9 Gennaio 2022

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    Scuola, Donato Greco: “Mai ipotizzato al Cts il ritorno alla Dad. Non sono gli studenti a far salire i contagi”

    Donato Greco, infettivologo e epidemiologo, ha guidato la Prevenzione sia dell’Istituto superiore di sanità che del ministero alla Salute. Oggi è uno dei membri del Cts. Da poco ha pubblicato un libro con Eva Benelli, “Le mie epidemie”. 

    Cosa pensa del fatto che il Cts non si sia espresso, come chiesto dalle Regioni (per ultimo da Luca Zaia) prima della riapertura delle scuole decisa nel decreto del governo?”Ma lo aveva già fatto tante altre volte in passato, sottolineando che non è la scuola a trainare il contagio. Certo, è vero che di recente non si è espresso, del resto noi diamo pareri solo sui quesiti che ci vengono posti”. 

    Se il Comitato si riunisse di nuovo, sul punto ci sarebbero divisioni?”Forse ridiremmo la stessa cosa. Il Cts ha sposato la linea del governo: fare tutto il possibile per tenere aperte le scuole”. 

    Però di recente, ad esempio sulla questione della durata della quarantena dei contatti dei positivi, nel Cts c’erano posizioni diverse.”C’è sempre il dibattito ma faccio notare che su 59 riunioni, noi 10 membri alla fine abbiamo sempre raggiunto l’unanimità. Non è poco”. 

    Quindi ritiene che la scuola non faccia crescere i casi?”Tutti gli anni, da decenni, le vacanze natalizie facevano precipitare la curva di incidenza dell’influenza. Quest’anno le scuole sono state chiuse il 22 dicembre e quella tendenza non si è vista con il Covid, che al contrario è esploso. La sospensione scolastica quindi è stata ininfluente. Allora perché privare bambini della scuola?”. 

    Il fatto che ci sia stato un aumento durante le vacanze non esclude che le cose peggiorino con la riapertura.”Ci potranno essere più contagi ma in parte saranno dovuti a questa frenesia degli screening scolastici, quelli fatti con il salivare, scientificamente insulsa”. 

    L’obbligo sarà utile?”Assolutamente sì, anche se ogni obbligo è la sconfitta delle politiche di salute pubblica, che dovrebbero far sì che la prevenzione sia scelta con convinzione dai cittadini. Adesso però non c’è un’altra strada, abbiamo oltre 5 milioni di non vaccinati che, ancora a causa della Delta, sostengono il ricovero. Che serve a determinare i colori delle Regioni”. 

    Basta imporre il vaccino soltanto agli over 50?”Basta per arginare per la pressione ospedaliera, non della diffusione del virus che invece è sostenuta da giovani e bambini. Si tratta di una soluzione intermedia rispetto all’obbligo totale”. 

    Lei però aveva sostenuto che fosse giusto estendere il Super Green Pass a tutti i lavoratori.”Quel sistema però avrebbe escluso tutti gli anziani che non lavorano e da un anno rifiutano il vaccino”. 

    Basterà la sanzione da 100 euro a convincerli?”Beh, adesso sono obbligati e voglio vedere anche come si comporteranno i loro medici di famiglia. I 100 euro sono una sanzione risibile, certo, ma il punto non è quello: c’è comunque un obbligo di legge, che secondo me coinvolge anche il medico di queste persone”. 

    Per quanto tempo salirà ancora la curva del contagio?”I numeri sono espressione della nuova variante, che viaggia molto velocemente. Perché rallentino devono succedere due cose: prima deve esserci la completa diffusione di Omicron, poi deve passare l’inverno. Questo virus ha forte stagionalità ma aumentando le vaccinazioni ai ritmi con i quali stiamo procedendo, tra un paio di settimane i suscettibili si ridurranno”. 

    Il sistema dei tamponi è in crisi.”Ricordo che per l’Istituto superiore di sanità l’80% dei contagiati sono asintomatici o pauci sintomatici. Una buona metà dei tamponi vengono fatti o per paura di essere positivi o perché si è avuto un contatto, non per i sintomi”. 

    Anche i vaccinati si infettano, quasi sempre senza avere una malattia grave, questo esclude ogni ipotesi di immunità di gregge?”Io non ho mai parlato della possibilità di un’immunità di gregge. Però il vaccinato è più protetto e quindi se comunque viene contagiato è un po’ meno infettivo. La stragrande maggioranza dei vaccinati con tre dosi ha protezione superiore al 75%, cioè molto alta”. 

    Le Asl non riescono più a fare il tracciamento.”Con questi numeri non è pensabile. Bisogna puntare alla sorveglianza dei sintomatici, che trasmettono molto di più degli asintomatici”. 

    Omicron sarà l’ultima variante importante?”Non conoscono virus senza varianti, Da 32 anni seguo la polio per l’Oms. Dovevamo eradicarla entro il 2000 ma siamo ancora lì con le varianti”. 

    Le prossime varianti potrebbero essere più deboli?”Sì. La Delta è stata molto pesante, è difficile che ne escano di peggiori. È improbabile che arrivino varianti più aggressive e a marzo la popolazione suscettibile sarà molto limitata perché potremmo avere il 95% della popolazione immunizzata”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, i presidi si sfogano in chat: “Trattati come i soldati della campagna di Russia”

    ROMA – Sono esausti, e usano metafore marziali per definire la ripartenza di questa mattina: Waterloo, le Termopili. Allegorie della sconfitta della scuola, che è già scritta nei suoi ritardi, nelle sue mancanze, faticosamente nascoste da una propaganda in crescita.

    I presidi italiani sono nel cuore del contagio, e ancora una volta – sette ogni otto, almeno – dovranno farsi carico di tutto ciò che lo Stato continua a non dargli: sicurezza e risorse per costruire una buona didattica. Lo raccontano in una chat di servizio, che Repubblica ha letto. “Abbiamo sottoscritto un appello caduto nel vuoto”, scrive Valeria S., dirigente scolastico. Ricorda di essere una dei duemila presidi che avevano chiesto due settimane di ferma, inascoltati. “Verremo mandati come i soldati nella campagna di Russia… Ma io mi rifiuto categoricamente di lavorare un altro sabato e un’altra domenica. Iniziamo a riprendere in mano la nostra dignità di lavoratori. Non abbiamo anche noi il diritto alla disconnessione? Non abbiamo diritto a ferie e giorni di sacrosanto riposo? Con il 2022 utilizzerò la formula “Sorry, I am out of office…”. E adesso andiamo alla battaglia di lunedì”.

    Ottantamila prof assenti e i No Vax avvertono: “Non cederemo ai ricatti”

    di

    Viola Giannoli

    08 Gennaio 2022

    Oggi, appunto. Ma quale battaglia? Molte famiglie hanno già scelto di disertare. La voce arriva dalla guida dell’Istituto Francesca Morvillo di Roma: “Diversi genitori degli alunni della scuola dell’infanzia stanno inviando email nelle quali comunicano che non manderanno i bimbi a scuola finché la situazione epidemiologica non migliorerà. Condivido la grande amarezza nel constatare che, nonostante la scuola riapra, riaprirà con le classi dimezzate, se non vuote, con metà alunni a casa in Dad perché positivi o contatti stretti”.

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    In chat si dà la dimensione del rischio, e dei possibili vuoti: “Su 56 classi di scuola primaria e secondaria, al momento per 39 dovrò attivare la Didattica integrata. In 39 classi, sì, ho positivi e contatti stretti di positivi”.

    Un collega: “Siamo esausti e, dal 10, senza fare il gufo della situazione, prevedo il caos totale a scuola fra malati, positivi, quarantenati. Studenti e personale”.

    Ancora, in chat da venerdì: “Nelle scuole siamo al delirio. In una giornata ho lavorato almeno 100 (cento!) richieste di Didattica a distanza per alunni positivi. Oggi scuola chiusa, domani sarà peggio, domenica giorno di festa, ma mica posso dire ai genitori che non lavoro e non vedo le loro domande di Dad. È diventata una condizione di lavoro impossibile. Che senso ha questa riapertura? Era così difficile per il ministro capire la situazione? C’è modo di farlo ragionare e ripensarci? Tutte le altre attività scolastiche devono andare avanti, non esiste solo disporre le Dad. Come facciamo a mandare avanti la scuola? Le comunicazioni di positività di alunni e personale si incrementano di ora in ora. Oltre i contatti stretti che non verranno in classe. Ho in bilico addirittura la quarantena di tutta la segreteria. Questo non è rispettare la natura e il compito della scuola. L’istruzione non è una misura di supporto alla necessità lavorativa dei genitori che non sanno dove parcheggiare i figli. Noi da docenti, e ora da ds, lo abbiamo sempre sospettato, e adesso arriva anche l’imprimatur del governo che apre i baby parking alla faccia della sicurezza sbandierata. Abbiamo fatto tanto per la scuola in presenza, dentro l’istituto siamo responsabili e consapevoli, ma non possiamo farci carico di una tragedia annunciata. Non dite che non vi avevamo avvisato”.

    Già, ma se non abbiamo i due metri di distanza per la mensa, “forse dovremmo far uscire gli alunni prima di pranzo?”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, domani un Comune su otto non riapre le classi per il Covid

    ROMA – Sono 1.042 i comuni che non riapriranno le scuole domani mattina in Italia. Uno ogni otto, visto che i comuni italiani sono in tutto 7.904. Il 13 per cento del totale, causa crisi Covid. Con un controllo di Repubblica basato sulle dichiarazioni pubbliche di presidenti di Regioni e sindaci di Comuni, si constata che – mentre sono in corso in tutto il Paese riunioni serali sulla questione – la situazione del riavvio della scuola post vacanze natalizie è questa.

    Rientro tra i banchi con rabbia. La scuola è certa: si tornerà in Dad

    di

    Ilaria Venturi

    Corrado Zunino

    09 Gennaio 2022

    La Sicilia sposta l’avvio di tre giorni

    Sono stati 200 i comuni siciliani, molti dei quali sono già in zona arancione, a chiedere al presidente della Regione Nello Musumeci di non partire subito, domani. Il governatore, evitando lo scontro con il governo centale, ha utilizzato i poteri che possiede sul calendario scolastico e ha posticipato il rientro di tre giorni: sono tre giorni di vacanze natalizie in più, senza ricorrere alla Didattica a distanza. Il provvedimento ora riguarderà tutti i 390 comuni dell’isola.

    Ottantamila prof assenti e i No Vax avvertono: “Non cederemo ai ricatti”

    di

    Viola Giannoli

    08 Gennaio 2022

    In Campania si torna il 31 gennaio

    Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha inviato in Dad tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 29 gennaio prossimo. Si riparte in presenza, se non ci saranno altre indicazioni, lunedì 31. Saranno 550 i comuni con gli istituti scolastici chiusi, quindi, domani. De Luca si avvale del criterio di “eccezionale pericolosità” che, secondo la sua interpretazione, può far venire meno il decreto dello scorso agosto che offre solo al governo la potestà della chiusura delle scuole quando la regione considerata è in zona bianca o arancione. Molti presidi campani avevano segnalato l’impossibilità di aprire il 10 gennaio e alcuni comuni avevano già emesso ordinanze di chiusura precedenti quella del presidente della Campania.

    Scuola, corsa ai rinvii. Scontro sui controlli agli studenti con il Pass

    di

    Corrado Zunino

    08 Gennaio 2022

    Le 43 singole ordinanze in Calabria

    Il neopresidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha detto che una sosta di quindici giorni sarebbe stata giusta e utile, ma alla fine ha evitato di opporsi allla volontà di Mario Draghi. Così si sono mossi autonomamente, per ora, 43 sindaci, che hanno deciso di non far ripartire subito le scuole in presenza. Oltre a quello di Reggio Calabria, hanno annunciato lezioni in Dad i sindaci di Saracena, Frascineto e San Giovanni in Fiore (nella provincia di Cosenza), 33 comuni della Piana di Gioia Tauro, quindi Gerace e Motta San Giovanni (tutti nella provincia di Reggio Calabria), ancora Pianopoli, Taverna, Magisano e Pentone (in provincia di Catanzaro).

    Rientro a scuola, come funziona la quarantena: “Studenti dimostrino vaccinazione per didattica in presenza”

    08 Gennaio 2022

    Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise

    Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, aprirà le scuole contro voglia e invita i cittadini pugliesi che chiedono la Dad a fare un ricorso autonomo al Tribunale amministrativo regionale. Per ora, sono 4 i comuni dissenzienti: Grumo Appula (Bari) chiude l’asilo e così Alberobello (sempre Bari). Orsara di Puglia (Foggia) e Copertino (Lecce) non faranno ripartire tutti gli istituti sul territorio.

    In Basilicata 2 comuni hanno annunciato ordinanze restrittive: Potenza e Vietri di Potenza.

    In Abruzzo sono 9 i comuni che hanno chiuso gli istituti scolastici, tuti in provincia di Chieti: Altino, Torino di Sangro, Treglio, Casalbordino, Scerni, Pollutri, Villalfonsina, San Vito Chietino e Rocca San Giovanni.

    In Molise 7 i comuni che hanno chiuso: Campobasso e le sue municipalità in provincia (San Martino in Pensilis, Pietracatella, Larino, Termoli, Guglionesi e Montenero di Bisaccia).

    Quarantene a scuola, la nota del ministero agli istituti: “Con due casi gli studenti dimostrino i requisiti per la presenza”

    08 Gennaio 2022

    Ventidue chiusure nel Lazio

    E’ il Frusinate la provincia del Lazio in crisi e 19 comuni hanno scelto di chiudere le scuole. Questo a Frosinone, Fiuggi, Anagni, Sora, Isola Del Liri, Arpino, Broccostella, Fontechiari, Pescosolido, Posta Fibreno, Castelliri, Campoli Appennino, Sant’Elia Fiumerapido, Vallerotonda, Cassino, Atina, Belmonte Castello, Picinisco e Villa Latina. Così a Civita Castellana, Bolsena e Bagnoregio (Viterbo).

    In Sardegna chiusi gli istituti in 3 comuni: Nuoro, Desile (in provincia di Nuoro) e Ghilarza (nell’Oristanese).

    Le Regioni annunciano tutte le scuole aperte nelle Marche e in Umbria.

     

    In Piemonte sono dieci

    Riaprono in presenza le scuole di Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e le province autonome di Trento e Bolzano.

    In Piemonte il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha detto che chiuderà e scuole che presenteranno difficoltà di gestione per il Covid. E’ rientrata la volontà di chiusura del sindaco di Asti. In tutto i comuni indicati dalla Regione con i plessi scolastici chiusi sono dieci. 

    In Lombardia avranno le scuole in Dad Albairate, Cassinette e Cisliano, comuni all’interno della città metropolitana di Milano.

    In Veneto, per ora, ha dichiarato la sua ordinanza di chiusra solo il sindaco diTorri Del Benaco, in provincia di Verona. LEGGI TUTTO