15 Giugno 2022

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consigliato per te

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    Parchi eolici: la guida turistica di Legambiente

    Una fonte di energia antica e con la più bassa impronta di carbonio. Eppure, l’elettricità prodotta dal vento resta inaccessibile a gran parte dei cittadini, così legata alle condizioni ambinetali dei territori. Solo il 15% dell’energia consumata in Europa arriva infatti dal settore eolico e soddisfa i bisogni di circa 87 milioni di famiglie. Per questo il 15 giugno, Giornata mondiale del Vento – il Global Wind Day – è considerata anche un’occasione per ripensare a questa fonte di energia rinnovabile coinvolta nel tema di grande attualità della Transizione ecologica. In Italia al centro degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Basta pensare che secondo le stime fatte nel 2021 da Irena (l’Agenzia internazionale delle rinnovabili) proprio l’eolico sarà una delle più importanti fonti di energia entro il 2030 arrivando a fornire il 24% del fabbisogno di elettricità.

    Dalle montagne liguri a Matera

    Per ricordare la Giornata Mondiale del Vento, Legambiente ha presentato la seconda edizione della Guida turistica dei Parchi eolici italiani. Dalle montagne liguri affacciate sul mare a Matera, dalle colline moreniche di Verona al Fortore molisano, seguendo i colli toscani e siciliani, le aree interne e i piccoli paesi abruzzesi, molisani e campani. E ancora alla scoperta dell’innovazione con il primo impianto eolico in mare a Taranto e il primo parco cooperativo a Gubbio (Perugia), fino alle torri e alle installazioni artistiche nell’altopiano dell’Ogliastra (Nuoro): il turismo è spinto dal vento nella guida di Legambiente.

     Nel 2022, spiega la ong ambientalista, arrivano a diciotto i parchi eolici mappati in undici regioni italiane, raccontati in un volume e sul sito parchidelvento.it con cartine interattive e informazioni turistiche. La prima guida al mondo dedicata al turismo eolico. “L’obiettivo è invitare a scoprire territori affascinanti, spesso esclusi dai circuiti turistici più frequentati, osservando da vicino le moderne macchine che producono energia dal vento, indubbiamente tra i laboratori più interessanti della transizione energetica”, spiega Legambiente.

    Rinnovabili

    L’energia eolica nasce anche da aquiloni grandi come vele

    di

    Deborah Ameri

    26 Maggio 2022

    “In questo periodo si parla molto di rinnovabili – osserva Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – Su queste bisogna puntare per rendere il nostro sistema energetico libero da carbone, petrolio e gas e da qualsiasi dipendenza dall’estero. Si discute molto anche del tema di come integrarle al meglio nel paesaggio, specie in un paese come l’Italia, ricco di risorse culturali e ambientali. Questa guida – spiega Ciafani – racchiude esempi virtuosi che dimostrano che l’eolico può essere fatto bene e integrarsi perfettamente nel paesaggio, con il consenso delle comunità e diventando un valore aggiunto anche in chiave turistica. Per questo è necessario far crescere gli impianti a terra e in mare, con procedure che premino la qualità e la partecipazione dei territori”.

    In Italia

    Nel nostro Paese, il 90% delle turbine si trova nelle sei regioni del Meridione: ogni regione ha una capacità superiore a 1GW, la Puglia arriva a 2,7GW. Le maggiori potenzialità per l’eolico sono in Sicilia, Puglia, Sardegna. Secondo l’Anev (l’associazione nazionale energia dle vento) l’Italia proprio grazie alla sua esposizione nel Mediterraneo, con l’eolico potrebbe produrre energia per quasi 2 milioni di famiglie. LEGGI TUTTO

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    CO2alizione Italia: oltre 60 aziende cambiano statuto per la neutralità climatica

    Oltre 60 aziende italiane si uniscono per azzerare l’impatto sull’ambiente e “vincere una sfida che va oltre la nostra generazione” inserendo la neutralità climatica fra le finalità d’impresa. Si chiama CO2alizione italia, l’iniziativa a cui hanno aderito le imprese italiane da Snam a Fileni, dal Gruppo Hera a Mutti – solo per citarne alcune – […] LEGGI TUTTO

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    L'aumento della temperatura facilita la diffusione delle zecche in montagna e nel mondo

    L’aumento della temperatura globale ha risvolti imprevisti anche nella diffusione di fastidiosi antropodi, le zecche, che possono danneggiare la salute degli ignari turisti e degli abitanti delle zone alpine interessate dal fenomeno. Un campanello d’allarme eccessivo? Forse, ma qualche invito alla prudenza è stata lanciato dalle autorità sanitarie di alcune regioni alpine italiane spiegando che le condizioni climatiche di quest’anno sono particolarmente favorevoli per la diffusione delle zecche.

    Le cause della diffusione

    L’inverno mite e la primavera con temperature elevate hanno favorito la diffusione delle zecche e il proliferare in anticipo di qualche settimana rispetto alla norma delle zone alpine. Questi due fenomeni significano molti più esemplari in circolazione e, dunque, occorre fare più attenzione e assumere comportamenti prudenti.

    Quali malattie possono provocare le zecche?

    Il loro morso è pressoché indolore, ma può provocare alcune malattie, come la ticket born encephalitis (Tbe) e la malattia di Lyme (entrambe trasmesse principalmente dalla zecca dei boschi). Per contrastare il fenomeno dal 2019 la Regione Veneto garantisce la vaccinazione gratuita anti-encefalite da zecche (Tbe) su richiesta per tutte le persone residenti nell’Azienda Ulss 1 Dolomiti, ossia la Provincia di Belluno. Nel resto del territorio regionale è offerta gratuitamente ai soggetti appartenenti ad alcune categorie a rischio, quali volontari del soccorso alpino e volontari della Protezione Civile. Nelle zone a moderata e bassa endemia delle altre Ulss del Veneto, verrà resa disponibile ad un prezzo agevolato, di 25 euro a dose.

    Clima, in 12 anni raddoppiati i casi di malattia di Lyme

    Oltre una persona su 7 nel mondo ha contratto la malattia di Lyme, trasmessa dalle punture di zecche e con il caldo che avanza la malattia si espanderà sempre di più nel mondo. E in 12 anni sono raddoppiati i casi di contagio a causa del cambiamento climatico. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Global Health.

    Morbo di Lyme, i sintomi della malattia di cui soffre Justin Bieber

    di

    Valeria Pini

    09 Giugno 2022

    Come avviene il contagio?

    Quando una zecca infetta morde un animale o un individuo può trasmettere un batterio chiamato Borrelia burgdorferi, la causa principale della malattia di Lyme, che deve il nome all’omonima cittadina americana dove venne descritto nel 1975 il primo caso. I sintomi, tra cui febbre, mal di testa, eruzione cutanea e debolezza, possono comparire da giorni a settimane dopo il morso. La malattia nella maggior parte dei casi può essere trattata con somministrazione di antibiotici ma senza un intervento l’agente patogeno può causare danni di lunga durata e infiammazioni in tutto il corpo.
    ???????Attenzione alle #zecche quando camminate in boschi e prati. Possono trasmettere #TBE e malattia di Lyme: ?? vestitevi con abiti coprenti?? applicate repellenti a base di DEET?? dopo ogni escursione controllate tutto il corpo. Per saperne di più https://t.co/94m5oymgTE pic.twitter.com/IBZl25nCJS— Azienda provinciale per i servizi sanitari Trento (@ApssTn) June 14, 2022

    Yan Dong della Kunming Medical University in Cina ha analizzato i dati di 89 studi condotti tra gennaio 1984 e dicembre 2021. Questi includevano campioni di sangue di un totale di oltre 150.000 individui. I ricercatori hanno poi preso in considerazione nel dettaglio la presenza di anticorpi contro B.burgdorferi nel sangue, che segnalano un’infezione della malattia di Lyme. I dati hanno permesso di disegnare una mappa aggiornata e hanno rivelato che il tasso globale di infezione da malattia è del 14,5%.

    L’analisi ha individuato tre aree con il più alto tasso di malattia di Lyme: Europa centrale (20,7%), Asia orientale (15,9%) ed Europa occidentale (13,5%). I tassi più bassi erano nei Caraibi, nell’Asia meridionale e in Oceania (tutti sotto il 5%), mentre il Nord America aveva un tasso di infezione di poco superiore al 9%.

    Allarme zecche. Ecco come difendersi da questi parassiti

    di

    Priscilla Di Thiene

    05 Giugno 2022

    La revisione ha anche mostrato che le infezioni da malattia di Lyme sono diventate più comuni nel tempo. Il clima con temperature sempre più elevate, infatti, può permettere e favorire alle zecche di diffondersi in nuove regioni e prolungare la loro durata di vita, aumentando le potenzialità di trasmettere agenti patogeni.

    “I nostri risultati indicano che la prevalenza di B.burgdorferi nel 2010-2021 è stata superiore a quella del 2001-2010”, scrivono gli autori della ricerca medica, osservando che estati più lunghe, inverni più caldi e cambiamenti nelle precipitazioni potrebbero giocare un ruolo significativo nella distribuzione delle zecche. Un motivo in più perché i governi rispettino gli accordi di Parigi sul clima e non ritardardino negli impegni presi. LEGGI TUTTO

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    Scuola, effetto dad: alle superiori per la prima volta i bocciati del secondo anno superano quelli del primo

    Le bocciature al superiore tornano ai livelli pre Covid. Ieri, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato i dati analitici degli scrutini dell’anno scolastico 2020/2021, il secondo dell’era Covid. E dopo appena un anno di tregua, determinato dalle promozioni ope legis imposte nel 2020 dall’allora ministra Lucia Azzolina per tenere conto dell’anno scolastico trascorso per lunghi periodi in Dad (la didattica a distanza), le studentesse e gli studenti costretti a ripetere l’anno scolastico tornano ad assumere valori preoccupanti: l’8,3%, pari a circa 180mila alunni. Lo stesso valore percentuale dell’estate 2019, quando la pandemia era probabilmente soltanto un tema da racconto distopico.

    Il disagio dei giovani in Dad: “Stanchi dello schermo che rifletteva sempre il nostro viso”

    di

    Viola Giannoli

    20 Maggio 2022

    Il rinvio della resa dei conti

    E spulciando i dati messi a disposizione da viale Trastevere si intuisce che l’abolizione delle bocciature di due anni fa ha solo rinviato la resa dei conti con le lacune accumulate dagli studenti più fragili. Perché per la prima volta i bocciati che frequentavano la seconda classe nel 2021 hanno superato, e non di poco, quelli in prima: il 10,5% contro l’8,5% delle matricole. Nella secondaria, è stata sempre la prima la classe il vero scoglio da superare, con percentuali di bocciature sempre superiori alle altre classi: nel 2018 furono il 13,1%, un valore maggiore di cinque punti rispetto ai respinti in seconda. Ma nel 2021 la quota di non promossi in seconda ha superato quella dei bocciati in prima.

    Le lacune accumulate

    Secondo Antonello Giannelli “si tratta del ripristino delle prassi didattiche pre Covid”. Le lacune accumulate durante la pandemia sono venute al pettine appena si è ripristinata la normalità? Le scuole avrebbero dovuto operare diversamente? “Sicuramente la prima affermazione ha un che di vero. Credo – continua Giannelli – che sarebbe stato utile puntare maggiormente sulle attività di recupero, finanziandole maggiormente”. La stoccata, questa volta, è rivolta al ministero direttamente. Le bocciature rappresentano una parte della cosiddetta dispersione scolastica, che in Italia è ancora tre punti al di sopra della media europea.

    L’Istat su scuola e pandemia: “Il 67% degli studenti boccia la Dad. E uno su due ha smesso di frequentare gli amici”

    04 Maggio 2022

    Troppi abbandoni

    L’ultimo dato pubblicato dalla banca dati della Commissione europea sui giovani di età compresa fra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato prematuramente gli studi, rimanendo al più con il diploma della terza media, accredita il nostro Paese di un 12,7% nel 2021. La media Ue27 è pari al 9,7%. La Francia è al 7,8%, la Germania all’11,8%. Ma la dispersione costituisce anche un aggravio per le casse delle stato. Perché, quasi sempre, un ragazzo bocciato ripete l’anno. Prendendo come base di calcolo il Costo Medio Studente, utilizzato dal ministero per la ripartizione dei contributi statali alle scuole paritarie, pari a 8.736 euro a studente, il costo delle bocciature si aggira attorno a 1,57 miliardi di euro all’anno. Se, in altre parole, tutti gli studenti frequentanti fossero promossi, a giugno o a settembre, non avrebbero bisogno di ripetere l’anno e si risparmierebbe oltre un miliardo e mezzo di euro all’anno.  LEGGI TUTTO

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    Lo sconto per il fotovoltaico da balcone vale anche per il condizionatore

    Fotovoltaico prêt-à-porter. Premiati dal fisco non solo i grandi impianti ma anche quelli mini da balcone o da mettere sotto la finestra, che entrano subito in funzione e si possono comprare con lo sconto in fattura del 50%. In tempi stretti, dunque, si può risparmiare sulla bolletta, a partire da quella per i climatizzatori. Anche con questi pannelli, poi, si può approfittare del bonus mobili per rinnovare gli arredi e gli elettrodomestici.

    Bolletta giù e sconto sull’acquisto

    Nell’ottica di una progressiva riduzione dell’uso del gas, il pannello da balcone è oggi più che mai una delle opzioni da prendere in considerazione. Si può abbattere la bolletta elettrica di un minimo del 25%, ma anche di più se si cambiano le proprie abitudini di consumo. Acquistando gli impianti con lo sconto in fattura del 50 per cento di fatto si può rientrare nell’investimento in circa tre anni. È anche possibile ottenere i pannelli a costo zero se si accetta di cambiare gestore. In questo caso, infatti, l’altra metà della spesa viene rimborsata a rate, sotto forma di sconto sulla bolletta.

    Energia

    Pannelli solari da balcone contro il caro bollette

    di

    Fiammetta Cupellaro

    07 Giugno 2022

    I pannelli plug&play

    I pannelli da balcone hanno una taglia di base di 400W, sono di installazione semplice e si collegano alla rete elettrica direttamente, tramite una spina dedicata. Sono quindi in grado di produrre immediatamente energia per i consumi di casa, limitando il ricorso alla rete. Chiaramente dal momento che la produzione del pannello avviene esclusivamente durante le ore di insolazione, il risparmio si ottiene solo in questa fascia oraria. L’energia autoprodotta che non si consuma, invece, passa alla rete. Altrimenti per avere l’energia prodotta sempre disponibile si devono aggiungere le batterie per l’accumulo. Questa opzione ovviamente fa salire i costi, ma merita comunque di essere valutata. Per i mini impianti entro gli 800W, infatti, non è prevista la possibilità di accedere alla procedura di “scambio sul posto” che prevede che il GSE riconosca un contributo economico per l’energia ceduta in rete.

    Il check sui consumi

    Per decidere quale sia la taglia giusta per l’impianto, ovvero se conviene aggiungere il sistema di accumulo si devono quindi valutare esattamente i consumi, gli orari di picco e le proprie abitudini. Se si utilizzano molto i condizionatori, ad esempio, anche un impianto piccolo può essere un valido aiuto dato che l’energia prodotta durante il giorno andrà proprio ad assicurare la copertura dei consumi dei climatizzatori per il raffrescamento estivo e la funzione di riscaldamento nelle ore meno fredde dell’inverno, di supporto o in sostituzione della caldaia a gas. Questa ad esempio può essere una soluzione ottimale per le seconde case, in quanto con una piccola spesa si abbatte la bolletta proprio nel periodo in cui la casa si usa di più, e quando c’è la maggior durata di ore di sole. 

    No al fai da te per la detrazione

    Sempre per quel che riguarda i costi, considerando la facilità d’installazione dei pannelli, va comunque sempre esclusa l’installazione fai da te. Per ottenere le agevolazioni fiscali per i sistemi di produzione di energie rinnovabili, infatti, è necessario che venga installato un vero e proprio impianto e che, di conseguenza, sia prevista la certificazione per la sua messa a norma. Senza il ricorso al personale qualificato l’agevolazione non spetta. Dare un’occhiata alle offerte del proprio gestore di energia può essere utile da questo punto di vista proprio per avere un’idea dei costi effettivi chiavi in mano.

    Con il pannello lo sconto sulla cucina

    Infine, cosa da non sottovalutare, anche scegliendo lo sconto in fattura è possibile usufruire del bonus mobili, con un tetto, per quest’anno, ancora fissato a 10.000 euro. Si può così valutare di abbinare al pannello l’acquisto di nuovi elettrodomestici, e magari anche della cucina con i fornelli ad induzione, in vista di un sempre minor uso del gas. LEGGI TUTTO