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Scuola, Bianchi dopo il picco di contagi: “Niente Dad, a gennaio si torna in presenza”

Lo ribadisce, è la linea del governo: “Abbiamo assunto la responsabilità di tornare in presenza, questa è la chiave di volta di questo governo”, e dopo le vacanze di Natale – il rientro sarà dal 7 al 10 a seconda delle regioni – “si torna in presenza. Ci vuole la responsabilità di tutti, ma questo è il nostro obiettivo e questo faremo”. Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ospite di SkyTg24. Un intervento a rinforzo di ciò che il premier Draghi aveva già chiarito dopo che le regioni, almeno alcune, avevano provato  a spingere per una ripartenza della scuola in Dad. Nessuna novità, dunque, rispetto al decreto del 24 dicembre che prevede anche le mascherine Ffp2 per il personale dove ci sono studenti esentati dall’utilizzo delle mascherine.

Green Pass per gli studenti: “Il tema non è stato posto”

Bianchi ricorda che “laddove ci sono condizoni straordinarie, con focolai isolati, i presidenti di regione e sindaci possono disporre chiusure isolate, non diffuse, e allo scopo di verificare lo stato in quel cluster. Ma la nostra indicazione è che si torna in presenza”. Sulla proposta di Green Pass anche per gli studenti, Bianchi afferma che “il tema non è stato posto”. E frena sulle mascherine, rimane l’obbligo: “Questo è il momento della cautela e dunque non è il caso di parlare della fine dell’obbligo di mascherine in classi di studenti vaccinati”.

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Tracciamenti in tilt

“La scuola resta il luogo più controllato e su cui abbiamo il massimo di attenzione”, sottolinea il ministro. In realtà i tracciamenti sono andati in tilt, portando molti più alunni a casa senza tamponi delle quarantene ufficiali. Di fatto, molte più classi in Dad in alcuni casi anche dello scorso anno. Ad essere travolte sono state soprattutto le materne e le primarie. La rapidità di intervento delle Asl, dunque, sarà determinante al rientro tra i banchi, dopo due settimane di feste e pranzi coi contagi salgono a ritmo esponenziale. “Prima della chiusura natalizia avevamo un numero di ragazzi positivi molto controllato, 0,5% su 8 milioni di  studenti. Che vi siano aumenti è possibile e stiamo lavorando tenendone conto, ma la scuola resta il posto più controllato. Abbiamo tre settimane in cui i nostri ragazzi sono fuori dalla scuola, abbiamo insistito sul tracciamento”, ragiona Bianchi ricordando che l’esercito “si aggiunge alle attività ordinarie per avere la possibilità di avere un tracciamento”.

La campagna dei bambini prosegue a rilento

Determinanti saranno anche le vaccinazioni ai bambini che procedono a rilento. “La nostra indicazione ai genitori è vaccinarsi e vaccinare i bambini – l’appello del ministro all’Istruzione – Il personale delle scuola è vaccinato al 95%, più coloro che sono guariti dal Covid: i ragazzi tra i 16-19 anni vaccinati sono oltre l’86%, tra i 12-15 anni il 75%. Ora tutta la nostra attenzione è riversata sui bambini più piccoli. Siamo in una fase di aumento dell’epidemia. Possiamo resistere perché abbiamo assunto la responsabilità della vaccinazione. Vacciniamoci, vacciniamo i nostri bambini e i nostri insegnanti”.

Verso i 100 mila contagi al giorno

Sempre a a Sky Tg24 interviene il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri:  “Dal 10 gennaio si torna in presenza a scuola. E’ verosimile che nei prossimi giorni si arrivi in generale a 100 mila contagi al giorno ma se non tutti vanno in ospedale, per la scuola non vedo un grande problema”. Anche per Sileri il nodo sono le quarantene. “Il problema sarà quello delle quarantene e dei vari isolamenti se i contagiati dovessero, invece essere ricoverati allora ci troveremo con cambi di colore oltre l’arancione e chiusure più importanti, ma non anticipo chiusure. In ogni caso il comportamento di questa variante omicron sembra più benigno della delta, che ha determinato un maggior numero di morti. Non anticipo problemi se non che per ogni persona che va in isolamento ce ne sono alcune che vanno in quarantena e su questo dobbiamo agire”.

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Intanto “chi ha più di 12 anni ha avuto il tempo di vaccinarsi, ma il Green Pass lo vedo come una carta vincente fin dalla sua introduzione, con una progressiva estensione a scuola e a lavoro, tuttavia lascerei le cose così e lavorerei sulle quarantene”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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