5 Settembre 2022

Daily Archives

consigliato per te

  • in

    Galapagos: 4 tartarughe giganti uccise per la loro carne

    Neanche uno scrigno di biodiversità come le Galápagos, su cui sono puntati gli occhi del mondo, è al sicuro dai bracconieri. Nei giorni scorsi l’Ecuador ha diffuso la notizia che quattro tartarughe giganti, tipiche delle isole e in via di estinzione, sono state uccise e che le autorità stanno indagando sulla loro  “caccia e massacro”. L’uccisione di queste creature, le più grandi del genere Chelonoidis, è illegale dal 1933 e la legge punisce chi le uccide con pene fino a tre anni di carcere. 

    Nonostante la riserva marina protetta intorno alle Galápagos sia anche stata ampliata di recente e le leggi severe, il commercio illegale di carne di tartaruga continua, come dimostrano appunto le quattro carcasse di animali trovate dai ranger su Isabela, l’isola più grande dell’arcipelago. La Galápagos Conservancy – una ong che si occupa della conservazione della fauna selvatica – ha definito l’uccisione degli animali “crimine ambientale” poiché, ha specificato “questo recente episodio di bracconaggio è particolarmente grave, dal momento che rimangono pochissimi individui della sottospecie Chelonoidis guntheri in natura”.

    Biodiversità

    Fernanda, la tartaruga gigante delle Galapagos creduta estinta

    di

    Giacomo Talignani

    10 Giugno 2022

    Esistono 14 specie diverse di tartarughe giganti delle Galápagos, tutte discendenti da un unico antenato, e tutte sono classificate come vulnerabili, minacciate, gravemente minacciate o estinte nella Lista Rossa IUCN, poiché il loro numero è in diminuzione da anni. Oggi ne rimangono circa 15.000, rispetto ai 200.000 esemplari del 1800. A decretare la loro diminuzione sono soprattutto le specie invasive come i ratti, che predano i piccoli delle tartarughe e ne rubano il cibo e, appunto, i bracconieri. Un tempo la carne di tartaruga era considerata una prelibatezza e ancora oggi ha un prezzo considerevole sul mercato nero. 

    Così, purtroppo, le quattro morti recenti non sono un caso isolato. Nel settembre 2021, i ranger hanno scoperto le carcasse di 15 tartarughe, probabilmente vittime della caccia. Nel marzo 2021, inoltre, i funzionari aeroportuali hanno trovato 185 piccoli di tartaruga all’interno di una valigia. 

    Una speranza per la sopravvivenza di questa specie è venuta però all’inizio di quest’anno, quando i ricercatori hanno confermato l’esistenza di una rara specie di tartaruga che si credeva estinta da tempo. A Gennaio è stata infatti individuata una tartaruga gigante dell’isola di Fernandina (Chelonoidis phantasticus), che era stata avvistata per l’ultima volta nel 1906. LEGGI TUTTO

  • in

    A Milano torna il Verde e il Blu Festival: il programma

    La 3° edizione de “Il Verde e il Blu Festival – Buone idee per il futuro del Pianeta” è pronta a spiegare le vele. L’evento gratuito per tre giorni, dal 23 al 25 settembre, promuoverà a Milano una riflessione a 360° su energia, innovazione digitale e sviluppo sostenibile.Venerdì 23 settembre alle 9.30 presso Palazzo Reale è prevista l’apertura ufficiale del Festival con gli interventi di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, e Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford.

    L’evento

    Torna il Verde e il Blu Festival: a Milano tre giorni su ambiente e futuro

    28 Giugno 2022

    A seguire l’atteso panel dedicato a: “Energia, equità e pace”. Geopolitica delle risorse per un mondo più equo e sicuro, introdotto da Katia de Ros, cicepresidente Confindustria. Nella prima sessione “Energia sicura, sostenibile e accessibile” prenderanno tra gli altri la parola Giovanna Melandri, presidente Social Impact Agenda per l’Italia, Carlo Capé, amministratore delegato BIP, Lapo Pistelli, direttore Public Affairs Eni, Nicola Lanzetta, direttore Italia Enel Group e amministratore delegato Enel Italia, Francesco Del Pizzo, direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento Terna. La seconda parte del panel, dal titolo “Priorità e futuro per l’Italia”, porterà lo sguardo su tematiche di grande attualità per il Paese. Ne discuteranno l’europarlamentare Sandro Gozi, Frank Mayer, amministratore delegato E.ON Italia, l’amministratore delegato di Iren Gianni Vittorio Armani, il presidente Elettricità Futura Agostino Re Rebaudengo, Salvatore Pinto presidente Axpo Italia, la presidente del Gruppo AEB Loredana Bracchitta e Maurizio Grassi, Chief Growth Officer Sonnedix.Ultimo appuntamento della prima mattinata dei lavori è con il talk “Green Industry and circularity. Una strategia industriale per un Paese competitivo, verde e digitale”. Fra gli speaker il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, con Raffaele Cattaneo, assessore ambiente e clima Regione Lombardia, Chicco Testa, presidente Assoambiente, Luisa Todini, presidente Green Arrow Capital e Simone Dragone presidente MM SpA.Il pomeriggio di venerdì 23 settembre, sempre nella splendida cornice di Palazzo Reale, Alan Friedman, giornalista, scrittore e conduttore televisivo, terrà un leading talk su “Il prezzo del futuro”, indagando, fra i molti, anche il tema delle conseguenze della guerra russo-ucraina sull’economia italiana. I leading talks vedranno protagonisti fra gli altri anche Umberto Minopoli, presidente Associazione Italiana Nucleare, e Gianluca Testa, Managing Director Southern Europe di Avis Budget Group.La fitta agenda dei lavori vedrà a seguire la realizzazione dei Working group, tavoli di lavoro su diversi temi che spazieranno dall'”Intelligenza artificiale e supporto della sostenibilità dell’economia circolare”, “Investire nelle competenze digitali”, “Ridurre le emissioni attraverso le tecnologie cloud”, “Innovazione per una moda sostenibile”, “Fonti energetiche e geopolitica”, “Il lavoro del futuro e la generazione Z”, “La sostenibilità per la valutazione delle aziende”, “Cybersecurity e sostenibilità”, “Finanza sostenibile”, “Prodotti e servizi sostenibili by design”, “Digitale e innovazione per la rivoluzione del settore manifatturiero” e “Innovazione digitale e semplificazione nella PA”.La prima giornata di incontri prosegue con la partecipazione del ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao al talk “Connessioni: il digitale per la sostenibilità. Quando il Blu aiuta il Verde”. Rifletteranno con l’esponente del governo Draghi Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, Gokhan Baykam, Chairman Relight Group, Gian Matteo Manghi, amministratore delegato Cisco Italy, Michelangelo Suigo, Executive Vice President, External Relations, Communication & Sustainability Director di INWIT, e Carlo Capé, amministratore delegato BIP.Questa giornata di lavori si conclude con live show e spettacoli sul Main Stage alla Biblioteca degli Alberi Milano: un estratto dello spettacolo I segreti del mare, con l’esploratore e scrittore Alberto Luca Recchi e a seguire lo show Connessioni: musica, filosofia e parole con Roberta Di Mario, compositrice e pianista, Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, Marco Paolini, drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico, e Cinzia Spanò, drammaturga e attrice.Un ricchissimo programma attende i partecipanti alla seconda giornata prevista per sabato 24 settembre presso BAM-Biblioteca degli Alberi Milano. Tra i diversi appuntamenti si segnala il talk delle12.30 “One Health-Innovazione e cura: come cambia l’approccio alla salute e al benessere” che vedrà come protagonista Kia Nobre, tra le più importanti neuroscienziate al mondo e Director of Oxford Centre for Human Brain Activity insieme a Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford. Il talk verterà sul concetto olistico di salute e sulle reazioni adattive del cervello umano a fronte di eventi epocali e catastrofici come, ad esempio, la guerra e la pandemia e di come questi incidano in modo temporaneo o duraturo sul comportamento degli individui.A seguire, Il Verde e il Blu Festival premierà le idee più innovative presentate nel corso della “Verde e Blu Challenge”, primissima competizione sui temi del digitale e della sostenibilità nell’ambito delle soluzioni energetiche organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano. In palio per i due Team vincitori, che saliranno sul Main Stage del Festival alle 14, esperienze formative ad hoc e visite esclusive presso gli Innovation Center, con la conduzione di Pierluigi Pardo.Non poteva mancare una riflessione su “Young Europe  –  Un anno dedicato ai giovani: clima, innovazione, lavoro”. Tra i relatori Martina Rogato, Founder ESG BOUTIQUE e Attivista G7/G20,  Marco Cartasegna, fondatore di Torcha, e Annalisa Bonifacio, Head of Talent Acquisition & Sales di Randstad. E sempre alle nuove generazioni è dedicato l’incontro “Digital talent – Rivoluzione digitale e formazione per una nuova prosperità” con Maximo Ibarra, CEO Engineering, e Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford. Alle 17.30, il celebre architetto paesaggista Andreas Kipar curerà la LAND Walk “Alla scoperta del nuovo paesaggio urbano”, una vera e propria passeggiata immersiva guidata per ammirare la rigenerazione urbana a Porta Nuova e a Milano.Da non perdere l’incontro delle 19 con Gabriella Greison, fisica, scrittrice, drammaturga e attrice di grande fama che unirà il suo campo di esperienza alla sostenibilità in un talk dal titolo “La fisica dei cambiamenti climatici”.L’ultimo giorno dei lavori, domenica 25 settembre, prenderà avvio alle ore 9 con le attività di “Pensieri per la Terra”, un progetto di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano realizzato in collaborazione con il Verde e Blu Festival all’interno del programma del BAM Season Day: Benvenuto Autunno!Altri importanti appuntamenti per quest’ultima giornata saranno il talk delle 12.30 “Il verde e il blu in valigia”, in cui il giornalista e scrittore Riccardo Finelli e l’influencer Human Safari parleranno di viaggi e turismo sostenibile; il dibattito, alle 15.30, sui “Civic brands” e il greenwashing, con l’intervento di Paolo Iabichino, comunicatore e pubblicitario e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands e la partecipazione di Nicola Moscheni e Sofia Pasotto del Green Influencer Club, Davide Villa, Board Member di E.ON Italia, Luca Montani, esperto di comunicazione di sostenibilità, e in collegamento dal Metaverso, Zaira, metainfluencer che per la prima volta partecipa a un evento e ha scelto il palcoscenico de il Verde e il Blu Festival per il suo debutto.L’ultimo imperdibile incontro con gli ospiti del Festival verterà sul tema della moda sostenibile, proprio in concomitanza con la Fashion Week di Milano, con un talk dal titolo “Una passerella tutta verde” raccontato dalle voci esperte di Eva Geraldine Fontanelli, stilista, influencer ed eco-imprenditrice, Federica Marchionni, amministratrice delegata di Global Fashion Agenda, Francesca Romana Rinaldi, SDA Bocconi Monitor for Circular Fashion, e Tiziano Guardini, fashion designer e padre dell’ECOuture.Come sempre, il programma sarà arricchito da performance e concerti, proiezioni di film e presentazioni di libri. Inoltre, torna con una terza puntata co-prodotto e trasmesso sui canali Sky il talk show TV “il Verde e il Blu”, con la partecipazione di alcuni dei protagonisti del Festival. LEGGI TUTTO

  • in

    Il pallone aerostatico di Greenpeace contro Gastech a Milano: “È solo greenwashing, stop ai fossili”

    Protesta pacifica degli attivisti e attiviste di Greenpeace di fronte ai padiglioni della Fiera di Milano, dove è stato alzato un grande pallone aerostatico a forma di pianeta Terra con le scritte ‘Gas is greenwashing’ e ‘End fossil fuels now!’,  contro l’inaugurazione di Gastech, il più importante incontro mondiale delle aziende del gas, del GNL […] LEGGI TUTTO

  • in

    Cosa fa la politica per proteggere gli animali: i programmi a confronto

    A dedicare un intero capitolo del proprio programma agli animali – attenzione, non all’ambiente o alla transizione energetica, ma specificamente agli animali, alla loro tutela e al loro benessere – è solo l’alleanza fra Sinistra Italiana e Verdi. Qualcosa c’è anche nel documento presentato dal Movimento 5 Stelle, una mezza paginetta. Mentre il PD se la cava con una riga e mezzo all’ultima pagina, la 37esima, del suo programma. Nell’accordo quadro del centrodestra, invece, di animali se ne parla alla penultima, di pagina, con un unico obiettivo: “Interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica e alla diffusione delle epidemie animali”. Anche se i singoli partiti qualcosa in più prevedono nei programmi specifici di lista. Nelle oltre 60 pagine di Azione-Italia Viva stessa linea delle destre: di animali se ne parla solo in termini di abbattimento dei cinghiali e di “risorse a copertura dei danni da fauna selvatica che minano la competitività delle imprese e persino la sicurezza pubblica”. Solo problemi, zero tutele.

    Verso il voto

    Clima, le domande dell’Italia: ecco cosa rispondono i leader

    a cura di

    Luca Fraioli

    31 Agosto 2022

    I temi che i partiti non toccano

    Questo il quadro, piuttosto sconfortante, di quanto i principali partiti propongono per le elezioni del 25 settembre rispetto alla fauna, agli animali selvatici o domestici. Come se alcuni temi non esistessero. In ordine sparso, e su ambiti diversi, i punti su cui proporre qualcosa in più che una riga e mezza sarebbero moltissimi e riguarderebbero potenzialmente i cuori e le tasche di milioni di italiani: l’intervento sugli allevamenti intensivi, le detrazioni fiscali per le spese sanitare degli animali di compagnia, la questione (irrisolta, in molte zone del Sud) del randagismo, una più attenta regolamentazione della caccia, l’inasprimento delle pene per chi li maltratta o commercia (e si tratta di un traffico miliardario, basti pensare alle specie esotiche), un piano di rilancio delle aree protette e così via. Argomenti forse divisivi ma che, sebbene il grosso delle preoccupazioni degli italiani riguardi in questo momento il portafoglio, potrebbero avere una certa presa nell’elettorato. E invece oltre alla sensibilità di base – non una sorpresa in un Paese che non ha mai avuto un’autentica maturazione del movimento “verde” come nei vicini centroeuropei – mancano perfino la voglia e il fiuto politico di puntare su alcuni temi in chiave elettorale. Se non per una foto col cagnolino di casa, per fortuna sempre di meno. 

    Il parere delle associazioni animaliste

    “Che i politici non facciano l’interesse pubblico non mi stupisce – commenta Carla Rocchi, presidente di Enpa – ma che non sappiano fare neanche i propri è sconcertante. Mentono su tutto, potrebbero almeno toccare anche questi argomenti o proporre punti importanti e che non costano nulla, come l’accesso degli animali di compagnia nelle case di riposo. La mia è una provocazione per dire che questa sciatteria è autolesionistica, perché ignora quanto accade nella società e ignora perfino numeri chiari come le decine di migliaia di contribuenti che ci aiutano con il 5×1000, segno di un’attenzione enorme. Quando pensano agli animali, i dirigenti politici immaginano invece solo i cacciatori, che sono sempre di meno e sempre più anziani. E invece quello degli animali è un tema intimo, casalingo, che tocca milioni di persone. Se lei pensa che sono stata eletta in Parlamento per quattro volte, anche in collegi difficili e quando la sensibilità era ancora più bassa, presentandomi solo con le mie proposte legate alla tutela degli animali e su nessun altro punto, capisce quanto sia grave, anzitutto per gli stessi politici, l’errore di estromettere questi argomenti dal dibattito pubblico”.

    Più ottimista Gianluca Felicetti, presidente della Lav, che da 22 anni propone a ogni elezione un’agenda di priorità a tutti i partiti e ai singoli candidati. E che replica anche quest’anno con l’iniziativa “Anche gli animali votano”, lanciata insieme ad altre 12 associazioni, i cui capisaldi sono stati in gran parte ripresi e integrati in alcuni programmi fra cui quello di SI-Verdi: “Il tema che mi pare uscire con una certa rilevanza, accolto da molti partiti, è quello del Garante nazionale per gli animali – spiega Felicetti – le competenze sulla fauna sono infatti talmente sparpagliate fra tanti ministeri, dalla Salute alla Cultura passando per l’Interno, che è urgente fare come in Spagna e istituire, nel nostro caso alla presidenza del Consiglio, una cabina di regia. Anche alla Commissione Europea si sta andando in quella direzione”. Il problema però è di profondità storica: “Alla politica italiana manca da sempre una politica per gli animali – aggiunge il presidente Lav – anche se noto con un minimo di sollievo che almeno sul fronte degli animali domestici il dibattito, lentamente, sta evolvendo. Sulla fauna selvatica, invece, la narrazione è ancora e sempre di una minaccia. Così si creano animali di serie A e di serie B ma la legge è chiara e per esempio se si propone di inasprire le sanzioni sui maltrattamenti, queste vanno appesantite per tutti i casi”. 

    Sinistra Italiana-Verdi: possesso responsabile

    L’alleanza fra Sinistra Italiana e Verdi è il cartello elettorale che dedica più spazio agli animali, dedicando il punto 10 del programma: “L’Italia che ama gli animali”. Si parla di molte cose. Per esempio, di raggiungere il 30% di aree protette e del 10% a stretta protezione, secondo le indicazioni comunitarie, di abolizione della caccia, di gestione dei siti Rete Natura 2000, di contrasto alla desertificazione. E ancora, di norme per rendere legalmente gli animali “esseri senzienti” “anche nello spirito dell’art. 9 della Costituzione da poco modificato” e di altri aspetti ambientali, come migliorare le capacità gestionali di parchi e riserve nazionali e regionali, di “piani di gestione di specie minacciate” e di reintrodurre il corpo forestale. 

    Per la tutela degli animali, più nello specifico, i rossoverdi propongono un aumento delle pene per reati e maltrattamenti, la realizzazione di strutture e l’istituzione di un numero unico d’intervento e di un Garante nazionale per i diritti degli animali che sistematizzi le diverse competenze ora sparse fra ministeri e dipartimenti. Per gli animali d’affezione si parla inoltre di “possesso responsabile” con promozione alla sterilizzazione e contro il randagismo, lo stop alla vendita online e offline di animali e la “riduzione dell’aliquota Iva su cibo per animali e prestazioni veterinarie, oggi soggetti a tassazione come ‘beni di lusso'”. Per i selvatici, invece, l’abolizione della caccia “che non può essere considerata uno sport” e, oltre a quanto già detto, l’aumento delle sanzioni per il bracconaggio, il divieto di importazione e detenzione di animali esotici, di trofei di caccia e il sostegno alle imprese d’abbigliamento per la riconversione delle produzioni animali. 

    Il programma prevede anche altri punti importanti: per esempio l’attuazione della legge-delega approvata dal Parlamento nel luglio scorso per il superamento dell’uso degli animali in circhi e spettacoli viaggianti, estendendolo ai delfinari, e lo stop all’uso degli animali nelle feste locali, in zoo, acquari, palii, carrozzelle. Molto anche sull’allevamento: si va dal blocco all’apertura di nuovi allevamenti intensivi o all’ampliamento di quelli esistenti alla realizzazione di un programma di riduzione degli animali allevati fino al sostegno in sede europea della proposta legislativa della Commissione UE per l’eliminazione progressiva delle gabbie negli allevamenti in risposta alla mobilitazione internazionale “End the Cage Age”. 

    Ancora: Sinistra Italiana e Verdi propongono altre misure molto sentite come lo stop previsto dalla legge di delegazione europea alla triturazione dei pulcini; la promozione delle scelte alimentari vegetali e la riconversione della produzione alimentare verso prodotti a base vegetale. Ci sono poi l’adesione e il sostegno del Plant Based Treaty a complemento dell’accordo Unfccc/Parigi (sistemi alimentari da adattare ai cambiamenti climatici); la disincentivazione e un migliore disciplina dei trasporti di animali e il completamento dell’avvio del Sistema di qualità nazionale benessere animale, attraverso l’approvazione di standard adeguati e coerenti con il benessere animale per le singole specie allevate con la scelta di un’etichettatura trasparente per il consumatore. Si prevede infine l’introduzione dello stordimento preventivo obbligatorio in tutti i tipi di macellazioni come già deciso da altri Paesi europei. Non manca poi il superamento della sperimentazione animale scientifica.

    Il sondaggio

    L’attenzione all’ambiente è la cosa più importante per i giovani elettori

    di

    Cristina Nadotti

    02 Settembre 2022

    Movimento 5 stelle: abolizione della caccia e cashback veterinario

    Agli animali il Movimento di Giuseppe Conte arriva alla terz’ultima pagina del suo programma, articolato per punti. Si prevede la “progressiva abolizione della caccia a partire dal divieto di accesso ai terreni privati” e il “contrasto al bracconaggio”. Secondo punto: “pene severe per chi commette violenze o maltrattamenti sugli animali”. Terzo punto, un cavallo di battaglia dei pentastellati dell’era contiana: un “cashback veterinario” per ottenere sul conto corrente le detrazioni connesse alle spese veterinarie e per farmaci saldati con metodi elettronici. 

    Pd: diffusione strutture di accoglienza

    Il Pd, come detto, dedica agli animali questo punto: “Tutela del benessere animale – Per tutelare i diritti degli animali rafforzare le sanzioni per il contrasto ai maltrattamenti e potenziare la diffusione delle strutture di accoglienza”. Anzi, in un passaggio si parla di “allevamento e pesca come motori della transizione ecologica”. Nient’altro. 

    Lega: abbassamento Iva su cure e cibo

    Abbiamo già visto in apertura l’unico punto dedicato agli animali nell’accordo quadro del centrodestra. La Lega, nel suo programma specifico, dedica però un punto alla tutela degli animali e al benessere degli animali. Come? Anche in questo caso con l’abbassamento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie e sul cibo per gli animali domestici, con la lotta al randagismo (anche con una commissione parlamentare dedicata), lo stop alla vendita di animali, standard minimi nei canili e inasprimento delle pene per i maltrattamenti. Anche in questo caso fa capolino la figura del Garante nazionale per i diritti degli animali e, punto in effetti originale non visto altrove, la “creazione di una black list che neghi la possibilità a chi ha commesso illeciti nei confronti di animali di poterne detenere altri per un tempo congruo (compatibilmente con il principio rieducativo della pena)”. 

    Fratelli d’Italia: stop alla tratta dei cuccioli dall’Est

    Nel programma di Fratelli d’Italia, appena presentato, un accenno agli animali si trova a pagina 26, in calce al punto dedicato ad ambiente e natura. Prevede al solito di inasprire le pene per i reati contro gli animali e l’organizzazione di “campagne di formazione e informazione sul loro rispetto” così come la necessità di fermare la tratta di cuccioli dall’Est Europa e il “riconoscimento del ruolo sociale e terapeutico degli animali d’affezione”. Si chiude con un generico “tutela delle specie e della biodiversità”. 

    Forza Italia: sostegno all’adozione

    Nel programma pubblicato sul sito ufficiale gli animali vengono citati soprattutto nella parte relativa alla salute, dove si parla di “valorizzazione dell’approccio one health che connetta la salute degli esseri umani, quella degli animali e la salubrità dell’ambiente”, di “sostegno all’adozione degli animali in canili e gattili, inasprimenti di pena per coloro che maltrattano e abbandonano gli animali” e di “promozione della pet therapy a supporto delle persone con fragilità”. Nulla invece sull’argomento nel programma del contenitore di centro “Noi moderati” di Maurizio Lupi, Giovanni Toti e Luigi Brugnaro. 

    +Europa: ridurre la pesca intensiva

    Spazio al benessere animale anche nel programma di +Europa. Ultima pagina del documento, tanto per non smentire la percezione per così dire “accessoria” di alcuni temi. Sette i punti proposti, con un certo peso della pesca, ignorata praticamente da tutti gli altri schieramenti: limitare il trasporto di animali vivi per ragioni legate alle produzioni alimentari nella UE con incentivazione del trasporto dei prodotti semi-lavorati utilizzando la catena del freddo; ridurre la pesca intensiva, vigilare efficacemente sul divieto di utilizzo di sistemi di pesca non sostenibili come spadare e FAD, oltre ad aumentare il controllo e la localizzazione delle flotte al fine di evitare abusi e sconfinamenti nelle acque interdette alla pesca; raggiungere la protezione di un terzo delle aree marine per garantire ripresa e conservazione delle popolazioni ittiche planetarie, oramai ridotte oltre il possibile. 

    Ancora: proibire il finning (l’asportazione delle pinne degli squali a fini alimentari e rigetto dell’animale ancora vivo in mare); ridurre al 10% l’Iva sui trattamenti sanitari e sul cibo per gli animali domestici; contrastare il commercio di animali selvatici e attuare un maggior controllo della cessione di animali domestici, “al fine di evitare fenomeni che non rispettino il benessere degli animali come le puppy farm dell’est Europa” (quindi per +Europa il commercio non va vietato tout court) e “superare, con la prospettiva del divieto, l’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi”. 

    Unione popolare, un garante nazionale dei diritti

    Specificamente agli animali, nel programma della lista dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Potere al popolo, del Partito della Rifondazione comunista e di ManifestA si trova una riga: “Tutela del benessere animale e istituzione del Garante Nazionale dei Diritti degli Animali. Sostegno alle misure proposte dalle associazioni animaliste”. 

    Impegno Civico

    Anche la formazione di Luigi Di Maio si allinea alla proposta, a quanto pare condivisa da molti, dell’istituzione di un Garante nazionale per il benessere e i diritti degli animali, che riassuma in sé molte delle prerogative oggi spalmate su diversi ministeri e dipartimenti. LEGGI TUTTO

  • in

    Le risposte di Europa Verde alle domande sull'ambiente

    LE RISPOSTE DEI PARTITI   Pd | M5s | Azione-Italia Viva | Fratelli d’Italia | Europa VerdeQual è la vostra strategia contro la crisi energetica? LEGGI: KyotoClub 

    Portare le rinnovabili a soddisfare  l’80% del fabbisogno elettrico entro il 2030. Un nuovo Piano energia e clima che sostituisca quello inadeguato e fuori target Ue approvato nel governo Conte 1 su cui la commissione Ue ha mosso forti rilievi. Un’azione straordinaria di investimenti verso il trasporto pubblico per dare una risposta all’emergenza smog e al congestionamento delle città. 

    Siete favorevoli a una legge per il clima? LEGGI: Italy for Climate 

    Approvare una legge sul clima è fondamentale per rendere legalmente vincolanti e aggiornati gli obiettivi climatici, che dovranno coordinarsi con i principali settori economici: industria, trasporti, agricoltura ed edilizia, ed è necessario  coinvolgere le Regioni e i Comuni per attivare nuovi strumenti economici e fiscali per sostenere la transizione climatica. Il piano di adattamento climatico, irresponsabilmente fermo al MITE, va sbloccato. 

    Siete pronti a prendere posizione sul gas e promuovere le rinnovabili? LEGGI: EarthDay

    La crisi climatica e il caro energia che stiamo subendo hanno un responsabile che si chiama idrocarburi ovvero gas. Pianificare la rapida uscita dalla dipendenza dal gas significa costruire un’autonomia energetica basata sulle rinnovabili, lavorare per la pace e far pagare l’energia a basso costo e quindi coniugare giustizia climatica con quella sociale. 

    Vi impegnerete per ridurre la dipendenza dal gas?  LEGGI: Greenpeace 

    Il ruolo di Eni in questi decenni è stato negativo per il nostro paese che ha avuto la responsabilità di portare l’Italia ad essere dipendente dal gas russo, ricordiamo che l’ex A.D. di Eni Paolo Scaroni sosteneva che investire nelle rinnovabili fosse da ubriachi. L’approccio va cambiato e va approvato un piano straordinario sulle rinnovabili che sblocchi le autorizzazioni ferme anche attraverso l’istituzione di un commissario nazionale e sub commissari regionali. Possiamo installare in tre anni 60 GW di rinnovabili. 

    Ridurrete la burocrazia che frena le rinnovabili?LEGGI: Legambiente 

    La crisi climatica mette in discussione il futuro del pianeta, la biodiversità e anche il paesaggio ed è questa la vera emergenza, bocciare impianti eolici in aree portuali non ha nulla a che vedere con la tutela del paesaggio e si rende necessario rivedere i criteri di valutazione delle soprintendenze in materia di autorizzazioni. 

    Cosa farete per evitare speculazioni sulle aree idonee alle rinnovabili?LEGGI: Elettricità Futura 

    Siamo assolutamente d’accordo per evitare ritardi nella realizzazione degli impianti e per mantenere il prezzo dell’energia a basso costo. 

    Come intendete conciliare rinnovabili e tutela del paesaggio?LEGGI: Italia Nostra 

    Il paesaggio è fondamentale e va tutelato, contestualmente dobbiamo interrogarci se impatta di più una centrale a carbone, una turbo gas o un impianto eolico. La crisi climatica ci impone di trovare le soluzioni per garantire energia sostenibile e le rinnovabili ad oggi sono l’unica strada possibile per garantire un futuro al nostro pianeta.

    Cosa farete per sostenere le imprese nella transizione ecologica?LEGGI: Fondazione Symbola 

    Va sostenuto il processo di elettrificazione nel nostro paese specialmente nel settore automotive in linea con quanto previsto nel piano Fit for 55. L’Italia è in grave ritardo e il Pnrr non investe in modo adeguato per affrontare questa sfida. La conversione ecologica deve essere socialmente desiderabile  per questo lavoreremo affinché le risorse europee come quelle del fondo sociale per il clima servano per affrontare anche la transizione industriale e aumentare l’occupazione.

    Come intendete usare il fondo Automotive per la transizione energetica?LEGGI: Motus-E 

    Questa fase di transizione verso l’elettrico è una grande opportunità che in altri paesi europei è stata governata in largo anticipo. Quello che non deve accadere è che con il fondo automotive siano finanziati l’acquisto di auto a benzina e diesel che hanno penalizzato l’acquisto di auto elettriche. Va rivisto il sistema degli incentivi per inserire anche le auto aziendali e a noleggio e costruire un sistema di ricarica capillare nel paese.

    Incentiverete l’innovazione nelle imprese per la transizione energetica?LEGGI: Coordinamento FREE 

    Vanno previsti investimenti per favorire i sistemi di ” energy storage ” per le rinnovabili, va agevolata l’autoproduzione con le comunità energetiche e prevista una fiscalità agevolata per  le industrie e le imprese che investono nella trasformazione ecologica. 

    Che ne pensate di realizzare un istituto pubblico dedicato al Futuro per aiutare i giovani?LEGGI: ASviS 

    La crisi climatica impone di riformare i piani formativi dalle scuole primarie, secondarie, universitarie e di specializzazione per agganciare i giovani alla conoscenza e alla ricerca più avanzata e dare così impulso a nuovi lavori legati alla difesa del territorio, dell’ambiente, dell’innovazione tecnologica e della previsione climatica. Per questo riteniamo fondamentale aumentare le risorse per la ricerca e nella scuola. 

    Quali investimenti prevedete per le nuove aree protette?LEGGI: Wwf

    Le aree protette del nostro paese sono state abbandonate e molte volte osteggiate. Ne corso degli anni le risorse destinate alla gestione dei parchi sono state sistematicamente tagliate, questa tendenza va invertita insieme all’istituzione di nuove aree marine e parchi che porti all’obiettivo europeo del 30% del territorio e del mare ad essere protetto come ad esempio: le Egadi, le Eolie, il Conero, i Monti Iblei. 

    Come vi impegnerete per la biodiversità riguardo a ripristino della natura e pesticidi?LEGGI: Lipu – BirdLife Italia 

    Siamo assolutamente d’accordo sulla legge europea “restoration law” i Verdi in Europa lavorano in questa direzione e siamo preoccupati per il ritardo sul regolamento dei pesticidi. Il nostro paese si è caratterizzato per numerose deroghe nell’uso di pesticidi dannosi per la salute umana e la biodiversità come ad esempio come accaduto con la cloropicrina.

    Come pensate di gestire acqua e suolo per un’agricoltura sostenibile? LEGGI: Slow Food 

    Bisogna approvare una legge contro il consumo di suolo che procede al ritmo di 2 mq al secondo. Va riaffermato che l’acqua è un bene pubblico che non può essere privatizzata e vanno eliminate le perdite del 40% di acqua dalle conduttore fatiscenti, con opportuni investimenti. Va valorizzata e sostenuta l’agricoltura di filiera corta per la tutela delle nostre produzioni storiche e tipiche. 

    Quali misure per una politica integrata che coniughi economia ed ecologia del mare? LEGGI: Marevivo Onlus 

    L’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia per l’assenza di depurazione in molti centri urbani, prevedere la corretta depurazione degli scarichi industriali e civili deve essere una priorità. Lavorare per una pesca sostenibile e restituire alle nostre coste, troppe volte violentate dal cemento, la bellezza originaria. Recuperare l’equilibrio tra mare e fiumi nell’apporto dai sedimenti per rigenerare naturalmente le spiagge dall’erosione marina. 

    Che ne pensate di un piano per efficientare le scuole e le case aiutando le fasce più deboli? LEGGI: Fridays For Future 

    Il superbonus è certamente una misura importante ma che necessità di alcune modifiche. Ad esempio non condividiamo che con soldi pubblici si finanzi la sostituzione di caldaie a gas alimentando ulteriormente la dipendenza da una fonte clima alterante. Il superbonus dovrà essere allargato agli edifici pubblici e scolastici e reso strutturale a partire dalle fasce più deboli che non possono essere messi sullo stesso piano di chi ha redditi elevati.

    A cura di Angelo Bonelli, Co-Portavoce di Europa Verde assieme a Eleonora Evi LEGGI TUTTO

  • in

    Dopo la carne sintetica, arriverà anche il latte prodotto in laboratorio

    Beviamo latte da millenni, e da millenni mangiamo i prodotti derivati dal latte. E ancora oggi ne consumiamo tantissimo in tantissimi: la Fao stima che oltre sei miliardi di persone al mondo consumano latte e prodotti caseari, che rappresentano una quota importante, sebbene variabile da zona a zona, del nostro introito calorico e nutrizionale. Ma perché lo consumiamo da sempre non è detto che il latte sarà sempre presente nella nostra alimentazione e nella nostra cultura. In futuro anzi c’è chi scommette sull’avanzata del latte sintetico.

    Alimentazione

    In laboratorio o vegetale: le alternative alla carne nei supermercati (o al ristorante)

    di

    Serena Gasparoni

    18 Febbraio 2022

    Sì, perché oltre alle alternative vegetali (avena, riso, soia o mandorla) ben note al latte che conosciamo – soprattutto, ma non solo vaccino – da tempo diverse aziende e ricercatori sono al lavoro per mettere a punto latti sintetici. Lo ricorda in sulle pagine di The Conversation Milena Bojovic, ricercatrice della Macquarie University, in Australia, che si occupa proprio di studiare come sta cambiando l’industria del latte.

    Emergenza idrica

    “Una bistecca spreca più acqua di una doccia”: la dieta vegana contro la siccità

    di

    Paola Rosa Adragna

    24 Giugno 2022

    Il latte sintetico, spiega, è un po’ l’equivalente della carne sintetica, e come per la carne, progetti e investimenti nel settore cercano di rispondere al crescente bisogno di trovare fonti alternative di proteine e in generale di cibo più sostenibile per il prossimo futuro.Il latte sintetico, almeno sulla carta, promette di essere un prodotto che risponde a queste esigenze perché non conta per la sua produzione su allevamenti di animali (e tutte le risorse che richiedono), ma su un processo noto come fermentazione di precisione. La produzione del latte sintetico in sostanza parte da microrganismi, che vengono convertiti in produttori delle proteine del latte, facendoli crescere dopo aver inserito i geni necessari alla loro produzione. L’aggiunta di vitamine, grassi, zuccheri e minerali, scrive Bojovic, fa il resto.

    Alimentazione

    In laboratorio o vegetale: le alternative alla carne nei supermercati (o al ristorante)

    di

    Serena Gasparoni

    18 Febbraio 2022

    È un processo, quello della fermentazione di precisione, che si usa da tempo e non solo per i latti sintetici: la leghemoglobina di soia usata per produrre i burger di Impossibile Food è prodotta in questo modo, ricorda l’agenzia per la ricerca scientifica australiana CSIRO. Ma è pur vero che negli ultimi tempi i produttori di latte sintetico si sono moltiplicati, raccogliendo l’interesse anche di produttori tradizionali. Bojovic fa l’esempio di aziende come Eden Brew o Perfect Day, per la produzione di latte, ma anche gelati, presentati in tutto e per tutto uguali a quelli prodotti a partire da derivati animali. LEGGI TUTTO