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Attacco al Congresso USA: è stato davvero “un assalto senza precedenti”?

In molti casi la polizia ha avuto un ruolo, quantomeno nel non fornire protezione. “La sorprendente abdicazione delle responsabilità da parte delle forze dell’ordine” nell’evento del Campidoglio degli Stati Uniti, afferma Kali Gross, professoressa di storia presso la Emory University e coautrice del libro di Berry, “mostra chiaramente l’appoggio delle forze dell’ordine di questo Paese ai suprematisti bianchi”. Secondo Gross, le scene di Washington D.C., in cui si vede come i rivoltosi abbiano trovato una minima resistenza nel farsi strada nell’edificio legislativo, ricorda un linciaggio in prigione: “di fronte alla folla di bianchi, la polizia lascia la strada libera”.

Ai manifestanti non bianchi è sempre stato riservato tutt’altro trattamento. Negli anni ’60 la polizia sguinzagliò i cani e usò gli idranti sui partecipanti alle manifestazioni pacifiche sui diritti civili. Kruse cita la protesta del 1967 presso il palazzo del governo della California da parte dei membri armati delle Black Panthers (Pantere Nere) che, non violando alcuna legge, spaventò l’allora governatore Ronald Reagan e i membri dell’NRA (National Rifle Association, organizzazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco degli Stati Uniti, NdT) a tal punto da determinare un giro di vite sul controllo delle armi.

Ma ora che questi eventi raggiungono un pubblico più ampio attraverso i notiziari in diretta streaming, una sempre maggiore consapevolezza sui pregiudizi razziali delle forze dell’ordine alimenta urgenti richieste di intervento. Le reazioni violente perpetrate questa estate sui sostenitori del movimento Black Lives Matter ha allarmato molti osservatori.

E se la storia ci può raccontare i precedenti di ciò che è accaduto presso il Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio, non può però dirci cosa accadrà in seguito. In merito a questo Foner cita Abramo Lincoln, che in un suo discorso tenuto presso un liceo, avvertiva: “Se la distruzione è il nostro destino, dovremo noi stessi esserne autori e responsabili”; oppure nella parafrasi di Foner: “il pericolo della democrazia è la democrazia stessa”.

Ma questo è anche il punto di forza della democrazia, sostiene Berry, citando l’elezione del primo senatore nero e del primo senatore ebreo della Georgia. “Persone come Stacey Abrams [difensore dei diritti di voto] mi danno speranza e mi ricordano persone come Fannie Lou Hamer [attivista per i diritti civili] e come Ida B. Wells [attivista per i diritti civili]”, afferma. “Sono fiduciosa che ci siano persone pronte a sedersi al tavolo della discussione e apportare cambiamenti”.


Fonte: http://www.nationalgeographic.it/rss/all/rss2.0.xml


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