16 Giugno 2022

Daily Archives

consigliato per te

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    Ogni anno 25mila tartarughe marine finiscono nelle reti

    Il Mediterraneo si scalda e si riempie di rifiuti. Ogni anno, 570 mila tonnellate di plastica si riversano in mare, impattando su tutte le fasi del ciclo vitale delle specie di tartarughe marine, che nella lista Rossa della Iucn, compaiono come a rischio di estinzione.

    Sono oltre 150mila le tartarughe che vengono catturate accidentalmente da ami da pesca, lenze e reti e oltre 40mila muoiono. Solo in Italia, ogni anno 25mila vengono catturate da reti a strascico. La foto impietosa la scatta il report del Wwf, pubblicato nella Giornata mondiale delle tartarughe marine.

    Il dossier racconta vita e minacce di questa specie, ma anche tutti i progetti che l’associazione porta avanti e i risultati ottenuti per la loro tutela. Il Wwf Italia si occupa della conservazione delle tartarughe marine da oltre 25 anni, lo fa attraverso un’ampia attività di ricerca, monitoraggio, tutela dei nidi, recupero e riabilitazione di tartarughe grazie a specifici progetti approvati ed autorizzati dal ministero dell’Ambiente. 

    Il Mediterraneo ospita tre specie di tartaruga marina: comune (Caretta caretta), verde (Chelonia mydas) e liuto (Dermochelys coriacea). Nidificano soprattutto sulle coste orientali del bacino, anche se la Caretta caretta è nidifica regolarmente lungo le coste (soprattutto nelle regioni meridionali). Negli ultimi cinque anni (2016-2021) è stato registrato un aumento nel numero dei nidi che, tuttavia, rappresentano solo alcune decine di unità dei circa 8 mila dell’intero Mediterraneo. I mari intorno all’Italia, invece, rivestono una grande importanza per la popolazione di Caretta caretta del bacino: quello Adriatico, per esempio, è importante area di alimentazione per la specie.

    Biodiversità

    Cos’è il ”bycatch” e come possiamo salvare gli animali dalla pesca accidentale

    di

    Cristina Nadotti

    09 Aprile 2022

    Le attività di monitoraggio sono cresciute negli ultimi anni grazie anche al progetto Life Euroturtles e, ogni estate, coinvolgono centinaia di volontari che, affiancati da operatori esperti, hanno non solo collaborato nella ricerca delle tracce lasciate sulle spiagge dalle tartarughe marine, ma anche nella successiva tutela dei nidi. Queste operazioni hanno coinvolto più di 100 volontari che ogni anno percorrono a piedi circa 5.000 km di spiagge.

    In tutt’Italia, solo nel 2020, gli operatori e volontari sono intervenuti su 108 nidi da cui sono emersi più di 5mila piccoli che hanno raggiunto il mare. La maggior parte dei nidi sono stati identificati in Sicilia, 81, seguita dalla Calabria con 26 e dalla Basilicata con un nido. Il risultato è particolarmente significativo se si pensa che nel 2019 i nidi ritrovati erano stati 46, 26 nel 2018. LEGGI TUTTO

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    Viva Tech. Perché è un bene che l'economia circolare ad alta tecnologia stia diventando scontata

    PARIGI – “Questo è solo un prototipo, la versione per il mercato è più piccola, ma non c’è alcun dubbio che apparecchi del genere siano il futuro”. Thibaut Praider, fondatore di La Grangette di Avignone, lo racconta mostrando con orgoglio la sua serra idroponica capace di soddisfare il fabbisogno di un’intera famiglia. La sua è una delle 2000 aziende di 30 diversi Paesi che si sono date appuntamento a Viva Tech, fiera parigina alla sua sesta edizione che tenta di archiviare la pausa forzata dello scorso anno. Fra mobilità smart, lavoro e lavori del futuro, startup europee valutate oltre il miliardo di euro, stavolta uno dei temi fondamentali è la corsa al taglio totale delle emissioni.
    Per i saloni del Paris Expo di Porte de Versailles, nelle edizioni scorse, sono passati nomi di peso. Fra gli altri Tim Cook, amministratore delegato di Apple e Eric Yuan, fondatore di Zoom, fino a Mark Zuckerberg, capo di Meta e Brad Smith, presidente di Microsoft o ancora Luca Parmitano, astronauta italiano in forza all’Agenzia spaziale europea (Esa). Quest’anno si vola un po’ più basso, malgrado non manchino personalità di rilievo. Basti pensare a Vitalik Buterin, fondatore di Ethereum e Evan Spiegel, il “padre” di Snapchat. Senza dimenticare il ritorno di Garry Kasparov, ex campione di scacchi e oggi ambasciatore di Avast Security e Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno, che qui è di casa.

    L’oggetto

    Click and Grow: un seme e un led, poi cresce il rosmarino

    di

    Jaime D’Alessandro

    13 Febbraio 2021

    Di crisi climatica ne parlano tutti, molti padiglioni hanno del verde al loro interno, e in tanti propongono una formula per affrontare la crisi climatica con tecnologie note e meno note. La coltivazione idroponica di Praider e di La Grangette ad esempio non è una novità. In Estonia Mattias Leep ha costruito Click and Grow su questa tecnica, che impiega solo il 10% dell’acqua utilizzata dall’agricoltura tradizionale, e oggi vende serre in tutto il mondo. A San Francisco c’è invece Plenty, in Italia The Circle che dall’idroponica è passata all’acquaponica, sistema di coltivazione circolare che usa come concime gli escrementi dei pesci d’acqua dolce, con l’idea che nulla debba essere sprecato nell’economia di domani. Il tutto gestito grazie a sensori e algoritmi. LEGGI TUTTO

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    Le ragnatele intrappolano anche le microplastiche: uno studio

    Se le microplastiche viaggiano nell’aria – arrivando dalle strade, dagli oceani e da terra – perché non provare a catturarle, magari sfruttando rivelatori naturali già presenti sul campo? È stata questa l’idea dietro il progetto di alcune ricercatrici e studenti della University of Oldenburg, in Germania, che hanno pensato di utilizzare come stazione di monitoraggio […] LEGGI TUTTO