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Brusaferro: “L’Italia non è quella di un anno fa. La scuola rimarrà aperta”

Silvio Brusaferro è il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Cts.Come mai la curva dei casi non scende?“L’Rt sta calando e le proiezioni indicano la possibilità di un ulteriore abbassamento. Succede tutto lentamente a causa della Delta, ormai dominante. In Italia c’è ancora una quota di persone non vaccinate, che quindi si infettano. Bisogna andare avanti con la vaccinazione. Poi vanno mantenute le altre precauzioni, mascherine e distanziamento. I giovani stanno rispondendo bene alla campagna, e questo è molto positivo, ma tendono anche più facilmente ad aggregarsi”.L’Italia non è arrivata oltre i 30mila casi al giorno come successo in altri Paesi e come ipotizzava qualcuno anche da noi.“È vero, al momento no. Questo è accaduto perché una parte molto significativa degli italiani è attenta. Poi le nostre riaperture sono state sempre fatte mantenendo una forte linea di prudenza”.Chi è contrario al vaccino dice che tra chi l’ha fatto molti finiscono comunque in ospedale. È vero?“È il paradosso vaccinale. Quando la maggioranza della popolazione si vaccina, il virus fatica a circolare e il numero di chi può contrarre l’infezione è in assoluto molto basso. Visto però che la vaccinazione protegge al 95-96% dalle forme gravi, resta una quota di cittadini che possono essere ricoverati”.Per lo stesso motivo, ossia per la possibilità che anche i vaccinati possano infettare, viene criticato il Green Pass.“La possibilità di contrarre l’infezione è molto più bassa con il vaccino. Quella di trasmissione è ancora più remota, se attorno ci sono altre persone vaccinate, munite dunque di Green Pass”.Il Cts ha detto sì all’estensione del Green Pass a 12 mesi, quindi la copertura data dal vaccino e dalla malattia dura un anno?“La copertura immunitaria è un fenomeno complesso. Sappiamo che negli immunodepressi o in chi ha il sistema immunitario debole c’è bisogno di più stimoli per garantire copertura nel tempo. Tra queste persone ci sono gli anziani. Riguardo a chi non ha problemi, gli studi dicono che la protezione c’è anche dopo 6-8 mesi, soprattutto dalle forme gravi. Visto anche ciò che si osserva per altri vaccini, l’ipotesi è che la durata possa arrivare a un anno. Ma dobbiamo essere prudenti. Così si è detto sì al Green Pass di 12 mesi ma si deve essere pronti a modellare le misure sulla base di nuovi dati solidi accettati anche dalle agenzie regolatorie internazionali”.E per le categorie fragili?“Questo il Cts lo ha detto. Per gli immunodepressi, come i trapiantati, si può già prevedere la terza dose. Poi ci sono gli anziani, che hanno per natura un sistema immunitario più fragile e per i quali la eventuale terza dose è un ulteriore stimolo”.Quindi la terza dose non rispetterà le priorità della prima?“È presto per dirlo. Oltre ai fragili ci sono anche le categorie a rischio”.La scuola è pronta a ripartire?“La sua organizzazione è consolidata. Come sempre è fatta di momenti scolastici veri e propri e momenti non legati alle lezioni. Va vista tutta la giornata dei ragazzi. Oggi però possiamo vaccinare sia il personale che gli studenti dai 12 anni in su. Con questo strumento potentissimo si può facilitare enormemente la possibilità di controllare l’infezione”.Un impatto sulla curva dei casi la ripresa delle lezioni lo provocherà?“Non si può escludere ma se siamo protetti e facciamo attenzione, la possibilità di garantire lezioni in presenza, che è la priorità, è molto consistente. Bisogna comunque essere pronti con i test, il tracciamento e le quarantene”.Se guardiamo alla storia della pandemia in che fase siamo?“Possiamo guardare con un po’ più di ottimismo alla situazione perché abbiamo i vaccini. Colpisce la crescita della partecipazione dei ragazzi alla vaccinazione”.L’Italia è andata peggio o meglio rispetto alle previsioni?“L’andamento dell’epidemia in questo periodo è dovuta in modo significativo alla copertura vaccinale. Gli italiani hanno risposto bene e sono certo che nelle prossime settimane raggiungeremo coperture molto elevate”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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