23 Giugno 2022

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consigliato per te

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    Il Mar Mediterraneo più caldo della media di 4-5 gradi

    È allarme per le temperature sempre più bollenti del Mediterraneo: dal 10 maggio il Mare Nostrum è colpito da un’ondata di calore che ha innalzato la temperatura della superficie marina di circa 4-5 gradi rispetto alla media del periodo 1985-2005, con picchi superiori a 23 gradi. È quanto emerge dai primi risultati del progetto CareHeat (Detection and threats of marine heat waves) finanziato dall’Agenzia spaziale europea (Esa), al quale partecipano per l’Italia Enea e Cnr, quest’ultimo nel ruolo di coordinatore.Nello specifico, il progetto mira a sviluppare nuove metodologie per prevedere e identificare le ondate di calore, comprenderne la propagazione e gli impatti su ambiente, biodiversità e attività economiche, quali pesca e acquacoltura.

    “Con il termine ondate di calore, in inglese marine heat waves (MHW), si intendono situazioni in cui la differenza tra la temperatura superficiale del mare misurata e il valore climatologico, ovvero atteso per quella particolare regione in quello specifico periodo dell’anno, supera una soglia critica per almeno 5 giorni in un’area sufficientemente ampia di mare”, sottolinea Salvatore Marullo del laboratorio Enea di modellistica climatica e impatti.

    “Le attività di ricerca – aggiunge – sono iniziate con lo studio dell’ondata di calore che attualmente interessa il Mediterraneo partendo dall’analisi dai dati satellitari disponibili che per primi hanno rilevato l’anomalia termica, con valori confrontabili con l’ondata di calore del 2003. È dagli inizi di maggio che nell’area mediterranea si registrano temperature ben al di sopra della media stagionale e anche la prima metà di giugno è stata caratterizzata da situazioni meteorologiche tipiche di fasi più avanzate della stagione estiva”. LEGGI TUTTO

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    Re Rebaudengo, Elettricità Futura: “Entro il 2030, 85 Gigawatt di rinnovabili in più. Valgono 470 mila occupati”

    PACE fatta con il ministro Cingolani? “Sì, d’ora in poi lavoreremo insieme al piano che abbiamo appena reso pubblico”. Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, associazione che, all’interno di Confindustria, raccoglie oltre il 70% delle imprese elettriche italiane, pone fine così a una polemica durata settimane. Tutto era nato quando a fine febbraio Elettricità Futura aveva lanciato la sua proposta shock: “Siamo pronti a installare 60 gigawatt di elettricità da fonti rinnovabili nei prossimi tre anni”. Il ministro era stato preso in contropiede, il suo piano, all’interno del Pnrr, prevedeva infatti 70 gigawatt entro il 2030, e aveva bocciato come impraticabile il progetto degli industriali. Arrivando a evocare la “lobby dei rinnovabilisti”. La riconciliazione è andata in scena ieri nel corso dell’assemblea pubblica dell’associazione.

    Presidente Re Rebaudengo come si è passati da una polemica anche molto accesa nei toni alla sintonia delle ultime ore?”Per fortuna ha prevalso il desiderio di lavorare per il Paese, spazzando via le incomprensioni che c’erano state. Tutti abbiamo capito che non c’era più spazio per dibattiti e polemiche, ma che occorreva trovare un progetto per mettere l’Italia al sicuro”.

    In cosa consiste questo vostro nuovo progetto?”Per raggiungere gli obiettivi del RepowerEu, quindi l’ultimo dei provvedimenti energia-clima in Europa e che è una ulteriore evoluzione del Fit for 55 alla luce dei recenti fatti in Ucraina, in Italia dobbiamo fare 85 gigawatt di nuovi impianti rinnovabili. Questo ci permetterà di passare dall’attuale 44% di elettricità prodotta con le rinnovabili all’84% del 2030″.

    La vostra proposta precedente prevedeva 60 gigawatt in tre anni. Ora immaginate un crescita molto più graduale: 5 gigawatt nel 2022, 6 nel 2023, 8 nel 2024, e poi 10, 11 o 12 per ciascun anno successivo fino al 2030. E’ questo approccio che ha convinto il ministro?”E’ vero, questo lavoro ha una visione leggermente diversa rispetto al precedente: ci siamo chiesti qual è lo scenario che centra gli obiettivi europei e al tempo stesso favorisce maggiormente la filiera industriale italiana, e quindi i posti di lavoro? Il nuovo piano, se saremo bravi a realizzarlo, potrebbe creare 470mila posti di lavoro, intercettare investimenti per oltre 300 miliardi, e generare benefici economici complessivi per 345 miliardi. Sarebbe una transizione che darebbe grandissime opportunità al Paese”.

    Il dibattito

    Il nuovo piano per le rinnovabili mette d’accordo Cingolani e Confindustria

    di

    Luca Fraioli

    21 Giugno 2022

    Il ministro Cingolani lo ha definito un piano molto credibile, sottolineando che anche il Mite ha dato il suo contributo.”Confermo: abbiamo lavorato in sintonia con il ministero. Ma mi ha fa piacere anche il consenso trasversale che la nostra proposta ha ricevuto da tutte le forze politiche. Hanno detto che, indipendentemente dalle battaglie che ingaggeranno da gennaio in poi per il voto, questo di Elettricità Futura deve rimanere un piano industriale per il Paese dei prossimi anni. Speriamo che sia così”.

    C’è l’ok del ministro e delle forze politiche. Ma ora cosa manca per trasformare in realtà questi 85 gigawatt di eolico e fotovoltaico?”Qualche semplificazione è stata effettivamente fatta e cominciamo a vedere una accelerazione nelle autorizzazioni. Ma ora dobbiamo assolutamente lavorare con il ministero della Cultura per definire regole d’ingaggio che permettano di salvaguardare il patrimonio culturale e il passaggio, ma anche la necessità di energia. Altrimenti finiremo per tutelare un paesaggio desertico e non quello dell’Italia che conosciamo. L’altro passaggio fondamentale sarà agire sulle Regioni, che entro la fine di quest’anno dovranno presentare l’elenco delle aree idonee agli impianti rinnovabili. E che da subito dovrebbero riorganizzare i loro uffici energia: nei prossimi mesi saranno chiamati a esaminare migliaia di progetti e a rilasciare i relativi permessi. Se non li si adegua immediatamente, con l’attuale forza lavoro disponibile per queste pratiche non ce la faremo mai”. 

    Bollette: “Sbloccare subito 85 miliardi di progetti rinnovabili, per diminuire del 20% le importazioni di gas”

    Luca Pagni

    25 Febbraio 2022

    Avremo un’Italia ricoperta di pannelli fotovoltaici?”Il nostro piano ha bisogno dello 0,3% del territorio nazionale. In Germania hanno appena varato un decreto legge che per il solo eolico destina il 2% del suolo, su un territorio che è di poco più grande del nostro”. LEGGI TUTTO

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    Parte il più importante intervento strutturale a favore del vetro

    L’Italia è uno dei Paesi europei più virtuosi nel riciclo degli imballaggi in vetro. Il tasso registrato nel 2020 è pari al 78,6%, già ben oltre i target fissati dall’Ue per il 2030. A livello territoriale però esiste ancora un divario tra Nord e Sud. Se al Settentrione la media di imballaggi conferiti è di 47,8 kg pro capite, nel Centro-Sud la quantità si abbassa a 40,4 kg, decisamente al di sotto della media nazionale. Ciò fa sì che almeno 300mila tonnellate di vetro riciclabile finiscano nell’indifferenziato, e poi in discarica, con effetti sia ambientali che economici. Fabbricare il vetro da materie prime anziché riciclate comporta consumi maggiori di energia e aumenta le emissioni di CO2. Con più spese (e meno guadagni) per i Comuni.

    Da qualche giorno è partito il più importante intervento strutturale per la raccolta differenziata del vetro. Un piano che prevede un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro, con un focus specifico per il Sud. Questo il cuore dell’accordo firmato che CoReVe (Consorzio per il Recupero del Vetro) e ANCI hanno firmato per rendere il sistema sempre più efficiente, superando le disparità all’interno del Paese. L’accordo comprende due bandi, uno per il Mezzogiorno e uno per il Centro-Settentrione, rivolti ai Comuni convenzionati col Consorzio. Entrambi scadono entro il 30 giugno 2023. Gli enti che vi aderiscono potranno accedere a un finanziamento parziale a fondo perduto, funzionale all’acquisto di attrezzature (mastelli, carrellati, cassonetti, campane, ecc.), all’implementazione di progetti territoriali e alla realizzazione di progetti di comunicazione a supporto della raccolta differenziata di vetro. LEGGI TUTTO

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    Maturità 2022: oggi la seconda prova con le materie di indirizzo diversa in ogni scuola

    Dopo la prova nazionale di italiano, oggi la Maturità diventa fai-da-te: una versione di latino per i classici, un problema di matematica per gli scientifici e prove sulle materie di indirizzo per gli altri istituti diversi in ogni scuola, decisi dalle commissioni. Il compromesso, dopo che il ministro Patrizio Bianchi ha annunciato il ritorno delle prove scritte. Ci fu una sollevazione degli studenti, petizioni e occupazioni (non solo per l’esame), e allora ecco uno seconda prova a misura di programmi effettivamente realizzati dopo due anni di pandemia, tra Dad e quarantene.

    Alle 8.30 la prova è partita. E dalle prime indiscrezioni già escono gli autori latini delle versioni: Tacito, una versione dal “De origine et situ Germanorum”, in un liceo romano.

    La durata, da poche ore a due giorni

    La durata della seconda prova scritta cambia da indirizzo a indirizzo; si va dalla prova in un unico giorno, con durata in genere di 6 ore (ma ci sono quadri di riferimento che possono prevedere anche una durata di 4 ore o una, massima, di 8 ore), alla prova dei licei artistici che dura 3 giorni (6 ore al giorno).  Nei licei musicali e coreutici la prova dura due o più giorni, e comprende una parte scritta/teorica e una performativa.

    Un sorteggio su tre tracce

    I docenti delle varie discipline hanno elaborato tre tracce sulla base, consegnate ieri, delle informazioni contenute nei documenti predisposti dai Consigli di classe. Tra queste proposte sarà sorteggiata quella che sarà svolta da tutte le classi coinvolte. La prova dovrà comunque avere le stesse caratteristiche di quelle ministeriali degli anni passati: due problemi e otto quesiti per la matematica allo scientifico; al classico un testo da tradurre, più tre domande relative all’interpretazione e alla composizione del brano e all’analisi linguistica e stilistica del testo.

    Maturità 2022

    Seconda prova, le materie

    Non ci sarà più la doppia materia nei licei (latin-greco e matematica-fisica) effetto dell’ultima riforma dell’Esame di Stato. Si torna a una sola disciplina, “per il prossimo anno vedremo”, ha detto il ministro Bianchi. 

    Ed ecco tutte le materie che oggi dovranno affrontare i 539mila maturandi nel secondo scritto.

    Liceo classico: latino

    Liceo scientifico: matematica

    Liceo linguistico: Lingua e cultura straniera

    Liceo artistico: diverso a seconda dell’indirizzoLiceo Scienze umane: scienze umaneLiceo Scienze umane opzione economico sociale: diritto ed economia politicaLiceo musicale e coreutico: teoria, analisi e composizione

    Istituti tecnici:

    -amministrazione, finanza e marketing: economia aziendale;-relazioni internazionali per il marketing: economia aziendale e geo-politica;-meccanica, meccatronica ed energia: impianti energetici, disegno e progettazione;-indirizzo turistico: discipline turistiche e aziendali;-trasporti e logistica: logistica;-elettronica ed elettrotecnica: elettronica ed elettrotecnica;-informatica e telecomunicazioni: informatica e sistemi e reti;-agrario: trasformazione dei prodotti;-moda: ideazione e progettazione prodotti;-grafica e comunicazione: progettazione multimediale

    Istituti professionali:

    -agricoltura: economia agraria e dello sviluppo territoriale;-servizi socio sanitari: igiene e cultura medico-sanitaria;-alberghiero/ enogastronomia: scienza e cultura dell’alimentazione;-accoglienza turistica: diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva;-servizi commerciali: tecniche professionali dei servizi commerciali

    Maturità, le tracce più gettonate: uno su cinque ha scelto il tema sull’iperconnessione, il 18% il testo di Segre e Colombo

    di

    Ilaria Venturi

    22 Giugno 2022

    I commissari: così le correggeremo

    E’ indubbio che, nonostante le griglie del ministero, la seconda prova rischia di essere disomogenea nel grado di difficoltà da istituto a istituto. Anche per questo è stato attribuito un punteggio molto basso: al massimo i candidati potranno prendere 10 punti, contro i 15 del tema di italiano e i 25 dell’orale. I docenti hanno dubbi sulla valutazione: “quello della correzione è stato senz’altro uno dei temi al centro delle discussioni. Abbiamo preso in mano la griglia di correzione proposta dal ministero e abbiamo concordato delle linee condivise”.

    Maturità, Parisi: “Non mi sembra che i politici abbiano ascoltato il mio discorso. Spero di più negli studenti”

    di

    Elena Dusi

    22 Giugno 2022

    Maturità, Liliana Segre: “Un segnale importante per i ragazzi”

    di

    Zita Dazzi

    22 Giugno 2022 LEGGI TUTTO