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La più antica raffigurazione animale al mondo risale a 45.500 anni fa

“È incredibile, sembra che sapessero esattamente come utilizzare gli utensili per il disegno e come distribuire i vari elementi per la composizione della scena”, afferma Oktaviana, anche lui dottorando presso la Griffith University.

Tali primitive forme d’arte riflettono un vitale cambiamento nel modo in cui i nostri primitivi antenati interagivano con l’ambiente e il territorio circostante, afferma April Nowell, esperta in archeologia del Paleolitico presso l’Università di Victoria nella Columbia Britannica, che non ha partecipato alla ricerca. “Stavano arricchendo il loro spazio di significato, valore e forse una valenza simbolica”, afferma.

Il nuovo studio su Science Advances documenta anche la datazione di un’altra raffigurazione di suino in una grotta vicina – Leang Balangajia 1 – scoperta dal team in una spedizione del 2018 e datata ad almeno 32.000 anni fa. E l’attività umana in questo periodo sull’isola di Sulawesi è stata precedentemente confermata dalla presenza di utensili utilizzati per la lavorazione dell’ocra nel vicino sito di Leang Bulu Bettue, sepolti in strati di sedimenti datati almeno 40.000 anni fa.

“È possibile che usassero quel pigmento per dipingere su roccia, ma non siamo stati in grado di collegare direttamente questi [utensili] e la roccia stessa”, afferma Brumm. Tuttavia, dato l’alto numero di esempi di arte rupestre di età simile nella regione, Brumm crede che il collegamento sia probabile.

I riferimenti cambiano

Fino ad oggi, gran parte della dissertazione accademica sulle sofisticate pitture rupestri si è concentrata sull’Europa. Gli animali selvatici che corrono lungo le pareti della Grotta Chauvet nella Francia meridionale risalgono a circa 36.000 anni fa. La mandria di bisonti che danza sul soffitto di Altamira nel nord della Spagna è dello stesso periodo. E le impronte di mani e i dischi rossi della grotta El Castillo in Spagna risalgono a più di 40.800 anni fa.

Ma nel 2014, un team che comprendeva Aubert e Brumm ha ribaltato lo scenario annunciando la scoperta della pittura rupestre di Sulawesi, datata almeno 39.900 anni. Fino a quel momento si presumeva che le pitture non avessero più di 12.000 anni.

“Questo sgretola l’idea che l’Europa sia stata la scuola di perfezionamento dell’evoluzione umana”, afferma Nowell. Anche se la creatura da poco trovata è solo leggermente più antica del precedente detentore del titolo, la sua scoperta aggiunge importanza all’arte della regione.

“Qualcuno potrebbe affermare che si tratta solo di un altro maiale”, afferma Nowell. “Ma non è questo il punto, si tratta invece di un più ampio e duraturo cambiamento nel comportamento”.

Il crescente numero di scoperte in Indonesia suggerisce la possibilità che abilità artistiche complesse potrebbero essersi evolute indipendentemente in Europa e in Asia, afferma Aubert. O forse l’uomo aveva sviluppato la capacità di realizzare tali opere artistiche già quando ha lasciato l’Africa, “e adesso stiamo iniziando a trovarne traccia ovunque sia andato”.

L’età del nuovo dipinto colma in parte un vuoto di 20.000 anni nella documentazione archeologica, corrispondente al periodo degli spostamenti degli antichi uomini primitivi dall’Indonesia verso l’Australia. Recenti scavi nel nord dell’Australia hanno rivelato la presenza di esseri umani “moderni” almeno 65.000 anni fa, mentre le evidenze di attività umane in Indonesia sembrano essere iniziate 20 millenni più tardi.

Anche con la nuova scoperta, comunque, rimane ancora un vuoto cronologico. Non c’è motivo di pensare che gli abitanti di Sulawesi abbiano improvvisamente iniziato a dipingere circa 45.000 anni fa, afferma Aubert, aggiungendo che è probabile che esistano pitture rupestri più antiche ancora da scoprire.

Una cosa è certa, afferma Brumm: ci aspettano altre sorprese. “Questo ci mostra solo quante opere di arte rupestre stiano aspettando di essere scoperte sull’isola”, afferma. “Sono nascoste ‘in bella vista’”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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