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Inferno in Etiopia: la crisi umanitaria si aggrava

Si moltiplicano le notizie delle atrocità compresi stupri collettivi, esecuzioni, bombardamenti intenzionali di obiettivi civili e gli scandalosi saccheggi di ospedali e cliniche sanitarie. Tutte le forze in gioco, incluso il TPLF, sono state accusate di crimini di guerra ma gli eritrei sono stati additati per gli abusi peggiori. In marzo Abiy ha dichiarato che gli eritrei si sarebbero presto ritirati; Le Nazioni Unite affermano che continuano a essere presenti.

Senayit, la donna che è stata legata all’albero, afferma che i soldati che l’hanno violentata e hanno ucciso suo figlio erano eritrei che indossavano uniformi etiopi: “Li ho riconosciuti dalle cicatrici sul viso, parlavano il tigrino [le truppe etiopi parlano l’amarico], e indossavano scarpe di plastica”.

Mancanza di aiuti

Nel frattempo le persone muoiono di fame. “5,2 milioni di persone, ovvero addirittura il 91% della popolazione del Tigrè, ha bisogno di aiuti alimentari di emergenza”, afferma Peter Smerdon, portavoce del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite nell’Africa orientale. Quasi un quarto dei bambini che l’agenzia ha avuto modo di valutare sono denutriti ma i soldati eritrei ed etiopi stanno bloccando la distribuzione degli aiuti umanitari.

La guerra è iniziata durante la stagione del raccolto. Ora è tempo di piantare. Nel villaggio di Adi Kolakul, sulla strada tra Macallè e Abiy Addi, Kiros Tadros, padre di sette figli, è tornato a lavorare nei campi. “I nostri terreni e anche le montagne che circondano le nostre case sono stati invasi dai soldati eritrei”, afferma. “Sono venuti da ogni famiglia, hanno preteso cibo, si sono presi il nostro bestiame. Ci hanno detto di non coltivare i campi e di dargli informazioni sulle posizioni e gli spostamenti delle milizie”. Racconta che gli ultimi anni erano già stati difficili per via degli effetti del cambiamento climatico: “È come l’apocalisse: prima le piogge fredde, poi le locuste e poi la guerra”.

Le Nazioni Unite hanno richiesto un’indagine sui crimini di guerra e gli Stati Uniti hanno interrotto gli aiuti economici e per la sicurezza all’Etiopia e vietato i viaggi verso gli USA per gli ufficiali coinvolti nelle violenze o nel blocco degli aiuti umanitari. In una dichiarazione del 26 maggio, il Presidente Joe Biden ha affermato che “le violazioni dei diritti umani su ampia scala che stanno avvenendo nel Tigrè, inclusi i diffusi casi di violenza sessuale, sono inaccettabili e devono finire”.

Shewit sa qual è la posta in gioco: è stata violentata davanti agli occhi dei suoi bambini, da parte dei soldati che le hanno detto: “La razza tigrina deve essere eliminata”. 

Presso l’Ayder Hospital sono già state ricoverate 430 donne vittime di stupro. “Ma i numeri reali sono sicuramente molto più grandi”. afferma Mussie Tesfay Atsbaha, amministratore dell’ospedale. “Per una persona che riesce ad arrivare qui, altre 20 sono morte da qualche parte”.

“Posso dire di aver visto l’inferno”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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