ci vive e ci lavora, un passo indietro per tutti”

    di

    Paola Rosa Adragna

    12 Settembre 2022

    Tra gli hashtag scelti per la manifestazione, oltre a quello mondiale (#GlobalStrike) ci sarà #PeopleNotProfit per ribadire come “abbiamo un estremo bisogno di un piano di giustizia climatica e sociale che metta prima le persone e dopo il profitto” precisa l’attivista Agnese Casadei. L’invito finale di Fridays For Future Italia, rivolto a cittadini, associazioni, sindacati e movimenti, è quello di partecipare attivamente allo sciopero per contribuire “tutti insieme a mandare un messaggio sul clima”. 

    Gli appuntamenti nelle città d’Italia:

    Alessandria 9.00 piazzetta della Lega
    Ancona 09:00 a ‘Palazzo della Regione’ (via Tiziano 44)
    Avellino Bar Movida ore 9
    Aversa ore 9 piazza municipio
    Bari Piazza Umberto ore 9.00, parco Rossani ore 10.00
    Bergamo 9.30 piazzale degli Alpini
    Bologna 16.00 piazza Verdi  
    Bolzano 10.30 piazza tribunale
    Bormio – Valtellina 10.00 piazzale scuole medie
    Brescia 9.00 piazzale Arnaldo
    Cagliari 9.30 piazza Garibaldi
    Carrara Massa 9 piazza Palma
    Catania PIAZZA ROMA – ORE 09:30
    Chieri Liceo Monti 8.00
    Como 9.30 davanti al comune
    Cuneo 9.00 piazza Europa
    Ferrara 18:00 piazza Trento Trieste  
    Firenze 9:00 piazza santissima Annunziata
    Forlì 9.00 piazzale della Vittoria
    Genova 9.00 piazza del Principe
    Gorizia 10.00 parco della Rimembranza
    Jesi 8.00 da Portavalle in bus per Ancona
    Lecce Piazza Sant’Oronzo ore 10.00
    Lecco Centro Meridiane ore 9.00
    Lucca ore 9 Piazzale Verdi
    Manduria ex chiesa di santa Croce ore 18.00
    Mantova piazza dei Mille alle ore 9:00
    Milano 9.30 largo
    Modena largo san Giorgio 18.00
    Monza parcheggio Mose Bianchi h. 9:00
    Napoli Ore 9:30 piazza Garibaldi
    Palermo Piazza Verdi ore 16
    Padova piazzale della stazione ore 9.00
    Pavia piazza Castello 9.00
    Parma Concentramento 9, corteo 9.30 da barriera bixio
    Perugia piazza Grimana ore 9.00
    Pesaro piazza della libertà ore 8,30
    Pescara 8.30 piazza Salotto
    Piacenza 9.00 pubblico passeggio, liceo Respighi
    Piazza Armerina
    Pisa 9.00 piazza Guerrazzi
    Pistoia 9.00 piazza Mazzini
    Potenza corteo da piazza don Bosco ore 9:00, assemblea a Parco mondo ore 16.30
    Ravenna 9.30 piazza del Popolo
    Rimini 8.30 Arco di Augusto
    Roma 9:30 Piazza Repubblica
    Salerno 9.30 stazione ferroviaria
    Sanremo 10.00 piazza Colombo
    Sassuolo 8.30 istituto Volta  
    Schio – Altovicentino 8.00 piazzale Summano
    Siena 10.00 croce del travaglio
    Taranto 9.00 via di Palma
    Teramo 9.30 viale giuseppe Mazzini (tigli)
    Torino – Piazza statuto ore 9.30
    Trento 9.00 via Verdi
    Treviso 8.00 stazione dei treni
    Varese 9.00 Piazza Monte Grappa  
    Valsusa 7.21 treno da Bardonecchia – 8.09 da Susa
    Venezia 9.00 piazzale Roma
    Vercelli 9.30 parco Kennedy
    Verona 9.30 piazza arsenale
    Vicenza davanti alla stazione
    Viterbo 9.30 piazza del Comune
    Voghera piazza Meardi ore 9 LEGGI TUTTO

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    “Il trasporto aereo diventerà più verde, ora investire su velivoli e carburanti”. Lazzerini: presto Ita la compagnia più green d'Europa

    ROMA – La buona notizia è che i voli, imbrigliata la pandemia, stanno crescendo a ritmi importanti. La cattiva notizia è che i tanti aerei nei cieli aumenteranno le emissioni di anidride carbonica, inquinando oltre il livello di guardia.

    In questo scenario, gli aeroporti e le compagnie temono di pagare un prezzo troppo alto. I governi potrebbero:- limitare i voli di breve raggio, incoraggiando l’uso del treno,- e tassare i vettori e gli scali perché inquinanti.

    Se le cose prendessero questa piega, a pagare un prezzo sarebbero anche i viaggiatori, che avrebbero meno voli a disposizione (ad esempio su tratte brevi). Non solo. I biglietti, che già costano tanto, potrebbero risultare ancora più cari. Le compagnie aeree, se tassate, scaricherebbero il nuovo costo sul cliente finale.

    Aeroporti di Roma, società che gestisce Fiumicino e Ciampino, vuole prevenire questi problemi e promuove un Patto per la Decarbonizzazione. Spinta anche dalla volontà di rispettare l’ambiente, Aeroporti di Roma chiede che tutti gli attori in campo facciano la loro parte: i produttori di velivoli, che lavorano a motori più verdi, le compagnie aeree, le società di gestione degli scali, ovviamente il governo italiano e le istituzioni internazionali.

    SUL TEMA OGGIANCHE IL RAPPORTO EASA

    Il Politecnico di Milano, che supporta Aeroporti di Roma con un suo studio, considera realistico e raggiungibile l’obiettivo comunitario di “decarbonizzare” il settore del volo entro il 2050.

    Lo studio suggerisce, però, di consolidare le iniziative già in campo e di ampliarle. In particolare, c’è bisogno:- di velivoli che bruciano meno carburante grazie ai materiali di costruzione e all’aerodinamica,- di motori tradizionali a più basso consumo,- di motori innovativi a idrogeno ed elettrici (per le sole tratte brevi),- di biocarburanti prodotti da materie prime organiche oppure sintetici (e-fuel).

    Marco Troncone, ad di Aeroporti di Roma  LEGGI TUTTO

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    La mappa dell'Italia fossile di Legambiente. “Troppi investimenti, strada sbagliata”

    Anche noi ci muoviamo in direzione opposta a quanto indica la scienza. L’Italia, come altri Paesi del G20, sta rallentando sugli impegni di decarbonizzazione, racconta una recente ricerca della società di consulenza PwC e sembra ancora puntare troppo su quella “dipendenza globale dai combustibili fossili che deve finire” come ha detto di recente il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Tra anni complessi di pandemia e le conseguenze dell’invasione russa in Ucraina, anche l’Italia impegnata nel ridurre le emissioni sta continuando dunque ad affidarsi a una “transizione energetica basata sul gas fossile, una strategia pericolosa per il clima e la salute pubblica, e inutile in tema di caro energia e indipendenza del Paese. Si acceleri invece su rinnovabili, efficienza, reti, accumuli e sulla legge per eliminare i sussidi alle fonti inquinanti” denuncia Legambiente che, in vista dello sciopero globale per il clima di domani venerdì 23 settembre, ha appena diffuso un report su infrastrutture e corsa alle fonti fossili italiane. LEGGI TUTTO