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“I segreti delle balene” secondo Brian Skerry: “Sono creature più simili a noi di quanto crediamo”

Come nasce la tua passione per la fotografia subacquea?

Mi sono innamorato del mare quando i miei genitori mi hanno portato per la prima volta in spiaggia. Ma sin da giovane ho sentito l’esigenza di esplorare l’oceano.
A quindici anni sono diventato Scuba Diver con l’obiettivo di fare l’esploratore. Qualche anno dopo, durante una conferenza sulle immersioni di alcuni fotografi e registi subacquei, ho avuto un’epifania. Ho deciso di studiare fotografia, fotogiornalismo, televisione e film per raccontare l’oceano attraverso la mia telecamera.

Che cosa rende le balene più simili a noi di quanto crediamo?

Le balene sono mammiferi che respirano e imparano come noi ma questo documentario rivela che hanno culture e tradizioni. Alcune persone usano coltello e forchetta, altre le bacchette. Lo stesso discorso vale per le balene: ci sono orche in Nuova Zelanda che si nutrono di pastinache e orche in Norvegia che mangiano pesci. Sono identiche dal punto di vista genetico ma fanno cose diverse perché hanno diverse sfumature di personalità. Queste creature hanno paure, speranze e amano giocare come gli esseri umani. “I segreti delle balene” ci invita a guardare questi animali attraverso un nuovo punto di vista.

Che cosa significa l’Earth Day? E che cosa possiamo fare per salvare l’Oceano e le straordinarie famiglie che lo popolano?

Ogni giorno dovrebbe essere l’Earth Day! Uno dei lati positivi di questa pandemia è che, al di là delle sofferenze e delle tragedie, possiamo rallentare un po’ e meravigliarci di tutto quello che ci circonda: dagli alberi e le piante agli insetti e la natura.
Sono davvero fortunato a fare quello che faccio perché tutto è connesso. Siamo creature terrestri e ogni respiro che facciamo viene dall’oceano. L’Earth Day è il giorno in cui possiamo pensare all’importanza di un pianeta di cui dobbiamo avere maggiore cura perché non possiamo riavere gli insetti, le balene o l’ossigeno che perdiamo.

Quali sono state le sfide di girare la serie in 3 anni e in 24 località del mondo?

Girare sott’acqua è decisamente più complesso di girare sulla terraferma. Dobbiamo immergerci, avvicinarci a loro e, il più delle volte, trattenere il fiato per entrare nel mondo delle balene. Ci sono state davvero tantissime sfide: dal tempo ventoso alla cattiva visibilità sott’acqua. Quando giri in 24 location nel mondo, devi accettare che le possibilità di successo sono davvero poche. Ma siamo stati fortunati perché siamo riusciti a ottenere tutto quello che volevamo in ogni location.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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