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Messico, la caccia infame ai bisonti in via di estinzione

Eccola la foto che indigna il web. Immortala l’ultima vergogna: i due cacciatori, feri, il fucile in vista, che posano dietro il cadavere massiccio del bufalo che hanno appena ucciso. Quella a destra sembra la guida, a sinistra il cliente che aveva bisogno di riaffermare la proprie abilità di predatore. Il bisonte è uno dei 200 esemplari che un progetto messo a punto tra mille difficoltà da studiosi messicani e statunitensi era riuscito a far riprodurre nel paese nordamericano. E’ il più grande mammifero del Continente. Mancava da 100 anni.

Biodiversità

Il ritorno del bisonte americano, dopo cento anni

09 Gennaio 2021

L’immagine gira nella rete appena due giorni dopo l’annuncio del successo dell’operazione accolta con entusiasmo dalla Segreteria dell’Ambiente e delle Risorse naturali del governo Obrador. Questa e una seconda foto, con altri due cacciatori, tra cui una donna, sempre davanti a un bufalo americano stramazzato al suolo, sono state diffuse dal sito Buena Vista, il ranch di Piedras Negras, a due passi dal confine con gli Usa. Il ministero ha subito condannato le due uccisioni ricordando che non era stato rilasciato alcun permesso di caccia al bufalo, visto lo sforzo che si sta facendo da anni per salvarlo dall’estinzione e riportarlo tra le terre dove brucava e galoppava fino a un secolo fa.

La prima foto risalirebbe a martedì scorso, la seconda, stando a quanto ha scoperto il cronista del Pais, sarebbe scattata tra il 2011 e il 2015 prima che la data fosse cancellata dalla parte bassa dell’immagine. Polemiche e proteste tra i social che hanno subito condannato indignati i trofei mostrati con tanto orgoglio. Si sa che basta pagare profumatamente e si può cacciare qualsiasi preda nel mondo: dagli elefanti ai leoni.

“Non esiste alcuna informazione sui piani di gestione approvati e di caccia a specie animali specifiche rilasciati a alcun ranch di Coahuila con il nome di Buena Vista”, ha precisato il ministero. Come dire: chi è questa gente e quali permessi ha. Gli animali uccisi facevano parte del progetto (di cui avevamo parlato qualche giorno fa su queste pagine) avviato nel 2009. Ventitré esemplari del Parco nazionale Wind Cave, nel sud Dakota, erano stati trasferiti nello Stato di Coahiula, nord ovest del Messico, per la riproduzione e la rinascita del bufalo scomparso agli inizi del secolo scorso. Nel 2016 l’iniziativa era stata salutata con favore da Barack Obama che aveva dichiarato il bufalo americano Primo Mammifero Nazionale. Una seconda mandria era stata spedita l’anno scorso e la cosa aveva avuto successo. Gli esemplari erano cresciuti fino a 200. Due sono stati abbattuti. Ma forse sono di più.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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