7 Giugno 2022

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    Il futuro della pubblica amministrazione in scena a Ivrea

    Il 95% degli 11mila data center su cui poggia la pubblica amministrazione in Italia “presenta carenze nei requisiti minimi di sicurezza, affidabilità, capacità elaborativa ed efficienza”. Questo è quanto ha rilevato il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e che fotografa una situazione per la Pubblica Amministrazione sulla quale non sono più procrastinabili gli investimenti. Sulla digitalizzazione, ad esempio, il governo destinerà oltre 6,7 miliardi. Di questo e molto altro si parlerà giovedì 9 giugno (dalle 10.30 alle 12.30) al teatro Giacosa di Ivrea e in live streaming durante il nuovo appuntamento di City Vision Talk Smart PA, in cui amministratori, esperti e aziende dialogheranno sulle opportunità e sui casi studio a cui ispirarsi per migliorare i servizi e la comunicazione quotidiana tra enti e cittadini.

    L’appuntamento a Ivrea del 9 giugno è il terzo finora organizzato nel 2022 da City Vision, un progetto di Blum. Business as a medium e Padova Hall. City Vision Talk Smart PA è in collaborazione con Anci Piemonte e ha il patrocinio di Città di Ivrea, Città metropolitana di Torino e Confindustria Canavese. “A Ivrea – ha dichiarato Domenico Lanzilotta, direttore editoriale di City Vision – avremo modo di raccontare il modello di una città da sempre associata all’innovazione tecnologica e sociale. Parleremo dell’occasione storica del Pnrr anche per la transizione digitale della Pubblica Amministrazione e porteremo i casi di comuni che sfruttano app e piattaforme per informare i cittadini in un modo smart e soprattutto accessibile”.

    Tra gli ospiti di City Vision Talk Smart PA ci sarà Chiara Daneo del Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, Emanuele Albarello, assessore ai Servizi alla persona del Comune di Dogliani, Francesco Di Lorenzo, assessore all’Innovazione del Comune di Nichelino, Fabio Checchi, Key Account Manager B2G Enel X, e Quang Ngo Dinh, amministratore delegato di Olivetti. A moderare il panel ci sarà Michele Pianetta, vicepresidente all’Innovazione di Anci Piemonte, che ha commentato dicendo: “Siamo contenti che una manifestazione prestigiosa quale City Vision faccia tappa in Piemonte. Una PA efficiente e moderna deve supportare cittadini e imprese con servizi accessibili e all’altezza delle aspettative. Come ha ricordato il ministro Colao, il digitale può accorciare la distanza tra i cittadini e la PA, ma il processo di digitalizzazione non è affatto semplice”.

    Al Teatro Giacosa City Vision dedicherà il focus iniziale sul territorio eporediese: Stefano Sertoli, sindaco di Ivrea, e Paolo Conta, presidente del Gruppo ICT di Confindustria Canavese, dialogheranno con il direttore editoriale di City Vision, Domenico Lanzilotta. Ci sarà poi spazio anche per discutere di come le Pa stanno cambiando voce, utilizzando social e piattaforme: ne parleranno Sonia Cambursano, consigliera Città metropolitana di Torino, Cristina Ghiringhello, direttrice di Confindustria Canavese e imprenditrice della gentilezza, Fabio Malagnino di PA Social e Loris Marchisio, direttore generale Acli Cuneo. A moderare il panel ci sarà la giornalista Silvia Pagliuca. LEGGI TUTTO

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    Pannelli solari da balcone contro il caro bollette

    Il fotovoltaico da appartamento, basta metterlo sul balcone e si risparmia sulla bolletta e si aiuta l’ambiente. La tecnologia esiste e allora Legambiente ed Enel X hanno lanciato una campagna di crowfunding #unpannelloinpiù per dare alle famiglie in difficoltà la possibilità di mettere sul proprio balcone il pannello e risparmiare energia. In Italia, l’8% delle famiglie non può permettersi un servizio di riscaldamento soddisfacente, e non riesce a di accedere ai servizi energetici di base. Secondo i dati dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica infatti circa 4 milioni di famiglie italiane spendono più del10% del loro reddito per pagare i servizi energetici di base. La crisi energetica e il caro bollette hanno complicato ancora di più la situazione. 

    Campagna itinerante

    La donazione si potrà fare sul sito di Legambiente e sarà aperta non solo a singoli donatori ma anche ad imprese e associaizoni. L’inziiastiva è accompagnata da una campagna itinerante che dall’8 al 27 giugno farà tappa in nove città italiane – Napoli (8 giugno), Brindisi (10 giugno), Palermo (13 giugno), Roma (15 giugno), Cagliari (18 giugno), Firenze (21 giugno), Torino (23 giugno), Milano (25  giugno), Bologna (27 giugno) con una serie di appuntamenti per sensibilizzare su tutti gli strumenti esistenti per ridurre i costi in bolletta, tra cui il ruolo del solare fotovoltaico nella lotta contro la povertà energetica, ma anche comunità energetiche, bonus sociali e sharing economy. 

    Le disuguaglianze sociali

    “Con la campagna #UnPannelloInPiù che ci vede al fianco di Enel X – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – vogliamo offrire una risposta concreta al caro bollette e alle disuguaglianze sociali. Negli ultimi mesi il tema dell’aumento delle bollette e il conflitto in corso tra Russia e Ucraina hanno generato molta preoccupazione soprattutto per le famiglie che non godono di un reddito elevato. Dare alle famiglie un contributo economico per pagare la bolletta sarebbe una soluzione risolutiva nel breve termine. Per questo è fondamentale, da un lato, che il governo acceleri lo sviluppo delle fonti rinnovabili per sostituire le fossili, velocizzi l’autorizzazione di grandi impianti industriali e definisca delle regole per realizzare le comunità energetiche. Dall’altro lato è importante dare ai cittadini anche una soluzione di welfare strutturale con strumenti per l’autoproduzione da energie rinnovabili e in grado di portare benefici duraturi, sia dal punto di vista economico e sociale che di salvaguardia dell’ambiente, contrastando anche la povertà energetica che già prima della pandemia riguardava oltre 2,2 milioni di famiglie nel nostro Paese”. 

    “Enel X è fermamente convinta che la sostenibilità può essere davvero accessibile a tutti solo se ognuno di noi ha a disposizione gli strumenti per essere protagonista della transizione energetica. Questo significa anche estendere a quante più persone la possibilità di godere dei benefici che derivano dalle azioni sostenibili. Il pannello fotovoltaico da appartamento Plug&Play, rappresenta l’esempio perfetto di questa filosofia” dichiara Andrea Scognamiglio, Responsabile Globale e-Home di Enel X “L’iniziativa #UnPannelloInPiù nasce con questo spirito e con lo stesso principio del caffè sospeso: anche un solo pannello in più può fare la differenza e ognuno di noi lo può donare dando un contributo per aiutare le famiglie in povertà energetica, facendo risparmiare loro fino al 25% l’anno in bolletta per i prossimi 20 anni. Siamo felici di poter supportare Legambiente in questa iniziativa solidale ed energetica donando anche i primi 50 pannelli e contiamo sull’apporto di tutte le persone per renderla un successo”.

     I benefici per l’ambiente

     Il fotovoltaico da appartamento, che si istalla fuori da balconi o finestre e non ha bisogno di autorizzazioni, evita l’immissione in atmosfera di 145Kg di CO2 all’anno, equivalenti alla quantità di CO2 assorbita da circa 10 alberi. Se solo il 20% degli appartamenti si dotasse di un pannello fotovoltaico sul proprio balcone o finestra, si eviterebbe l’immissione in atmosfera di oltre 600mila tonnellate di CO2 all’anno, pari a quella assorbita da una foresta di circa 35 milioni di alberi.Questo gesto contribuirebbe a risparmiare circa 225 milioni di metri cubi di gas importato dall’estero ed equivarrebbe a installare 1,6 GW di nuova potenza fotovoltaica, più della metà dell’obiettivo del Green Deal fissato per il 2022 in Italia. LEGGI TUTTO

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    Salvare il Pianeta ora conviene

    Se la sostenibilità era in cerca di un popolo, l’ha trovato al Festival di Green & Blue. Per due giorni al Teatro Parenti di Milano si sono incontrati ambientalisti e aziende, sindaci e ministri, scienziati e visionari. Abbiamo scoperto che c’è una rete di famiglie che si organizza ogni giorno per arrivare all’obiettivo dei rifiuti zero; e abbiamo incontrato esploratori che pedalano in Siberia o remano sui fiumi della Cina solo per raccontare gli effetti del cambiamento climatico. Abbiamo ascoltato i migliori progetti fatti su carta nelle scuole da diciassettenni che si presentano già come amministratori delegati di startup che un giorno potrebbero migliorare le cose; e abbiamo ammirato i progetti già realizzati dai nostri migliori architetti per avere città sostenibili. Ma soprattutto abbiamo capito che la sostenibilità non è un settore, una nicchia, ma un nuovo modo di vivere e guardare al mondo. Qualcosa che attraversa ogni aspetto della nostra vita per arrivare anche alla moda, al cibo, al calcio, all’arte. 

    Editoriale

    Sempre dalla stessa parte

    di

    Riccardo Luna

    02 Giugno 2022

    Il ministro Enrico Giovannini, che della sostenibilità è da tempo un alfiere, ha citato uno studio pubblicato con altri scienziati qualche anno fa: “Say goodbye to capitalism, welcome to the republic of wellbeing”, dite addio al capitalismo, benvenuta repubblica del benessere. Diceva, nel 2015, una cosa che oggi appare evidente ai più: il capitalismo, l’idea di uno sviluppo senza limiti, che non tenga conto degli effetti sul pianeta e sulle persone, non ha più senso. Il prodotto interno lordo, che regge ancora l’attuale sistema economico mondiale, è un indice riduttivo e fuorviante del benessere e della felicità. Non solo perché copre enormi ingiustizie sociali, ma perché se continuiamo così, fra poco tempo sarà troppo tardi per salvare il mondo. Carlo Ratti, che ha presentato un formidabile progetto per riscaldare la città di Helsinki azzerando le emissioni di CO2, è partito da un libro che raccoglie  gli interventi dell’inventore Buckminster Fuller: Utopia or oblivion, il cui senso è, se non cerchiamo di fare qualcosa di davvero ambizioso, rischiamo l’estinzione. 

    Live tweeting

    Festival di Green&Blue: Soldini, Petrini, Francesca Michielin ed Elisa per il gran finale

    a cura di

    Paola Rosa Adragna

    06 Giugno 2022

    Eppure al Festival si respirava un’aria contagiosa di ottimismo. Di rabbia mista ad ottimismo, come ha detto la cantante Erica Mou che ogni anno il 1 maggio va a cantare a Taranto per ricordare i disastri ambientali creati da una industria sbagliata.

    Ma l’ottimismo c’è. Dobbiamo cambiare tutto e la buona notizia è che possiamo farlo. Come ha detto l’ultimo report dell’Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, la notizia non è più che siamo in ritardo, la notizia è che ci sono le tecnologie per recuperare. E’ diventato conveniente farlo. E quindi doveroso. Essere un’azienda sostenibile non è soltanto un nice to have, una medaglietta da esibire nei comunicati stampa per fare greenwashing, ma un requisito per stare in un mercato in cui i consumatori iniziano a scegliere anche in base a chi ha scelto di cambiare. Le aziende, al festival si è visto, si stanno svegliando. In questo senso forse la storia più emblematica è quella di una storica acciaieria italiana che sta per arrivare, prima al mondo, alla neutralità carbonica. Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avremmo avuto un acciaio sostenibile? L’utopia si può realizzare. Buckminster Fuller in fondo lo diceva 60 anni fa.  LEGGI TUTTO

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    Gabriele diventa ranger safari in Botswana per cambiare il modo di fare turismo

    L’uomo che sussurra gli elefanti si chiama Gabriele Saluci, ha trentadue anni e origini siciliane. E ha deciso di mettersi in gioco per diventare ranger, con un certificato ad hoc rilasciato dalla FGASA, l’associazione Ranger del Sud dell’Africa. Ma soprattutto per diventare ingranaggio di un nuovo turismo: lento, sostenibile, rispettoso della natura.Ed è per questo che in una riserva privata del Botswana studia – tutti i giorni – il comportamento degli animali, che qui non è ancora influenzato dai flussi turistici che hanno invece preso d’assalto, negli ultimi anni, i parchi naturali africani. E sì, finisce che con gli elefanti ci parli, o quasi. “Quella volta in cui uno di loro si avvicinò troppo alla nostra macchina, dovetti rivolgermi direttamente a lui. Il tono di voce pacato e tranquillo serve per tranquillizzare l’animale, fargli capire che non siamo una minaccia, e che quindi meritiamo rispetto. Dopo avergli detto il mio nome, e altre frasi di circostanza, si è subito allontanato. Tra animali, e quindi anche tra animali e umani, è importante il rispetto degli spazi”.

    Professioni green

    Il custode delle tartarughe aliene: “Così assicuro loro una vita dignitosa”

    dalla nostra inviata

    Cristina Nadotti

    26 Ottobre 2021

    Risponde dal cuore dell’Africa meridionale, tra il deserto del Kalahari e il delta dell’Okavango: siamo in Botswana e non è una passeggiata di salute, affatto. “Ci si alza alle cinque del mattino, si va a dormire al calar del sole”, racconta. “Bisogna seguire i ritmi della natura. E vivere a contatto con gli animali, tutto il giorno, diventando – da ospiti sconosciuti – coinquilini di un paesaggio straordinario, che leoni e giraffe imparano a conoscere e rispettare. Un’esperienza straordinaria”. LEGGI TUTTO