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Libera su cauzione Disha Ravi, l'attivista indiana vicina a Greta Thunberg

Il giudici di New Delhi hanno detto sì alla libertà su cauzione per Disha Ravi, l’attivista ambientalista 22enne cofondatrice del movimento Fridays for Future in India. La notizia arriva dai media, dopo che la giovane era stata arrestata il 13 febbraio a Bengaluru, accusata di “sedizione” e altro in relazione al cosiddetto ‘toolkit’ di sostegno alle proteste degli agricoltori contro il governo. Accuse che lei ha respinto con decisione. Il documento era stato pubblicato da Greta Thunberg sui suoi social. La polizia di New Delhi ha presentato richiesta al tribunale per un’estensione della custodia di Disha Ravi per altri quattro giorni.

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La polizia l’ha definita “cospiratrice chiave” nella “formulazione e diffusione” del documento di protesta, che le autorità chiamano appunto ‘toolkit’, ovvero cassetta degli attrezzi. Ha anche affermato che questo documento ha diffuso disinformazione sulle proteste degli agricoltori e “offuscato l’immagine dell’India”. I contenuti rientrano nelle indagini su come un gruppo di agricoltori abbia assaltato il Forte rosso della capitale il 26 gennaio, uno dei pochi fatti violenti legati alle proteste. Queste sono state fonte di destabilizzazione per il governo del premier nazionalista Narendra Modi, che afferma la riforma agricola sia necessaria per modernizzare il settore.

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Nella decisione che dirà la libertà all’attivista, il tribunale ha affermato che le prove prodotte dalla polizia contro Ravi sono scarse. Ha detto che una “richiesta di violenza” che la polizia ha ritenuto emergesse dal documento è “vistosamente assente”. La polizia aveva dichiarato che il documento condiviso da Ravi sui social media indicava una “cospirazione” dietro le violenze, in cui un manifestante è stato ucciso e centinaia di poliziotti e manifestanti sono rimasti feriti. La scorsa settimana, nel corso di un’altra udienza, un giudice ha parlato di “congetture” della polizia, dopo che i legali di Ravi hanno sottolineato che nel documento non si citano né si incitano violenze. Manifestazioni sono state organizzate in varie città indiane per chiedere il rilascio della 22enne, mentre l’attenzione è alta anche all’estero.

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Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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