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Gelatina e anatomia: la tecnica che offre nuove possibilità per lo studio degli scheletri

“Molte immagini risultano impossibili da ottenere” afferma Leo Smith, professore di ecologia e biologia evolutiva presso l’Università del Kansas, che ha contribuito a sviluppare la nuova tecnica. “Il pesce gatto, ad esempio, è tipicamente in posizione a pancia sotto, e non si possono ottenere immagini diverse. La trota o pesci simili invece vengono sistemati sul lato, perché l’intera struttura non reggerebbe in altre posizioni”.

E qui entra in gioco la gelatina. La sua particolare consistenza permette di sistemare gli scheletri “in posa” e di fotografarli da diverse angolazioni, per poi essere semplicemente lavata via una volta fatti gli scatti. Abbinato al colorante rosso e alla luce fluorescente, questo metodo offre nuove opportunità per realizzare immagini che prima erano impossibili.

Illuminato di rosso

In una tarda sera del 2013, Smith, autore principale dell’articolo del 2018 che descrive questa tecnica, mise per pura curiosità uno scheletro di pesce trattato con colorante sotto un microscopio a fluorescenza — uno strumento che usa una luce ad alta intensità diversa dalla luce bianca visibile.

“L’ho messo sotto il microscopio e guardando ho esclamato: wow, è sorprendente” afferma Smith, “la fluorescenza evidenziava ogni più piccolo dettaglio”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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