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La natura aiuta a costruire il rapporto tra genitori e figli

La scorsa estate, per esempio, la famiglia ha parlato del movimento del Black Lives Matter e della disuguaglianza razziale. Recentemente, durante una passeggiata lungo il suo percorso preferito, Henry ha rivelato di sentirsi in ansia per l’inizio in una nuova scuola media e per le nuove amicizie da instaurare, dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia.

“In passato, abbiamo affrontato per lo più conversazioni su argomenti che sentiva al telegiornale o che vedeva in TV”, spiega il padre di Henry, Ryan Van Bibber. “Ma in quell’occasione, invece, si è trattato proprio di una reale finestra sul suo quotidiano personale – ciò che lui è e le questioni che lo riguardano”.

Non è un segreto che il semplice fatto di stare all’aria aperta fornisca ai bambini una grande quantità di benefici cognitivi, emotivi e fisici. I bambini che trascorrono del tempo in natura sono – di fatto – più felici, sani, intelligenti, cooperativi e perfino creativi. La ricerca mostra anche che stare all’aperto riduce lo stress, l’ansia e la depressione e al contempo diminuisce il rischio di obesità infantile e allevia i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Ma ora, i nuovi dati fanno emergere un altro aspetto della potente capacità formativa della natura: la comunicazione. Uno studio del 2018 condotto su bambini di tre e quattro anni in Galles ha rilevato che la comunicazione genitore-figlio è più efficiente e in sintonia se avviene all’aperto piuttosto che in spazi chiusi. Più di recente, la ricerca pubblicata nel 2021 sulla rivista accademica Applied Psychology Health and Well-Being, che esaminava gli effetti delle passeggiate in natura su coppie composte da madre e figlia, ha rivelato che trascorrere del tempo all’esterno è un modo per promuovere interazioni familiari positive.

“La natura ripristina la capacità delle persone di prestare attenzione alle conversazioni e riduce la loro stanchezza mentale”, afferma Dina Izenstark, professore associato di sviluppo infantile e adolescenziale presso la San Jose University, nonché co-autrice dello studio del 2021. “E questo può aiutare i membri del nucleo famigliare a comunicare in modo più efficace e ad andare più d’accordo tra loro”.

La maggior parte dei genitori sa cosa significhi ricevere risposte di monosillabi, o totali silenzi, quando si cerca di comunicare con i propri figli. E la maggior parte dei genitori desidera che i figli si aprano di più. La buona notizia è che una semplice dose di natura può aiutare tutto ciò ad accadere.

Entrare in connessione attraverso la conversazione

Indipendentemente dal luogo in cui vi trovate, le buone conversazioni partono da connessioni forti. “Ci sono decenni di ricerche che dimostrano che avere interazioni accorte, tempestive ed efficienti con il proprio figlio avvantaggia lo sviluppo di quest’ultimo”, spiega la psicologa cognitiva Merideth Gattis, professoressa presso l’Università di Cardiff in Galles che ha preso parte allo studio del 2018. “E i genitori hanno bisogno di impiegare una sorta di strategia di Goldilocks, non troppo, non troppo poco, ma il giusto”.

E quindi, come bisognerebbe comportarsi? Secondo Jennifer Kolari, terapeuta infantile e familiare di Toronto, i genitori trascorrono molto tempo a parlare ai loro figli dicendo loro cosa fare o perché dovrebbero o non dovrebbero fare qualcosa. Ma per nutrire le connessioni più profonde, padri e madri devono riuscire a essere pienamente presenti, fermandosi ad ascoltare e a rispondere ai loro figli con dedizione ed empatia. Ed è solo allora che accade la magia.

“Alcune sostanze chimiche molto importanti iniziano a circolare proprio quando si crea questo tipo di connessione”, afferma Kolari, autrice di Connected Parenting: How to Raise a Great Kid. Ad esempio, quando vostro figlio si sente ascoltato, il suo cervello è immerso nell’ossitocina, uno dei prodotti chimici della ricompensa in grado di far stare bene le persone. Livelli più alti di ossitocina possono anche accelerare la neuroplasticità (che aiuta i bambini a imparare meglio), inibire l’ormone dello stress cortisolo e rafforzare il sistema immunitario.

“Questo tipo di genitorialità aiuta anche i bambini a diventare più emotivamente resistenti e organizzati, migliorando inoltre il loro comportamento e le loro abilità sociali”, aggiunge Kolari.

Conversazioni temprate dalla natura

Ma avere una forte connessione non significa necessariamente che i vostri figli inizieranno all’improvviso a vuotare il sacco o che voi genitori sarete pronti ad ascoltare. Tutto, dal lavoro a scuola alla tecnologia, contra la nostra attenzione. Ma, per fortuna, l’antidoto a tutte queste distrazioni è proprio fuori dalla porta di casa.

“Dico spesso ai genitori che se vogliono davvero avere una conversazione in sintonia, o una conversazione su un tema importante, devono portare il proprio figlio in aree naturali”, spiega Kolari. “Inoltre, anche per noi adulti, la natura ha proprietà calmanti. Siamo in grado di essere più presenti e questo ci aiuta a rispondere ai nostri figli invece di reagire. E a quel punto succede che finiamo per avere un tipo di conversazione totalmente diverso”.

E allora, cos’ha di tanto speciale la natura da favorire il fluire delle conversazioni? Alla fine degli anni ’80 – inizio anni ’90, gli psicologi Rachel e Stephen Kaplan introdussero l’Attention Restoration Theory (ovvero La Teoria della Rigenerazione dell’Attenzione), secondo cui la fatica mentale e la concentrazione possono essere migliorate dal tempo trascorso in ambienti naturali. La loro ricerca ha, infatti, indicato che la natura cattura la nostra attenzione senza alcuno sforzo, un’idea che è stata poi definita come “soft-fascination”.

“A differenza dello stare seduti davanti alla televisione, dalla quale ci arrivano fin troppi stimoli, la natura ha un modo tutto diverso di catturare la nostra attenzione. Non è così sopraffacente”, spiega Gattis. “Il nostro studio è stato basato su quella ricerca. Siamo partiti dal presupposto, quindi, che i “compiti comunicativi” come il fare a turno, l’ascoltarsi l’un l’altro e il rispondere migliorano in un ambiente esterno “.

Secondo Lisa Nisbet, professore associato di psicologia presso la Trent University che studia la connessione delle persone alla natura e il legame di quest’ultima con la salute e il benessere, una buona quantità di prove indica che le nostre emozioni e i nostri comportamenti differiscono quando siamo a contatto con la natura piuttosto che in ambienti interni.

“In ​​natura siamo persone migliori”, afferma Nisbet. “La natura influisce sul nostro benessere e sulla nostra felicità. Quindi se ci sentiamo più felici quando siamo in aree naturali, allora siamo anche più propensi ad andare d’accordo con gli altri. E dunque ha senso pensare che, a causa di questi effetti positivi, trascorrere del tempo in natura migliora anche la comunicazione tra le persone”.

Inoltre, i passi avanti a livello comunicativo che fate con i vostri figli nei vasti spazi all’aperto spesso si riversano nella vita quotidiana. Izenstark e colleghi hanno scoperto che una passeggiata in natura non solo migliorava l’umore e l’attenzione tra madre e figlie durante la passeggiata stessa, ma che ne assicurava un maggiore senso di unità anche dopo che si era conclusa.

Van Bibber, il papà di Santa Fe, concorda. “Per noi, la conversazione sulla scuola che abbiamo avuto quel giorno è diventato un punto di riferimento al quale possiamo tornare ogni volta che vogliamo. Possiamo dire, ‘Ricordi di cosa abbiamo parlato sul sentiero delle grotte? Devi stare bene con te stesso per fare amicizia’. “E questa è una lezione a cui possiamo tornare ancora e ancora”.

Come iniziare la conversazione

Non dovete necessariamente portare i vostri figli a fare tre settimane di viaggio estremo in canoa per far sì che si aprano. “Se non riuscite a raggiungere una zona alberata, sedetevi nel vostro cortile con i piedi nudi nell’erba”, afferma Kolari. “C’è un’energia calmante che semplicemente si rivela”. Ed ecco alcune idee per iniziare la conversazione.

Ricordi quando? Ricordare le esperienze passate può essere un ottimo modo per avviare una chiacchierata con vostro figlio. In effetti, lo studio del 2018 di Gattis faceva molti riferimenti a “Ti ricordi quando noi…” o “Ti ricordi quando è successo ____?” Questo tipo di memorie condivise o “ricordi”, come li chiama Gattis, sono un modo eccellente per genitori e figli di stabilire una connessione.

Condividete qualcosa della vostra vita. Raccontate un’esperienza personale o un’interazione avuta di recente. Confidatevi su come vi ha influenzato. Vostro figlio potrebbe interrompervi, ma va bene. Se raccontate una storia di come qualcuno vi è passato avanti in fila al supermercato, vostro figlio potrebbe replicare con “Mi sono così arrabbiato oggi quando Elizabeth mi ha superato a ricreazione!”

Quando ero un bambino… I più piccoli amano ascoltare storie di quando i loro genitori erano piccoli. Creare parallelismi tra il vostro passato e il loro presente è un buon modo per invogliare i bambini a parlare della propria vita. Con i più grandi, invece, pensate ad alcuni dei problemi accademici o sociali che potrebbero dover affrontare e condividete un racconto correlato della vostra adolescenza.

Siate esempi di curiosità e meraviglia. “Guarda quel bellissimo bruco!” “Mi chiedo perché la corteccia di quell’albero sia di quel colore!” “Wow! Hai visto quell’enorme falco? ” È impossibile ignorare le meraviglie della natura, anche se state camminando per una strada di città. Fare domande mostrando la vostra stessa meraviglia del mondo naturale può dare vita ad alcune interessanti conversazioni.

Abbracciate il silenzio. I genitori spesso sentono la necessità di rendere ogni momento “educativo”. Non riempite ogni spazio disponibile con chiacchiere vuote quando siete immersi nella natura con vostro figlio. “Imparate a essere silenziosi,” afferma Kolari. “Potete andare a fare una passeggiata senza nemmeno parlare. Sarete comunque sempre in connessione. Ci sono la magia e la bellezza nel silenzio”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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