5 Gennaio 2022

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    Scuola, regole diverse per vaccinati e non: alle medie e nei licei potranno essere divisi

    Rientro in classe con nuove regole sulla quarantena frutto di una mediazione che lascia scontenti tutti. Torna la Dad differenziata tra vaccinati con terza dose e non, anche se non più alla primaria, solo alle medie e superiori. E il governo tira dritto sul rientro lunedì, o già domani, senza passare da un parere del Cts come richiesto dalle Regioni. Furenti i governatori, tra questi Emiliano e De Luca, nell’incontro coi ministri Speranza e Gelmini prima del Consiglio dei ministri.

    Differenza tra vaccinati e non

    Il ritorno tra i banchi è ad alta tensione. La bozza del decreto anti-Omicron è un compromesso che dovrà affrontare la prova dei contagi e dunque la tenuta di una didattica in presenza che sarà complicata, faticosa da gestire se salta nuovamente il tracciamento. Ma che il governo vuole garantire. Lo ribadisce il ministro Patrizio Bianchi appena uscito da Palazzo Chigi: “La scelta di fondo è sostanzialmente per una scuola in presenza e in sicurezza. Questo è stato definito per diversi livelli di età ovviamente tenendo conto delle diverse condizioni vaccinali”. Il punto più contestato perché considerato discriminatorio nel mondo della scuola. Scatta subito il M5S, a più voci tra cui l’ex ministra Lucia Azzolina: “Misura inutile e che stabilisce un precedente discriminatorio nel luogo per eccellenza di inclusione”. Bianchi parla di decisioni prese all’unanimità. “Mi sembra un intervento molto articolato, che riconosce le diverse situazioni e va incontro alle richieste delle Regioni” spiega il ministro che ha ceduto su una maggiore restrizione della scuola in presenza. La Dad, infatti, scatterà per tutta la classe alle medie e superiori con almeno tre casi e non più quattro. Una modifica che viene fatta in poche ore nel passaggio dalla bozza di decreto al via libera definitivo in Consiglio dei ministri. 

    Il provvedimento reintroduce la distinzione tra vaccinati e non, comprendendo anche chi, in sostanza, è senza il richiamo. Non lo fa per i più piccoli della primaria, ovvero i bambini dai 5 agli 11 anni entrati solo da poco nel pieno della campagna vaccinale che procede a passo di lumaca. 

    Quarantena: criteri diversi a seconda del grado

    Per capire, ecco cosa cambierà nella gestione dei contagi nelle classi. Alla materna i bambini rimarranno a casa dopo un solo caso positivo. Alla primaria nel caso di un positivo si resta in presenza con un un test antigenico o molecolare da eseguire subito e un altro dopo cinque giorni (i cosiddetti T0 e T5). In presenza di almeno due casi, invece, tutti gli studenti finiranno in Dad per dieci giorni. Alle medie e superiori con un caso la classe resta in presenza con mascherine Ffp2 e l’autosorveglianza che significa un test in 10 giorni, anche se il periodo non viene specificato nel decreto. Con due casi, invece, chi non ha concluso il ciclo vaccinale da meno di quattro mesi finisce in Dad per 10 giorni, mentre tutti gli altri potranno continuare a seguire le lezioni in presenza con autosorveglianza e Ffp2. Dai tre casi in su, infine, si attiva per tutti la Dad.

    Tamponi gratuiti in caso di autosorveglianza

    Per cercare di tenere sotto controllo il tracciamento, necessario per l’autosorveglianza degli studenti più grandi, il governo autorizza al commissario Figliuolo la spesa di 92,5 milioni per fornite test antigenici rapidi gratuiti, con la possibilità di farli anche alle farmacie con la ricetta del medico. “Il sistema sanitario, sia delle Asl che delle farmacie, è in congestione – scuote la testa il presidente dell’Anp Antonello Giannelli -. Mi chiedo come si farà a fare in tempo i tamponi per verificare un possibile contagio nelle scuole”. Critici tutti sindacati.  LEGGI TUTTO