15 Gennaio 2022

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    Tutto quello che c'è da sapere sulla geotermia, l'energia pulita di cui l'Italia è ricca

    La centrale geotermica di Bagnore è situata a metà strada tra Arcidosso e Santa Fiora, nel versante sudovest del monte Amiata. Un cappello di vapore nasconde un’architettura ben integrata con i colori e la morfologia del paesaggio toscano. Rumori contenuti e odori quasi del tutto assenti. L’impianto è un fiore all’occhiello di Enel Green Power, e uno dei pochi attivi in Italia.L’energia geotermica è una fonte pulita e rinnovabile, che permette di sfruttare il calore naturale presente nella crosta terrestre per ottenere energia elettrica o acqua calda: il nostro Paese ha un potenziale di energia geotermica estraibile e sfruttabile che si stima valga tra i 500 milioni e i 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente. Vale a dire, tra i 5.800 e i 116mila terawattora di energia, a fronte di un fabbisogno annuo di poco superiore ai 300 terawattora.Insomma, basterebbe estrarre una piccola frazione di quell’energia per soddisfare interamente tutta la domanda interna. Anche perché questi dati si limitano alla fascia superficiale, entro i primi 5 chilometri di profondità.Al momento però, la regione che più di tutte rappresenta la geotermia italiana è la Toscana, per ragioni sia storiche sia geologiche. La maggior parte dell’energia geotermica toscana proviene dal calore che deriva dall’intrusione di un plutone magmatico sotto il complesso vulcanico del Monte Amiata. Più in generale, le province dove la produzione di energia elettrica deriva maggiormente dallo sfruttamento delle risorse geotermiche sono Pisa, Siena e Grosseto. 

    La mappa italiana delle risorse geotermiche

    Le aree con abbondanti risorse geotermiche in Italia sono molte altre. C’è per esempio il Veneto, soprattutto in corrispondenza dei Colli Euganei vicino a Padova, e poi il Friuli-Venezia Giulia, con la zona intorno alla città di Grado dove le perforazioni sono state realizzate per il riscaldamento diretto degli edifici; e ancora, in Campania, soprattutto nei dintorni di Napoli tra i campi Flegrei e l’isola di Ischia, in Sicilia ad Alcamo, Sciacca e sulle isole Eolie e di Pantelleria, e infine in Emilia Romagna, in particolare a Casaglia in provincia di Ferrara, dove esiste un sistema di falde noto come dorsale ferrarese. In ogni caso, tutto ciò che è esterno rispetto alla Toscana ha una rilevanza quasi nulla come impatto in termini assoluti sul bilancio energetico italiano.Rinnovabile, pulita e di fatto inesauribile, l’energia sprigionata sotto forma di calore della Terra occupa invece un ruolo ancora marginale nel paniere italiano dell’energia, fermandosi a qualche punto percentuale appena. Nonostante questo, l’Italia si colloca tra i principali produttori di energia geotermica a livello europeo, oltre che nel contesto mondiale. A fare da volano è la naturale ricchezza di risorse geotermiche, perché in diversi punti della penisola si concentrano molte sorgenti naturali di acqua calda, pronte per essere sfruttate come elementi chiave della transizione energetica nazionale verso le fonti green.

    Il processo di trasformazione energetica

    Ma come funziona realmente l’intero processo di trasformazione energetica di questa fonte? “Le centrali geotermiche sfruttano il vapore caldo che emerge da alcune zone della crosta terrestre. I sistemi geotermici possono essere a vapore dominante, o ad acqua dominante, in base alla diversa percentuale di acqua pressurizzata presente nel serbatoio”, spiega Giampaolo Vecchieschi, responsabile permitting Geotermia Enel Green Power, mentre ci guida all’interno dell’impianto di Bagnore. LEGGI TUTTO